NORME SUL CONTROLLO DEL RANDAGISMO, ANAGRAFE CANINA E PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DA AFFEZIONE”

 

Articolo 1

Finalità.

 

1.   La presente legge, al fine di realizzare sul territorio regionale un corretto rapporto uomo - animale e di tutelare la salute pubblica e l'ambiente, disciplina la tutela delle condizioni di vita degli animali da affezione, promuove la protezione degli stessi, l'educazione al loro rispetto, gli interventi per la prevenzione ed il controllo del randagismo anche nei confronti dei gatti in libertà .

 

2.   Sono disciplinati altresì il trasporto, la detenzione,il controllo demografico, la prevenzione delle malattie trasmissibili all’uomo, delle malattie proprie delle specie e di quelle trasmissibili agli altri animali .

 

3.   Sono vietati spettacoli, gare e rappresentazioni pubbliche e private che comportino maltrattamenti e sevizie degli animali o che siano contrari alla loro attitudine naturale e dignità.

 

4.    Anche l'animale morto o soppresso deve essere trattato con rispetto.

 

 

Articolo 2

Definizioni

 

1.            Ai fini della presente Legge si intende per:

 

a)      Allevamento commerciale: struttura dove vengono detenuti cani e gatti in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno.

b)     Anagrafe canina: registro informatizzato della popolazione canina regionale, redatto in base al codice di identificazione (microchip).

c)     Animale da affezione: animale domestico e non, che stabilmente od occasionalmente convive con l’uomo, mantenuto per compagnia e che può svolgere attività utili all’uomo, con esclusione degli animali impiegati nelle produzioni zootecniche o appartenenti alle specie di cui non è consentita la cattura, la vendita e la detenzione.

d)     Animale randagio: animale appartenente alle specie considerate di affezione che non hanno un proprietario o detentore a qualsiasi titolo.

e)     Associazione protezionistica: associazione di cittadini costituita, con atto pubblico, senza scopo di lucro, iscritta all’apposito Albo regionale, avente per obiettivo la promozione della cultura del rispetto degli animali e la collaborazione con gli altri Enti individuati dalla presente Legge, ai fini del raggiungimento del controllo del randagismo e protezione degli animali di affezione.

f)Attività di toelettatura: esercizio commerciale, dove l’animale staziona per il solo tempo necessario all’esercizio delle operazioni di toelettatura.

g)     Autorità sanitaria locale: il Sindaco

h)     Cane pericoloso: cane che mette in pericolo l’integrità fisica e/o psichica di un essere umano o di altro essere vivente, cane od altro animale.

i)   Centro di addestramento: struttura dove gli animali vengono detenuti temporaneamente per fini di addestramento.

j) Colonia felina: gruppo di gatti in libertà che frequentano abitualmente lo stesso luogo

k)     Detentore: qualunque persona fisica o giuridica responsabile, anche  temporaneamente, a qualsiasi titolo, di un animale da affezione.

l)   Gattaro: gestore delle colonie feline

m)   Gatto in libertà:  gatto che non ha un proprietario o detentore a qualsiasi titolo.

n)     Identificazione: processo di riconoscimento dell’animale attraverso l’inserimento di un   transponder

o)     Medico Veterinario Libero Professionista Riconosciuto: Medico Veterinario L.P. iscritto all’ Albo dei “ veterinari riconosciuti” della Regione Abruzzo.

p)     Negozio di vendita animali: esercizio commerciale, dove gli animali oggetto della compravendita possono essere detenuti in esposizione per un periodo limitato della giornata.

q)     Pensione per animali: struttura dove il privato cittadino lascia temporaneamente in custodia il proprio animale.

r)Proprietario: qualunque persona fisica o giuridica responsabile e che detiene stabilmente un animale d’affezione.

s)      Servizio Veterinario ASL: i Servizi veterinari di Sanità animale e i Servizi veterinari di Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche.

t) Strutture commerciali: Allevamenti commerciali, negozi di vendita, centri di addestramento e pensioni per gli animali di affezione domestici, attività di toelettatura.

u)     Strutture di ricovero : canili sanitari, rifugi, asili.

v)      Strutture veterinarie private: studi veterinari, ambulatori veterinari, cliniche veterinarie, ospedali veterinari.

 

 

 

 

TITOLO I  COMPETENZE

 

Articolo 3

Programma di prevenzione del randagismo e costruzione di strutture di ricovero.

 

 

1. La Giunta regionale, sentite anche le associazioni animaliste, protezioniste e  venatorie, che operano in ambito regionale, adotta il programma di prevenzione del randagismo.

 

2. Il programma, oltre agli interventi di cui al comma 4 dell'art. 3 della legge n. 281/1991, stabilisce annualmente i criteri di priorità nell'utilizzazione degli stanziamenti.

 

3. La Giunta regionale stilerà un rapporto annuale sullo stato di attuazione della presente legge.

 

 

Articolo 4

Servizio veterinario  A.S.L.

 

1.  Oltre alle normali funzioni di competenza, il Servizio Veterinario di Sanità animale di ogni  ASL o, ove prevista l’Unità Operativa addetta alla prevenzione e controllo del randagismo,  svolge, in attuazione della presente legge i seguenti compiti:

a) provvede alla tenuta dell'anagrafe canina, curandone l'aggiornamento;

b) collabora con Regione, Comuni, Enti ed Associazioni protezionistiche e venatorie, promuovendo o partecipando ad iniziative di informazione e di educazione rivolte ai proprietari di animali d'affezione e all'opinione pubblica in genere, da svolgere anche nelle scuole, per la protezione degli animali, il controllo delle nascite ed il non abbandono;

c) rintraccia ed avverte il proprietario del cane, avvisandolo dell'avvenuto ritrovamento    e/o dell'avvenuta cattura, del luogo ove si trova;

d) effettua - previa identificazione - le operazioni di anagrafe, i controlli sanitari, le sterilizzazioni, le vaccinazioni ed ogni altro intervento necessario per la cura e la salute degli animali custoditi nei canili sanitari;

e) esegue la sorveglianza epidemiologica nei confronti delle Leishmaniosi e di altre zoonosi, secondo  piani predisposti d’intesa con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e Molise  e dai competenti organi regionali;

     f) dispone dei fondi assegnati;

g) effettua la vigilanza veterinaria sui ricoveri o strutture gestiti da Enti, Associazioni protezionistiche e da privati;

h) dispone ogni altro intervento che si renda necessario, ivi compreso il ricovero e la custodia dei cani non reclamati e dei quali non sia possibile la cessione a terzi;

i) effettua il controllo demografico della popolazione canina e felina vagante senza proprietario, attraverso metodi chirurgici o farmacologici scientificamente e tecnologicamente avanzati, che tengano conto della salute degli animali;

l) si avvale, per gli adempimenti di competenza, del supporto dei medici veterinari liberi professionisti riconosciuti, nei limiti e con le modalità previste dalle norme e dai competenti organi regionali;

m) attiva, in caso di morsicatura o aggressione, un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario, stabilendo le relative misure di prevenzione e un eventuale intervento terapeutico comportamentale.

 

2. Oltre alle normali funzioni di competenza il Servizio Veterinario Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni zootecniche di ogni ASL, svolge, in attuazione della presente Legge i seguenti compiti:

a)      effettua attività di vigilanza e controllo sul benessere animale all’interno delle strutture di ricovero e delle strutture commerciali;

b)     rilascia pareri di competenza per le autorizzazioni sanitarie riguardanti strutture di ricovero e le strutture commerciali;

c)     rilascia le autorizzazioni agli esercenti degli autotrasporti.

 

 

3. La Regione, nell’ambito del Sistema Informativo Veterinario Regionale,     riceve dalle singole A.S.L. i dati relativi all’anagrafe canina, trattandoli nel rispetto delle attuali norme sulla privacy.

 

 

Articolo 5

Comuni

 

      1. I Comuni sono responsabili di tutti i cani e gatti vaganti senza proprietario presenti o comunque,  rinvenuti nel territorio di propria competenza.

 

2. I Comuni svolgono, in attuazione della presente Legge, i seguenti  compiti:

      a) istituiscono un fondo speciale, vincolato al finanziamento della lotta al randagismo, nel quale confluiscono anche i proventi derivanti dalle sanzioni di cui alla presente Legge;

      b) identificano sul territorio comunale tutti i possessori di cani ai fini dell’iscrizione degli stessi all’anagrafe canina;

      c) richiedono  l’intervento del Servizio Veterinario della ASL per la cattura dei cani vaganti presenti o rinvenuti sul loro territorio;

      d) individuano le strutture di ricovero deputate alle funzioni di canile rifugio, sul proprio territorio, provvedendo al risanamento dei canili comunali già esistenti e/o alla costruzione di nuovi, in forma singola o associata con altri Comuni, Provincia o con le Comunità Montane o stipulando convenzioni con proprietari di asili per cani situati nel territorio della Provincia o Provincia contigua, se più vicini;

      e) adottano tutte le iniziative volte ad incentivare l’adozione dei cani di loro proprietà detenuti nelle strutture di ricovero;

      f) provvedono allo smaltimento delle spoglie dei cani di loro proprietà deceduti nelle    strutture di ricovero e dei cani e gatti randagi rinvenuti morti sul territorio di competenza; 

     g) effettuano attività di vigilanza sul rispetto delle norme di cui alla presente Legge attraverso il  Corpo di Polizia Locale;

     h) realizzano  campagne informative sugli obiettivi e sulle modalità di attuazione della presente Legge, avvalendosi anche della collaborazione dei Servizi Veterinari della ASL, degli Ordini Provinciali dei Medici veterinari, delle Associazioni protezionistiche, dei Medici Veterinari Liberi Professionisti riconosciuti.

     i) predispongono  sportelli comunali per l’anagrafe canina.

     l) collaborano con Regione, ASL competenti per territorio, Ordini Provinciali dei Medici veterinari, e Medici Veterinari Liberi Professionisti riconosciuti nei progetti finalizzati alla sterilizzazione, al controllo delle zoonosi ed all’incremento delle iscrizioni all’anagrafe dei cani e/o gatti di proprietà;

    m) Identificano, d’intesa con il Servizio Veterinario della ASL competente, le “colonie feline” autorizzandone la gestione a privati cittadini o Associazioni protezionistiche che ne facciano richiesta;

 

 

TITOLO II   STRUTTURE DI RICOVERO

 

Articolo 6

Strutture di ricovero: canili sanitari e rifugi per cani e gatti, asili per cani e gatti.

 

1.       Le strutture di ricovero per cani e gatti assumono le seguenti denominazioni:

 

 a)   Canili sanitari: sono strutture pubbliche di ricovero di prima accoglienza realizzate e gestite dalle A.S.L. che svolgono le funzioni di custodia dei cani vaganti catturati, ritrovati e/o maltrattati, nonché di isolamento e osservazione dei cani e dei gatti morsicatori. Nei canili sanitari l'assistenza veterinaria è assicurata dal Servizio Veterinario di Sanità animale della ASL competente e, ove presente dall’Unità Operativa addetta alla prevenzione e controllo del randagismo;

 

  b) Rifugi: sono strutture pubbliche destinate al ricovero permanente dei cani e dei gatti, realizzate e gestite da Comuni singoli o associati e dalle Comunità montane. La gestione può essere affidata, mediante convenzione, ad Enti o Associazioni iscritte all'Albo regionale. Nei rifugi, l'assistenza veterinaria è assicurata dal legale rappresentante della struttura, per il tramite di un Medico Veterinario libero professionista riconosciuto iscritto all'Albo, al quale è affidata la responsabilità sanitaria della struttura stessa.

 

  c) Asili: sono strutture private destinate al ricovero  permanente di cani e gatti. Negli asili l'assistenza veterinaria deve essere assicurata dal proprietario attraverso un Medico Veterinario libero professionista riconosciuto iscritto all'Albo che assume l'incarico di responsabile sanitario.

 

 2.       In ogni struttura adibita a ricovero deve essere attivato, a cura del veterinario responsabile, un registro di carico e scarico delle presenze, dove vengono annotati tutti i movimenti degli animali in essa presenti.

 

 3.       Viene istituito presso il competente Servizio Veterinario della Direzione politiche della  salute della Regione Abruzzo, L‘Albo regionale delle strutture di ricovero.

           Il legale rappresentante della struttura è tenuto a chiedere  l’iscrizione della stessa   nell'elenco del predetto Albo, entro 60 giorni dall’inizio dell’attività.

La mancata richiesta di iscrizione entro il termine previsto dal punto precedente comporterà la decadenza dell’autorizzazione sanitaria.

 

4.        Tutte le strutture  di ricovero , devono essere collocate ad una sufficiente distanza,   e comunque non inferiore a 300 m. dai nuclei abitati, da insediamenti urbani, strutture sanitarie ed annonarie.

 

 

Articolo 7

Caratteristiche strutturali dei ricoveri.

 

   1. I canili sanitari sono costituiti da box individuali e collettivi agevolmente lavabili e disinfettabili costruiti in conformità dei requisiti e delle caratteristiche di cui all'allegato A della presente legge.

 

   2. I rifugi e gli asili per cani e gatti sono realizzati in conformità dei requisiti e delle   caratteristiche strutturali di cui all'allegato A della presente legge.

 

   3. La Giunta regionale - tenuto conto del progresso tecnico - scientifico - con proprio atto deliberativo può modificare l'allegato A per adeguarlo alle mutate esigenze.

 

 

Articolo 8

Criteri per la gestione dei canili.

 

     1.      Dopo la cattura o il ritrovamento, i cani devono essere ricoverati esclusivamente presso i canili sanitari dove vengono sottoposti a visita veterinaria, identificazione, eventuale immunizzazione e/o terapia, ed eventuale sterilizzazione chirurgica. Di ogni ricovero sarà fatta menzione nel registro di carico e scarico a cura del

        veterinario responsabile della struttura

 

2.     Nei rifugi per cani possono essere introdotti esclusivamente animali clinicamente sani, di norma sterilizzati, provenienti dai canili sanitari. Di ogni movimentazione deve essere fatta menzione sul registro di carico e scarico a cura del responsabile della struttura.

 

 

 3.     Negli asili per cani possono essere ricoverati animali  solo se si tratta di soggetti  regolarmente identificati ed iscritti all'anagrafe . Di ogni movimentazione deve essere fatta menzione sul registro di carico e scarico a cura del responsabile della struttura.

 

   4.    Nei canili sanitari deve essere previsto un orario almeno bisettimanale di apertura  al pubblico. Durante detto orario, deve essere presente personale veterinario. Nei rifugi e negli asili l'orario di apertura al pubblico deve essere quotidiano.

 

 

Articolo 9

Pronto soccorso veterinario

 

1.    Le A.S.L. devono garantire prestazioni di pronto soccorso di prima necessita’ a favore dei cani randagi o comunque vaganti, attraverso interventi di tipo clinico  e/o chirurgico volti a scongiurare la morte dell’animale o la sua sofferenza.

 

2.     Le ASL possono avvalersi, per le attività di cui al precedente comma, del supporto    delle strutture veterinarie private convenzionate, con le modalità fissate dalla Giunta regionale.

 

3.            Di ogni intervento dovrà essere redatto relativo referto, da conservare agli atti.

   

 

TITOLO III  STRUTTURE COMMERCIALI

 

 

Articolo  10

Allevamenti commerciali, negozi di vendita di animali, centri di addestramento e pensioni per gli animali di affezione, attività di toelettatura.

 

       1. Chiunque intenda attivare le strutture commerciali, di cui al presente articolo, deve farne preventiva richiesta scritta al Servizio Veterinario della A.S.L. competente per territorio.

 

2.      Il Servizio Veterinario della A.S.L, valutata la conformità degli ambienti, delle strutture e delle attrezzature dell'attività, trasmette al Sindaco il proprio parere unitamente alla richiesta dell’interessato, al fine del successivo rilascio dell’autorizzazione sanitaria prevista dall’art. 24 del Regolamento di Polizia veterinaria, approvato con D.P.R. 8.02.1954 n. 320;

 

 

Articolo  11

Requisiti strutturali commerciali

 

1.      Le strutture commerciali di cui all’articolo 10 della presente Legge devono possedere locali e/o box lavabili, disinfettabili e dotati di idonea aerazione ed illuminazione, attrezzature idonee per la specifica attività, servizi igienici, idoneo sistema di smaltimento delle deiezioni e dei rifiuti.

 

2.      la gestione e la responsabilità della salute e del benessere degli animali custoditi all’interno delle strutture commerciali va garantita da personale con formazione professionale qualificata o di comprovata esperienza nel settore degli animali d’affezione;

 

3.      i titolari delle strutture commerciali, ad esclusione delle attività di toelettatura, hanno l’obbligo di munirsi di registro di carico e scarico, vidimato dal Servizio Veterinario della ASL competente per territorio, dove annotare l’identificazione, la provenienza e la destinazione degli animali commercializzati di tutte le specie.

 

 

TITOLO IV

ANAGRAFE CANINA E CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE CANINA E FELINA

 

 

Articolo 12

Anagrafe del cane

 

 

1.  Su tutto il territorio regionale, presso ogni  A.S.L., è applicata l'anagrafe canina. Il proprietario, o il detentore a qualsiasi titolo dell'animale, residente in Abruzzo, è tenuto a iscrivere all’anagrafe, previa applicazione del microchips, i cani entro i 2 mesi di età. Il parto di cagne a qualsiasi scopo detenute dovrà essere notificato  entro e non oltre 10 giorni dal parto stesso.

 

2.  All'atto di iscrizione all'anagrafe verrà compilata apposita scheda, utilizzando i modelli  presenti sul sistema informativo regionale (BDR – S.I.V.R.A.). La scheda verrà utilizzata anche per la registrazione degli interventi di profilassi e di polizia veterinaria eseguiti sull'animale. Nella redazione della scheda dovranno inoltre essere inseriti: taglia, colore del mantello, eventuali segni particolari ed eventuale fotografia.

 

3.  Copia della scheda deve essere consegnata al proprietario o al detentore e deve seguire il cane nel trasferimento di proprietà o detenzione.

 

4.  Il proprietario o detentore è tenuto a comunicare alla A.S.L. territorialmente competente, entro e non oltre trenta giorni sia l'eventuale cambio della propria  residenza sia il luogo di detenzione dell’animale e recapiti.

 

5.   In caso di violazione dell'obbligo di iscrizione del cane all'anagrafe, oltre  alle sanzioni di cui al punto 2, art. 5, della legge n. 281/1991, il Sindaco, a cui il verbale di accertamento dell'infrazione è trasmesso dagli organi di vigilanza, entro cinque giorni dalla contestazione del fatto all'interessato, dispone l'iscrizione d'ufficio.

 

 

Articolo 13

Codice di riconoscimento.

 

 

1.  Tutti i cani presenti sul territorio della Regione Abruzzo devono essere identificati mediante inoculazione sottocutanea di un transponder (microchip) elettronico, effettuata sul lato sinistro del collo, alla base del padiglione auricolare. Il transponder deve contenere in memoria un codice alfanumerico riconosciuto ed autorizzato dal Ministero competente;

 

2.  Le tecniche impiegate per l'inoculazione devono essere tali da evitare sofferenza all'animale.

 

3.  I tatuaggi effettuati prima dell'adozione del codice di riconoscimento impresso mediante transponder sottocutaneo, non sono validi ai fini dell’iscrizione all’anagrafe canina, pertanto i possessori di cani identificati mediante tatuaggio sono tenuti a far applicare il microchip dal Servizio Veterinario ASL, o struttura da esso delegata, entro il termine di 30 giorni dall’entrata in vigore della presente Legge;

 

4.  I dati concernenti i cani iscritti all'anagrafe sono a disposizione dei Comuni, Associazioni protezionistiche e venatorie, Forze dell’Ordine sul sito web della Regione Abruzzo.

 

 

Articolo  14

Trasferimento, smarrimento o morte del cane

 

 

1.   I proprietari, o i detentori a qualsiasi titolo del cane, debbono segnalare al Servizio Veterinario della A.S.L. territorialmente  competente, i mutamenti nella titolarità della proprietà o nella detenzione o lo smarrimento o la morte dell'animale.

 

2. La segnalazione, in caso di smarrimento,  deve avvenire per iscritto entro 5 giorni dall'evento. Nel caso di scomparsa, dal luogo in cui è custodito, di un cane di indole aggressiva, la segnalazione va effettuata immediatamente con qualunque mezzo. In caso di morte o in caso di mutamento della titolarità della proprietà o della detenzione, la segnalazione deve avvenire per iscritto entro e non oltre il 15° giorno dall‘evento.

 

3. Nel caso di mutamento della residenza del proprietario o del detentore, ovvero di trasferimento della proprietà o della detenzione nell’ambito regionale, la A.S.L. competente per territorio deve inserire l’ evento nella registrazione anagrafica del cane.

 

4. I cani provenienti da altre regioni in cui è istituita l'anagrafe canina e che sono identificati mediante microchips , dovranno essere  iscritti in anagrafe canina della Regione Abruzzo  con il medesimo codice di identificazione già applicato.

 

5. Il proprietario o detentore a qualsiasi titolo di animale già iscritto in altra regione, dimorante temporaneamente in Abruzzo per un periodo superiore a 60 giorni, è tenuto a comunicare gli estremi di identificazione, anche telefonicamente, al competente Servizio Veterinario della ASL.

 

6. Gli esercenti il commercio di cani provenienti da importazioni o da scambi comunitari devono introdurre i suddetti animali muniti delle certificazioni sanitarie e regolarmente identificati, sono tenuti ad iscriverli all’anagrafe canina entro e non oltre 24h dall’ingresso nella loro struttura. Sono altresì obbligati a comunicare il trasferimento o la morte dei cani entro e non oltre sette giorni lavorativi. Gli esercenti il commercio in ambito nazionale devono introdurre cani regolarmente iscritti all’anagrafe canina. Sono fatti salvi gli obblighi di registrazione previsti nell’articolo 10.

 

 

Articolo 15

Abbandono degli animali.

 

1.   È vietato a chiunque l'abbandono dei cani, gatti e qualsiasi altro animale   comunque detenuto;

 

2.    Sono considerati abbandonati i cani diventati abitualmente vaganti.

 

3.    La soppressione eutanasica degli animali da affezione può essere effettuata, su richiesta del proprietario e per fondati motivi di ordine sanitario e/o sociale, ad opera di un medico veterinario il quale è tenuto a comunicare al Servizio Veterinario della A.S.L. competente, le motivazioni che hanno reso necessaria la soppressione. Il Servizio Veterinario della A.S.L. provvede al successivi aggiornamenti anagrafici.

 

4.         Il proprietario o detentore a qualsiasi titolo degli animali di cui al comma 1, nel caso in cui, per gravi motivi, sia impossibilitato a tenere presso di sé l'animale, può chiedere al Sindaco del Comune di residenza l'autorizzazione a consegnare l'animale al rifugio, previo periodo di osservazione presso il canile sanitario. Nella domanda dovranno essere indicate le cause che impediscono la detenzione del cane. Il Sindaco si pronuncia entro 30 giorni, in caso di mancata risposta entro il suddetto termine, l'istanza si intende accolta.

 

 

Articolo 16

Cattura, custodia e ricovero degli animali

 

1.   Le Autorità di Pubblica Sicurezza, il Corpo Forestale dello Stato, gli agenti di polizia urbana, i servizi sanitari, le guardie zoofile volontarie, le Associazioni venatorie, gli Enti e le Associazioni protezionistiche, i privati cittadini segnalano la presenza di cani vaganti ai Comuni territorialmente competenti, i quali, d’intesa con il Servizio Veterinario della ASL, predispongono gli interventi necessari per la loro cattura e l’invio nei ricoveri individuati dagli stessi Comuni.

 

2.   I cani vaganti senza controllo sono catturati dal Servizio Veterinario della A.S.L. competente,  con metodi non lesivi all'animale in collaborazione con i Comuni;

 

3.   Allorché la cattura dei cani vaganti inselvatichiti non sia possibile e vi sia comprovata pericolosità per l'uomo, per la fauna selvatica e per il patrimonio zootecnico, il Servizio Veterinario della A.S.L. provvede, anche ricorrendo ad opportune convenzioni, al loro abbattimento utilizzando metodologie e mezzi tali da infliggere la minor sofferenza possibile agli animali, previa ordinanza del Sindaco ai sensi dell'art. 38 della legge n. 142/1990.

 

4.   I cani randagi catturati potranno essere rimessi in libertà nei luoghi abituali di stazionamento, su espressa richiesta ed adozione del Comune territorialmente competente a condizione che siano preventivamente sterilizzati ed identificabili anche a distanza; siano riconosciuti “ non pericolosi” dal Servizio Veterinario della ASL competente per territorio; siano affidati in custodia a personale qualificato individuato dal Comune territorialmente competente, al fine di tutelarne salute e benessere; siano sottoposti a controllo periodico per la verifica delle condizioni sopraelencate;

 

5.   I cani catturati o ritrovati, regolarmente registrati, vanno restituiti al proprietario o detentore, previo pagamento delle  spese di cattura e custodia di cui al tariffario regionale;

 

6.   Le spese di custodia e mantenimento ed eventuali cure dell’animale sono, in ogni caso, a carico del proprietario o detentore;

 

7.   la decorrenza del periodo di custodia ha inizio dal momento del ritrovamento dell’animale iscritto all’anagrafe e, negli altri casi, dal momento della cattura;

 

8.   Gli animali senza proprietario, ricoverati nei canili sanitari, nei rifugi e negli asili, possono essere affidati ad Associazioni protezionistiche o a privati che ne facciano richiesta. Gli animali ricoverati nei canili sanitari, sprovvisti di identificazione e non reclamati, dopo essere stati sottoposti ad osservazione sanitaria e a tutti gli altri adempimenti previsti dalle leggi vigenti, possono essere affidati temporaneamente e gratuitamente a privati, ad Enti e ad Associazioni protezionistiche che diano garanzia di buon trattamento. Se non reclamati entro e non oltre 60 gg. dall’introduzione nel canile diventano di proprietà degli affidatari. 

 

9.   All'atto dell'affidamento definitivo deve essere consegnato al detentore apposito certificato sanitario. Su richiesta dei privati - definitivi affidatari dei cani ospitati nei canili sanitari - la A.S.L. provvede gratuitamente alla sterilizzazione.

 

10. I cani ospiti delle strutture di ricovero possono essere soppressi, in modo eutanasico, soltanto se gravemente malati, incurabili, di comprovata pericolosità e/o aggressività.  La decisione spetta unicamente al veterinario responsabile della struttura il quale, per ogni soppressione, è tenuto a redigere il relativo referto da inserire nel registro di cui al comma 2 del precedente art. 6.

 

11. È fatto divieto a chiunque di cedere animali, ospiti delle strutture di ricovero, a qualunque ente che effettui esperimenti su animali o pratichi la vivisezione.

 

12. La cattura dei cani vaganti, randagi o inselvatichiti o l'abbattimento dei cani inselvatichiti di cui al comma 3 del presente articolo, possono essere effettuati esclusivamente da soggetti pubblici, ovvero privati competenti convenzionati con i Comuni e Comunità Montane interessati, autorizzati dalla Giunta regionale su indicazioni fornite dai Servizi Veterinari delle A.S.L.

 

 

Articolo   17

Controllo delle nascite, delle malattie e profilassi

 

 

1.   La Regione promuove e concorre a finanziare i progetti elaborati dai Comuni singoli o associati d’intesa con i Servizi Veterinari delle ASL competenti per territorio e gli Ordini Veterinari Provinciali, finalizzata alla sterilizzazione, al controllo delle zoonosi ed all’incremento delle iscrizioni all’anagrafe regionale dei cani e gatti di proprietà.

 

 

Articolo 18

Protezione dei gatti in libertà.

 

1. I Comuni garantiscono La tutela dei gatti che vivono in libertà  ed autorizzano la gestione delle colonie feline urbane da parte di privati cittadini, Enti o Associazioni protezionistiche che ne facciano richiesta,  assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza.

 

 

2. Le A.S.L., anche avvalendosi della collaborazione delle Associazioni protezionistiche o di privati cittadini , attuano gli interventi di controllo delle nascite sulle colonie feline di cui al comma 1, procedendo all’identificazione elettronica e relativa registrazione in anagrafe degli animali componenti la colonia; vigilano sulla corretta gestione; prescrivono i trattamenti di profilassi e di cura che dovessero rendersi necessari.

 

3. I gatti senza proprietario possono essere soppressi soltanto se gravemente ammalati ed incurabili.

 

4. I gattari sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti e provvedendo costantemente alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati;

 

 

TITOLO V

PROTEZIONE DEGLI ANIMALI ED ISTITUZIONE

ALBO REGIONALE DELLE ASSOCIAZIONI PROTEZIONISTICHE

 

Articolo  19

Misure di protezione.

 

1. Chiunque possieda o detenga animali d’ affezione, a qualunque titolo, è responsabile della loro salute e del loro benessere; deve assicurare loro adeguate cure ed attenzioni, tenendo conto dei loro bisogni fisiologici ed etologici legati all’età, al sesso, alla specie ed alla razza; è altresì responsabile della riproduzione, della custodia, della salute e del benessere della prole.

E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano provvedere alla raccolta delle feci e portare con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.

 

2. La Regione vieta la partecipazione a manifestazioni espositive di cani e gatti di età inferiore a 4 mesi. In occasione di attività di pubblicità di spettacolo di esposizione o di analoghe manifestazioni a scopo di lucro che implichino l’utilizzazione di animali d’affezione, l’organizzazione di tali manifestazioni è tenuta a versare la quota del 5% dell’incasso all’amministrazione comunale che ospita l’evento, che vincolerà l’utilizzo di tali fondi esclusivamente per iniziative svolte a favore del benessere degli animali.

 

3. Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1979, il Sindaco vigila sull'osservanza delle predette misure di protezione, anche avvalendosi delle guardie zoofile, di cui al successivo art. 21.

 

 

Articolo  20

Affidamento degli animali maltrattati.

 

1. Salvo che il fatto non costituisca reato, oltre alle sanzioni previste dall'art.   5, legge n. 281/1991, nel caso siano accertati maltrattamenti tali da denotare, da parte del proprietario, la noncuranza dei doveri connessi alla custodia e alla cura degli animali, il Sindaco, a cui il relativo verbale di accertamento viene inoltrato senza ritardo dall'organo accertatore, dispone con immediatezza, fatte le eventuali verifiche e sentito l'interessato che ne abbia fatto richiesta, l'affidamento in via cautelare dell'animale alle strutture di ricovero di cui alla presente legge.

 

2. Le spese di custodia e delle eventuali cure effettuate dall'animale sono a carico del proprietario, qualora sia accertata la fondatezza della contestazione.

 

3. Il provvedimento viene revocato e l'animale viene restituito, qualora si riveli l'infondatezza della contestazione o qualora vengano comunque date assicurazioni di buon trattamento, nel rispetto delle finalità della presente legge, a condizione che non ricorrano ipotesi di recidiva specifica.

 

 

Articolo  21

Trasporto di animali.

 

1. Il trasporto degli animali da affezione, da chiunque sia effettuato e per qualunque motivo, deve avvenire in modo adeguato alla specie, con esclusione di ogni sofferenza. Tale norma si applica a tutte le fasi del trasporto, comprese quelle di eventuale sosta o stazionamento.

 

2. Le modalità di trasporto devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie o lesioni e consentire altresì l'ispezione e la cura degli stessi. La ventilazione, la temperatura e la cubatura devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alle specie animali trasportate.

 

3. il trasporto degli animali d’affezione per scopi commerciali è disciplinato dal Regolamento CE n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004, che prevede il rilascio di apposita autorizzazione da parte del Servizio veterinario della ASL competente per territorio.

 

 

Articolo  22

Promozione educativa - corsi di formazione.

 

1.   La Regione promuove, con la collaborazione delle Province, dei Comuni, dei Servizi veterinari delle A.S.L., dei Provveditorati agli Studi e dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, degli Ordini professionali dei medici veterinari e delle Associazioni per la protezione degli animali e Associazioni venatorie, programmi di informazione e di educazione al rispetto degli animali ed alla tutela della loro salute, al fine di realizzare sul territorio un corretto rapporto uomo - animale.

 

2.   La Regione, altresì istituisce, in collaborazione con province, Associazioni ed Ordini professionali dei medici veterinari, Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise, corsi di formazione e di aggiornamento per guardie zoofile, personale addetto alle strutture di ricovero e operatori commerciali del settore e di riqualificazione professionale del personale dei Servizi veterinari delle A.S.L.

 

3.   La Regione finanzia altresì progetti specifici, tesi a pubblicizzare e a propagandare i contenuti della presente legge.

 

 

Articolo  23

Istituzione albo regionale delle associazioni per la protezione degli animali

 

 

1.   È istituito  presso il Servizio veterinario della Regione Abruzzo un albo regionale, al quale possono essere iscritte le Associazioni per la protezione degli animali, costituite per atto pubblico ed operanti nella Regione, che ne facciano richiesta.

 

2.   Per l'iscrizione all'albo delle associazioni, occorre fare riferimento all'apposito disciplinare predisposto dalla Giunta regionale.

 

3.   Ai fini dell'iscrizione all'albo, le associazioni, di cui al precedente comma, dovranno presentare domanda scritta corredata di copia dell'atto costitutivo e dello statuto, da cui risultino le finalità dell'associazione e l'assenza di scopo di lucro.

 

4.   La domanda dovrà essere indirizzata al Dirigente del Servizio veterinario della Regione Abruzzo, che comunicherà alle Associazioni interessate l'accoglimento o il diniego della stessa entro trenta giorni dal suo ricevimento. Il termine resta sospeso in caso di richiesta di integrazione documentale.

 

5.   All'albo sono altresì iscritte a richiesta, senza ulteriore istruttoria, le strutture periferiche di Associazioni già riconosciute a livello nazionale che abbiano per  fine statutario gli obiettivi perseguiti dalla presente legge.

 

 

 

TITOLO VI   VIGILANZA E SANZIONI

 

 

Articolo  24

Organi di vigilanza.

 

1.  Salve le attribuzioni degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza, alla vigilanza sull'osservanza delle disposizioni della presente legge sono preposti i corpi della polizia municipale, nonché gli organi di vigilanza di cui dispongono Province ed A.S.L.

 

2.  Per l'esercizio delle funzioni di tutela e vigilanza, possono essere utilizzate guardie zoofile volontarie con la qualifica di guardia giurata ai sensi del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773. e dell’art. 6 della Legge 20 luglio 2004, n. 189

 

3.  Per ottenere la qualifica di cui al comma 2, i soggetti interessati devono frequentare con esito positivo uno speciale corso di addestramento con esame di idoneità, espressamente autorizzato dal Dirigente dal Servizio Veterinario della Regione Abruzzo e attuato dalle Province, dai Comuni, dalle Comunità montane, dai Servizi veterinari delle A.S.L. e dall'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise o promosso dalle Associazioni protezionistiche.

 

 

4.  Le guardie zoofile volontarie si qualificano esibendo un tesserino di riconoscimento  rilasciato dal Dirigente del Servizio Veterinario  della Regione Abruzzo al superamento dell’esame finale di idoneità. Il tesserino deve contenere, oltre alle generalità e alla fotografia dell’interessato, un numero progressivo di attribuzione e la durata della validità dello stesso che sarà di 10 anni a decorrere dalla data del rilascio e gli estremi del Decreto Prefettizio di riconoscimento a guardia particolarmente giurata.

 

5.  Le guardie zoofile volontarie esercitano l'attività di cui al comma 1 nell'ambito di tutto il territorio provinciale a titolo gratuito e volontario

 

6. Le guardie zoofile volontarie, prima di accertare le infrazioni alla presente legge, hanno l'obbligo di qualificarsi esibendo il tesserino di riconoscimento.

 

7.  Nel caso di immediata contestazione, le guardie zoofile volontarie redigono  verbale di accertamento delle violazioni, a norma della legge n. 689/1981. e lo trasmettono al Sindaco del Comune nel cui territorio è stata accertata l’infrazione, informandone contestualmente i Servizi Veterinari delle AASSLL.

 

Articolo  25

Sanzioni amministrative

 

1.  Salvo che il fatto non costituisca reato, per le violazioni alle norme di cui alla presente legge, non sanzionate ai sensi dell’art. 5 della L. 281/91, si applica la  sanzione amministrativa:      da € 75,00 a € 450,00

 

3.   Per l'accertamento, la contestazione ed il pagamento delle sanzioni amministrative, di cui al comma precedente, si applicano le disposizioni della L.R. n. 47/1984.

 

4.  I proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui alla presente legge, sono destinati ai singoli Comuni sul cui territorio è avvenuta l’infrazione.

 

 

TITOLO VII

PROVVIDENZE PER I DANNI PROVOCATI DA CANI RANDAGI O INSELVATICHITI

 

 

Articolo 26

Indennizzo per danni causati da cani randagi o inselvatichiti.

 

1.  La Regione, nei limiti dell’apposito  capitolo del bilancio regionale, indennizza le aziende agricole e zootecniche per la perdita di capi di bestiame, causata da cani randagi o inselvatichiti, ed accertate dal Servizio Veterinario della A.S.L competente per territorio.

 

 

2.   L’indennizzo previsto al comma precedente sarà corrisposto solo per i capi animali e  nella misura del 50%  del  valore medio degli animali della stessa specie e categoria secondo i criteri stabiliti dal D.M. 20 luglio 1989, n. 298.

 

3.   Gli ulteriori criteri e  modalità per l'accertamento, la valutazione e la liquidazione dei danni sono determinate con apposito provvedimento del Dirigente del Servizio veterinario della Regione Abruzzo.

 

4.   L'indennizzo per le perdite di capi di bestiame può comunque essere erogato solo nel caso in cui il bestiame sia allevato nel rispetto delle norme sanitarie vigenti.

 

 

 

Articolo  27

Abrogazione

 

1.  La Legge Regionale 21 settembre 1999 n. 86 è abrogata

2.  La Legge Regionale 23 gennaio 2004,   n. 8 è abrogata  

 

 

Articolo  28

Norma finanziaria.

 

1.      I fondi nazionali di cui all'art. 8 della legge n. 281/1991 confluiscono sul cap. 23125 delle entrate previste dalla Regione ed affluiscono sul corrispondente capitolo di spesa n. 71582 per le esigenze dei servizi veterinari ASL e per i compiti assegnati al servizio veterinario regionale nelle quote spettanti.

 

 

Art. 29

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.