“Norme in materia di raccolta, commercializzazione, tutela e valorizzazione dei tartufi in Abruzzo”

 

 

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

 

Art. 1

  (Finalità)

1.      La Regione, in linea con i principi fondamentali della normativa statale vigente in materia, disciplina – con la presente legge – la ricerca, la raccolta e la commercializzazione dei tartufi, nell’ambito delle esigenze di tutela, di valorizzazione e d’incremento della produzione delle varie specie, nel rispetto della sostenibilità ambientale .

 

Art. 2

(Tartufi - Elencazione specie – Calendario raccolta)

1.      I tartufi freschi destinati al consumo ed al commercio riguardano esclusivamente le seguenti specie del genere Tuber e la loro ricerca e raccolta è consentita secondo il calendario di cui al presente articolo:

a)                  Tartufo bianco (Tuber magnatum Pico), dal 15 settembre al 15 gennaio;

b)                 Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.), dal 15 novembre al 15 marzo;

c)                 Tartufo nero liscio (Tuber macrosporum Vitt.), dal 15 settembre al 31 dicembre;

d)                 Tartufo bianchetto o marzuolo (Tuber borchii Vitt.), dal 15 gennaio al 15 aprile;

e)                 Tartufo nero d’inverno o trifola nera (Tuber brumale Vitt.),dal 15 novembre al 15 marzo;

f)                  Tartufo moscato (Tuber brumale var. moschatum De Ferry), dal 15 novembre al 15 marzo;

g)                 Tartufo d’estate o Scorzone (Tuber aestivum Vitt.), dal 15 maggio al 15 settembre e dal 1 ottobre al 15 marzo;

h)                 Tartufo uncinato (Tuber aestivum var uncinatum Chatin), dal 1 ottobre al 15 marzo;

i)                   Tartufo nero ordinario(Tuber mesentericum Vitt.), dal 15 settembre al 31 gennaio.

2.      Nelle zone di produzione del tartufo bianco (Tuber magnatum ), individuate dall’art. 10, comma 2, lett. a) della presente legge, è vietata la raccolta di qualsiasi altra specie dal 16 gennaio al 15 febbraio, fatta eccezione per il tartufo bianchetto o marzuolo.

3.      Le caratteristiche botaniche ed organolettiche delle specie commerciali sopraindicate, sono riportate nell’allegato 1 alla legge n. 752 del 16/12/1985 e successive modifiche.

 

 

Art. 3

(Ricerca – Sperimentazione – Valorizzazione)

 

1.      La Regione Abruzzo, sulla base delle attività svolte, individua nel Centro di Ricerche e Applicazioni delle Micorrize Forestali presso il Vivaio Forestale Regionale “Mammarella” de L’Aquila (istituito ai sensi dell’art.7 della L.R. 28/92 e s.m.), la struttura preposta alla produzione di essenze vegetali micorrizate anche con tartufo nonchè alla conduzione di sperimentazioni e studi inerenti la micorrizazione in generale e indica nel Centro Regionale di Assistenza alla Tartuficoltura (C.Re.A.T.) della Direzione Politiche Agricole, l’organismo per le attività di studio, indagine, sperimentazione, valorizzazione e divulgazione inerenti il settore tartufo.

2.      Le suddette attività  possono essere svolte avvalendosi del sostegno scientifico del Laboratorio di Micologia dell’Università dell’Aquila e di tutte le altre istituzioni qualificate che si occupano della materia a livello nazionale.

3.      L’esame per l’accertamento delle specie può essere effettuato a vista, in base alle caratteristiche illustrate nel citato allegato 1 della legge 752 e, in caso di dubbio o contestazione, con l’esame microscopico delle spore o del peridio eseguito a cura del Laboratorio di Micologia dell’Università de L’Aquila o del Centro di Ricerche e Applicazioni delle Micorrize Forestali (CRAMF) presso il Vivaio Regionale Forestale Mammarella (in L’Aquila), o del C. Re .A.T. della Direzione Politiche Agricole, o dei laboratori idoneamente specializzati delle facoltà di scienze agrario-forestali, di scienze naturali od ambientali delle università, mediante rilascio di certificazione scritta.

4.      In caso di contestazione da parte del raccoglitore, riferita alla comune conoscenza della specie, le eventuali spese per i relativi esami sono a carico del trasgressore.

 

Art. 4

(Tutela del patrimonio tartuficolo – procedure – aziende faunistico-venatorie)

 

  1. La Giunta Regionale, ai fini della tutela ed incremento del patrimonio tartuficolo del    territorio regionale può, con propria deliberazione:

a)      escludere, per tutto – o parte – del territorio regionale, anche per più annate, la ricerca e la raccolta di tutte – od alcune – delle specie di tartufi di cui alla presente legge;

b)     variare i periodi di ricerca e raccolta di tutte – o parte – delle specie di tartufi per   tutto - o parte – del territorio regionale;

c)     variare la quantità giornaliera dei tartufi da raccogliere, per tutte o per singole specie. La quantità giornaliera di tartufo bianco (Tuber magnatun) non può, in alcun caso, superare il mezzo chilogrammo;

d)     disciplinare nelle aziende faunistico-venatorie l’attività di ricerca e raccolta nelle seguenti modalità:

                  1. consentita nei periodi interdetti alla caccia ;

      2. limitata ai giorni di lunedì, martedì, giovedì e venerdì nei periodi in cui è consentita l’attività venatoria.

2. Le deliberazioni di cui ai punti a), b) e c) del precedente comma possono essere adottate dalla G.R. su segnalazione dei Comuni, Province, Enti sovracomunali, C.F.S. ed altri Organi di controllo, e delle Associazione dei tartufai riconosciute.

 

II CAPO

BOSCHI NATURALI E TERRENI INCOLTI - TARTUFAIE - QUALIFICAZIONE

 

Art. 5

(Boschi naturali e terreni incolti – Nozione )

1.      La raccolta dei tartufi è libera nei boschi naturali e nei terreni non coltivati, secondo quanto stabilito dalla presente legge.

2.      Sono boschi naturali quelli non impiantati artificialmente.

3.      Si considerano terreni non coltivati quelli che non siano stati destinati ad utilizzazione agraria da almeno cinque annate.

4.      Agli effetti della presente legge i pascoli non sono da considerare fra i terreni coltivati.

 

Art. 6

(Raccolta tartufi – Divieti – Aree rimboschite)

1.      La raccolta dei tartufi non è consentita:

a) nei boschi impiantati;

b) nei terreni coltivati;

c)    nei fondi recintati, o equivalenti, di altezza non  inferiore  a metri 1,20 o da corsi o specchi d’acqua perenni il cui letto abbia la profondità di almeno metri 1,50  e la larghezza di almeno 3 metri. I fondi chiusi, esistenti alla data in vigore della presente Legge e quelli che si intenderà successivamente istituire, devono essere notificati ai competenti uffici regionali;

d)    nelle tartufaie controllate o coltivate, purché delimitate da apposite tabelle.

2.      Nelle aree rimboschite – diverse dalle tartufaie controllate o coltivate – la raccolta dei tartufi è consentita dopo 15 anni dal rimboschimento.

 

Art. 7

(Tartufaie controllate o coltivate – Nozione e requisiti)

1.      Sono tartufaie coltivate quelle impiantate ex novo.

2.      Per tartufaie controllate, si intendono le tartufaie naturali migliorate ed incrementate con la messa a dimora di un congruo numero di piante tartufigene in rapporto alla reale situazione dell’area tartuficola.

3.      Il competente Servizio Politiche Forestali, Demanio Civico ed Armentizio, su richiesta di coloro che ne hanno titolo, rilascia l’attestato di riconoscimento delle tartufaie controllate o coltivate.

4.      Ai fini del rilascio dell’attestato di cui sopra, i proprietari, o gli altri aventi diritto, delle tartufaie devono presentare apposita istanza (moduli allegati) ai Comandi Provinciali del CFS. di competenza territoriale e per conoscenza al Servizio Politiche Forestali, Demanio Civico ed Armentizio, corredata da:

                    a) certificato catastale attestante la proprietà o altro titolo di possesso;

                    b) planimetria catastale con delimitazione dell’area interessata all’impianto;

                    c) certificato di micorrizazione e fattura delle piante messe a dimora;

d) copia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

5.      I requisiti generali, tecnico-colturali, ai fini del riconoscimento di tartufaie controllate o coltivate, nonché il procedimento di riconoscimento, sono definiti con provvedimento del Servizio competente della Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca, Emigrazione.

6.      Il suddetto Servizio, ogni 5 anni dal rilascio dell’attestato di riconoscimento, dispone ispezioni sulle condizioni colturali delle tartufaie.

7.      L’accertamento della mancanza dei requisiti propri delle tartufaie controllate o coltivate comporta l’adozione di provvedimenti per la loro regolarizzazione o – se del caso – della revoca del riconoscimento.

8.      In caso di revoca l’interessato non può chiedere un nuovo riconoscimento prima di due anni dal provvedimento della revoca stessa.

9.      Il Servizio competente definisce la superficie territoriale massima di aree destinate a tartufaie controllate, sentite le Associazioni tartuficole.

 

Art.  8

(Miglioramento ed impianto tartufaie )

1.      Il miglioramento e/o l’impianto di tartufaie controllate o coltivate, sono considerati miglioramenti strutturali arboreo-forestali. Ai fini di miglioramento e/o impianto di tartufaie devono essere impiegate preferibilmente essenze arboree autoctone micorrizate a loro volta con materiale autoctono, fatta salva la deroga prevista per le tartufaie di Tuber magnatum relativamente alla micorrizazione, almeno fino a quando non si disporrà di materiale idoneo.

2.      La realizzazione di una tartufaia coltivata non è da considerarsi bosco ma “coltivazione specializzata”. Quindi, tale tipologia di tartufaia può ritenersi equiparata all’impianto di arboricoltura da legno la cui coltivazione è reversibile al termine del ciclo colturale.

3.      Al fine di garantire gli acquirenti di piantine micorrizate per la realizzazione di   tartufaie coltivate o controllate, il competente Servizio, con proprio atto, definisce e approva la metodologia di valutazione del grado di micorrizazione e l’identificazione della specie di tartufo.

 

Art.  9

(Tartufaie controllate o coltivate – Tabellazione)

1.      I conduttori o gli aventi diritto a qualsiasi titolo sui fondi, per riservarsi il diritto esclusivo di raccolta dei tartufi nelle tartufaie controllate o coltivate, le devono delimitare con apposite tabelle – da collocare su pali od altri sostegni morti - di dimensioni minime di 40 centimetri di larghezza e di 30 centimetri di altezza, poste ad almeno 2,00 metri di altezza dal suolo, lungo il confine del terreno, ad una distanza tale da essere visibili da ogni punto di accesso ed in modo che da ogni tabella sia visibile la precedente e la successiva, con la scritta a stampatello ben visibile da terra “TARTUFAIA CONTROLLATA” o “TARTUFAIA COLTIVATA”, a seconda dei casi.

2.      La tabellazione perimetrale è esente da tassa e il costo di realizzazione è a carico dei conduttori o aventi diritto.

3.      La recinzione delle tartufaie controllate o coltivate è condizione necessaria ai fini dell’ottenimento di eventuali risarcimenti per danni causati da selvatici.

 

Art. 10

(Zone geografiche di raccolta e produzione )

 

1.      La Regione, al fine di qualificare e valorizzare il tartufo prodotto nel proprio territorio individua, ai sensi dell’art. 7, comma 5 della Legge 752/85, e dell’art. 27, comma 5 della presente legge, le zone geografiche di raccolta e produzione e istituisce il marchio d’identità del tartufo abruzzese.

2.      Le zone di raccolta riguardano:

a) Per il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico):

- Tartufo bianco del Medio e Alto Sangro;

- Tartufo bianco del Medio e Alto Vastese;

- Tartufo bianco delle Colline Pescaresi;

- Tartufo bianco delle Colline Teramane;

- Tartufo bianco della Valle Roveto e della Marsica;

b)   Per il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vitt.):

- Tartufo nero pregiato dell’Aquilano, Marsica e Valle Peligna;

- Tartufo nero pregiato della Maiella Orientale;

- Tartufo nero pregiato delle Colline Teramane.

3. Per tutte le altre specie di minor pregio e di più larga diffusione, la zona di produzione corrisponde all’intero territorio regionale.

4.   La delimitazione delle zone, l’istituzione di nuove o la variazione di quelle definite con la presente legge, è disposta dal competente Servizio Politiche Forestali d’intesa con i Comandi Provinciali del C.F.S. e le Associazioni regionali di raccoglitori riconosciute.

 

Art. 11

(Istituzione marchio d’identità)

 

1. La Giunta Regionale, su proposta del competente Servizio, d’intesa con le associazioni regionali dei raccoglitori riconosciute, con proprio provvedimento definisce le modalità di attuazione e approva il disciplinare per la concessione dell’uso del Marchio d’identità del  tartufo abruzzese.

 

Art.  12

(Attività promozionali )

1. La Giunta Regionale sulla base delle proposte del competente Servizio della Direzione Politiche Agricole, degli Enti locali, delle Università ed istituzioni scientifiche, di cui all’art. 3, delle Associazioni e/o Consorzi dei tartufai promuove e sostiene iniziative orientate alla ricerca, sperimentazione e informazione, alla formazione e qualificazione tecnico-professionale dei raccoglitori, alla tutela, promozione, valorizzazione e monitoraggio della tartuficoltura.

2.   Nell’ambito delle finalità di cui alla presente legge, la Giunta Regionale può attivare specifici interventi, nei limiti delle disponibilità di bilancio, mediante l’adozione di Programmi operativi, che individuino le tipologie, i beneficiari, i tassi di contribuzione, l’ammontare della spesa pubblica, le priorità, i criteri per la determinazione delle spese ammissibili e le modalità di concessione dei contributi.

3.   La Giunta Regionale sostiene le potenzialità turistiche, culturali, e ambientali legate alla raccolta e commercializzazione del tartufo attraverso la promozione di manifestazioni fieristiche  e l’attivazione di percorsi gastronomici dedicati volti anche alla valorizzazione dei territori legati al tartufo.

 

Art.  13

(Costituzione di associazioni)

1.     Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui alla presente legge volti alla salvaguardia e miglioramento degli ecosistemi tartufigeni, nonché di gestione delle tartufaie e di valorizzazione del prodotto, i proprietari, i titolari di aziende agricole e forestali o coloro che le conducano a qualsiasi titolo, possono costituire associazioni  per la difesa del tartufo, per la razionale raccolta e la commercializzazione, nonché per l’impianto di nuove tartufaie; nel caso di contiguità dei loro fondi la tabellazione può essere limitata alla periferia del comprensorio interessato.

2.     Il riconoscimento delle Associazioni di raccoglitori e produttori di tartufi, avviene con provvedimento a cura del competente Servizio della Giunta Regionale .

3.     Per ottenere il riconoscimento di cui comma 2, l’Associazione deve presentare istanza, sottoscritta dal rappresentante legale della stessa, alla Direzione Politiche Agricole-Servizio Politiche Forestali con la seguente documentazione allegata:

a)      Copia autentica dell’atto costitutivo e dello statuto;

b)     Indicazione nominativa di coloro che sono preposti alle cariche sociali;

c)     Relazione sull’attività eventualmente già svolta e quella da svolgere in prospettiva;

d)     Documentazione utile a dimostrare gli obiettivi dell’Associazione;

4.  Le Associazioni di raccoglitori e produttori sono costituite con atto pubblico e non hanno scopo di lucro.

5.  Per le finalità di cui al comma 1 gli Enti locali possono promuovere e partecipare alla costituzione degli organismi associativi costituiti nelle forme di legge.

6. La Giunta Regionale definisce i criteri per il riconoscimento delle Associazioni di cui al comma 2.

7.  Le Associazioni che ottengono il riconoscimento ai sensi della presente legge, per poter accedere alle agevolazioni previste devono dimostrare lo svolgimento di attività volte alla conservazione, miglioramento e tutela degli ambienti tartufigeni.

8. Per le leggi e per gli atti di programmazione di cui alla presente legge vengono consultate le Associazioni riconosciute.

9. La Regione per la promozione, la tutela e valorizzazione del patrimonio tartuficolo pubblico può avvalersi del contributo delle Associazioni di settore riconosciute.

10. Le Associazioni riconosciute dei raccoglitori e produttori possono promuove lo svolgimento di corsi di formazione e preparazione volti a sostenere l’esame di cui all’art. 22 senza oneri per l’Amministrazione.

 

Art. 14

(Consorzi volontari)

1.     I titolari di aziende agricole e forestali  o coloro che a qualsiasi titolo le conducono, compresi le Unioni o Associazioni di Comuni, possono costituire consorzi volontari per la difesa del tartufo, la raccolta ,la commercializzazione e la richiesta di marchio nonché l’impianto di nuove tartufaie.

2.     Detti consorzi volontari assumono personalità giuridica di diritto privato, devono essere istituiti con atto pubblico e prevedere il voto procapite.

 

Art.  15

(Abbattimento piante tartufigene)

3.      L’abbattimento di piante tartufigene od impiantate come tali, deve essere preventivamente autorizzato dal Dirigente del Servizio Politiche Forestali, Demanio Civico e Armentizio della Regione Abruzzo.

4.       Nelle aree tartufigene ricadenti nei territori vocati ai tartufi pregiati il Servizio competente predispone cartografie di dettaglio indicante i vincoli con la collaborazione della Associazioni riconosciute.

5.      A tal fine la Regione, attraverso idonei provvedimenti, promuove forme di gestione e interventi per le aree forestali finalizzate alla conservazione e alla valorizzazione della produzione del tartufo anche incentivando la collaborazione delle Associazioni dei tartufai  riconosciute.

III CAPO

MODALITÀ DI RACCOLTA

Art.   16

(Orario di raccolta)

1.      La ricerca e la raccolta dei tartufi è vietata durante le ore notturne.

2. Ai fini della presente legge si considerano ore notturne quelle comprese da mezz’ora dopo il tramonto a un’ora prima del sorgere del sole.

3.   Il sorgere del sole ed il tramonto sono definiti, nello specifico, nella sottostante tabella:

   MESE                GIORNO                        SORGE                      TRAMONTA

Gennaio                    1-14                               7,29                              16,56

15-31                                   7,38                               17,01

Febbraio                   1-14                               7,07                               17,32

                                15-28                              6,50                               17,51


Marzo                       1-14                                6,25                              18,08

 *Subentro ora legale          15-31                           * 5,57                             *18,56 


 

Aprile                      1-14                                  6,32                             19,44

                               15-30                                6,08                              20,02


 

Maggio                   1-14                                  5,48                                20,18

                              15-31                                5,32                                20,34


Giugno                   1-14                                   5,24                               20,46

                              15-30                                 5,25                                20,51


Luglio                   1-14                                    5,32                               20,51

                             15-31                                   5,45                              20,38


Agosto                  1-14                                    6,01                                20,21

                             15-31                                  6,16                                19,59


Settembre             1-14                                    6,33                                 19,33

                             15-30                                  6,49                                 19,06


Ottobre                  1-14                                  7,07                                 18,41

   *Ripristino ora solare   15-31                                 *7,24                                *17,46


Novembre               1-14                                  6,43                                 16,57

                               15-30                                7,00                                 16,44

Dicembre                1-14                                  7,16                                  16,40

                                15-31                               7,27                                  16,44

 

Art.  17

(Modalità per la raccolta dei tartufi)

1.      La ricerca del tartufo può essere effettuata solo con l’ausilio del cane a ciò addestrato, ed ogni raccoglitore autorizzato all’attività di ricerca e/o raccolta può condurre al massimo due cani.

2.      Per la raccolta del tartufo può essere impiegato esclusivamente il vanghetto (o vanghella) di larghezza non superiore a 4 cm per un massimo di cm. 15 di altezza e con la punta arrotondata.

 

Art. 18

(Scavo buche – lavorazione andante - tartufi immaturi od avariati)

1.      Lo scavo della buca nel terreno può effettuarsi solo dopo che sia stata localizzata la presenza del tartufo da parte del cane e deve essere limitato al punto in cui il cane lo abbia iniziato.

2.      Le buche aperte per l’estrazione dei tartufi devono essere subito dopo riempite con la stessa terra rimossa ed il terreno deve essere livellato a regola d’arte.

3.      E’ vietata l’apertura di buche superiore a cinque, per singola pianta.

4.      E’ vietata la raccolta dei tartufi non maturi od avariati, nonché la lavorazione andante – in ogni periodo dell’anno - del suolo tartufigeno.

 

Art.  19

(Quantità massima ammissibile di raccolta)

1.      La raccolta giornaliera complessiva in forma libera e individuale è consentita entro il limite massimo di un chilogrammo, con l’eccezione del limite massimo di 500 grammi per il tartufo bianco (T. magnatum) e 2 Kg per lo scorzone (Tuber aestivum). Il superamento di tale limite è tollerato solo con l’aggiunta del peso di un solo altro tartufo raccolto nella giornata.

 

Art.  20

(Ricerca e raccolta su terreni in proprietà e su terreni di uso civico)

  1. I proprietari e gli altri aventi diritto ed i conduttori che effettuano la ricerca e raccolta di tartufi sui propri fondi chiusi e su tartufaie controllate o coltivate, non sono soggetti ai divieti concernenti l’ausilio ed il numero dei cani, l’uso degli attrezzi e la quantità dei tartufi raccolti.
  2. L’esercizio della ricerca e raccolta effettuato in forma associata, oppure dal singolo proprietario od altri aventi diritto, su boschi naturali o terreni incolti di loro proprietà, comporta l’osservanza di tutte le prescrizioni previste dalla presente legge.
  3. I titolari di diritto di uso civico sono tenuti all’osservanza di tutte le prescrizioni    previste dalla presente legge per la ricerca e raccolta di tartufi.

 

Art. 21

(Raccolta sul Demanio regionale )

1.      La ricerca e la raccolta dei tartufi nei terreni del Demanio agro-silvo-pastorale regionale è regolamentata dal Direttore del Servizio competente della Giunta Regionale.

IV CAPO

AUTORIZZAZIONE ALLA RACCOLTA – PROCEDURE - DISPOSIZIONI FINANZIARIE

 

Art.  22 

(Autorizzazione alla raccolta – Esami – Commissioni provinciali- Tesserino)

1.      Per praticare la raccolta dei tartufi in forma libera nei boschi naturali, nei terreni incolti ed in quelli di uso civico i raccoglitori devono essere muniti di apposito tesserino di idoneità, conforme al tesserino-tipo approvato dalla Giunta regionale.

2.      Ai sensi dell’art. 5 della legge 16 dicembre 1985, n° 752, il tesserino di idoneità autorizza il titolare dello stesso alla ricerca ed alla raccolta di tartufi sull’intero territorio nazionale.

3.      L’esame per l’accertamento della idoneità alla raccolta dei tartufi deve essere sostenuto presso i Comandi Provinciali dello stesso C.F.S. dinanzi a commissioni provinciali nella cui provincia ricade il comune di residenza del richiedente l’autorizzazione.

4.      Le Commissioni, di cui sopra, sono costituite con decreto del Presidente della Giunta Regionale con durata  massima di 5 anni  e  comunque scadono con la fine della legislatura.

5.      Ogni commissione è definita con Determinazione Dirigenziale del Servizio Politiche Forestali, Demanio Civico ed Armentizio ed è composta da:

a)      Il Comandante Provinciale del CFS con funzioni di Presidente o un suo delegato;

b)     un funzionario tecnico della Direzione Politiche Agricole della Giunta Regionale o  delegato, designato dal Dirigente del Servizio Competente;

c)     un funzionario, o equivalente, con funzione di segretario nominato dal Presidente;

d)     un rappresentante delle associazioni dei tartufai riconosciute dalla Regione, designato dalle stesse;

e)     un esperto micologo proposto dal Laboratorio di Micologia dell’Università dell’Aquila di riconosciuta competenza del settore.

6.      Le competenze attribuite al C.F.S., sulla base  di apposita convenzione sottoscritta con la Regione Abruzzo, sono  esercitate sino a scadenza definitiva della stessa e successivamente riassunte presso gli Uffici Provinciali della Direzione Politiche Agricole.

 

Art. 23

 (Tesserino di idoneità – adempimenti amministrativi – rinnovo annuale - rinnovo alla scadenza)

1. L’aspirante raccoglitore di tartufi deve essere sottoposto all’esame di idoneità entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda al Comando Provinciale del C.F.S. della provincia di appartenenza.

2. Gli aspiranti raccoglitori che non hanno superato la prova di esame possono ripeterla non prima di quattro mesi.

3. I non residenti nel territorio regionale possono richiedere l'autorizzazione alla raccolta al Comando Provinciale del C.F.S. nel cui territorio hanno domicilio.

4. Sulla base dei processi verbali delle prove di esame, il competente Servizio Politiche Forestali, Demanio Civico ed Armentizio della  Giunta Regionale provvede al rilascio dei tesserini agli aspiranti raccoglitori.

5. Il tesserino viene comunque rilasciato previa esibizione della ricevuta di pagamento della relativa tassa di concessione regionale di cui al successivo art. 25.

6. Sul tesserino di idoneità debbono essere riportate le generalità e la fotografia vidimata del raccoglitore autorizzato.

7. Il tesserino di idoneità, si intende rinnovato annualmente, mediante il pagamento della tassa di concessione prevista dall’articolo seguente.

8. Tale tesserino viene rilasciato agli aspiranti raccoglitori, che abbiano compiuto il quattordicesimo anno di età ed abbiano superato un esame inteso ad accertare la conoscenza delle specie e delle varietà dei tartufi, gli elementi fondamentali della biologia degli stessi, le modalità di ricerca, di raccolta e di commercializzazione e la normativa – statale e regionale in materia.

9. ll tesserino ha la validità di anni 10 dalla data di rilascio e viene rinnovato su domanda indirizzata al  Comando Provinciale del C.F.S. competente per territorio.

10. La domanda di rinnovo deve essere corredata:

a) del tesserino scaduto;

b) della ricevuta comprovante l’avvenuto pagamento;

c) di 2 foto del richiedente, di cui una autenticata.

10.  L’elenco nominativo dei titolari dei tesserini rilasciati per la raccolta dei tartufi è tenuto  presso il competente Servizio della Direzione Politiche Agricole.

 

Art. 24 

(Tassa di concessione regionale. Casi di esonero)

1. Per il rilascio e la convalida annuale del tesserino di idoneità viene istituita una tassa annua di concessione regionale – ai sensi delle leggi vigenti – di Euro 150,00 (centocinquanta/00).

2. La tassa annuale non è dovuta se l'attività di ricerca e raccolta non è esercitata nell'anno di riferimento.

3. Il versamento della predetta tassa va effettuato sul conto corrente postale n°  1006433757- IBAN: IT-05-N-07601-03600-001006433757 intestato a: Regione Abruzzo –Tassa Annuale Tesserini Raccolta Tartufi - Via Leonardo Da Vinci n°6 - 67100 - L’Aquila, prima del rilascio del tesserino di idoneità ed entro il  31 gennaio dell’anno di convalida cui si riferisce. La ricevuta comprovante l’avvenuto pagamento del rinnovo annuale, deve essere allegata al tesserino.

  1. A decorrere dall’esercizio finanziario successivo alla entrata in vigore della presente legge, la Regione Abruzzo, per l’espletamento delle attività connesse alla tutela dei tartufi di cui alla presente Legge e delle attività di cui all’art.3 , destina sul capitolo 11623 – UPB 01 01 002 una quota pari al 50% delle entrate effettivamente accertate nell’anno precedente a quello di riferimento.
  2. Per le finalità di cui al comma precedente è istituito nell’ambito della UPB ……… il correlato capitolo di spesa ……….. denominato “Interventi connessi alla tutela dei tartufi e al finanziamento delle attività connesse all’art.3 della presente legge”.
  3. La tassa di concessione non è dovuta:

a)     dai proprietari, od altri aventi diritto, per la ricerca e raccolta dei tartufi sui fondi di loro proprietà o su tartufaie coltivate o controllate di loro proprietà e/o possesso;

b)     dai raccoglitori che, associati o consorziati ai sensi dei precedenti articoli, esercitino la raccolta sui fondi di altri appartenenti al medesimo consorzio;

c)     da coloro i quali siano autorizzati dal competente Servizio della Giunta Regionale, ai sensi della presente legge, per la ricerca e raccolta ai fini scientifici o di studio.

d)     Sono, invece, tenuti al pagamento della tassa di concessione regionale i titolari di diritto di uso civico per la ricerca e raccolta di tartufi su terreni di uso civico.

  1. I Comuni, le Amministrazioni separate, le Antiche Università e gli Enti Parco non possono imporre contributi aggiuntivi né diversificare gli stessi tra residenti o domiciliati e non.

 

Art. 25 

(Finanziamenti)

1.      Al finanziamento degli interventi previsti ai sensi della presente legge, si fa fronte con gli appositi stanziamenti iscritti annualmente nell’ambito della UPB 07 01 014 sul capitolo 111590 della spesa del bilancio regionale attraverso un programma annuale approvato dalle Giunta Regionale.

 

V CAPO

VENDITA E COMMERCIALIZZAZIONE

Art.   26

(Commercio tartufi freschi)

1.      I tartufi destinati al consumo da freschi, devono appartenere alle specie previste nell’articolo 2 della presente legge.

2.      E’ vietato il commercio di qualsiasi altro tipo.

3.      E’ vietata ogni forma di commercio dei tartufi freschi effettuata al di fuori dei periodi di raccolta consentiti.

4.      Ai sensi dell’Art. 1 comma 109 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005), le ditte impegnate nel commercio e trasformazione dei tartufi hanno l’obbligo di comunicare annualmente alla Regione la quantità del prodotto commercializzato distinto per specie e la provenienza territoriale dello stesso, sulla base delle risultanze contabili.

5.      La comunicazione dei dati di cui al comma precedente va effettuata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento secondo la relativa modulistica.

6.      La struttura delegata ad acquisire i dati di cui sopra è il Centro Regionale di Assistenza alla Tartuficoltura della Direzione Politiche Agricole.

 

Art.  27

(Vendita dei tartufi freschi)

1.      I tartufi freschi, per essere posti in vendita al consumatore, devono essere distinti per specie e varietà, ben maturi e sani, liberi da corpi estranei e impurità.

2.      I tartufi interi devono essere tenuti separati dai tartufi spezzati.

3.      I tartufi interi devono essere venduti separatamente, senza terra e materie estranee, distinti per specie e varietà.

4.      Sono considerati “pezzi” le porzioni di tartufo di dimensione superiore a cm 0,5 di diametro e “tritume” quelle di dimensione inferiore.

5.      Sui tartufi freschi interi,  in  pezzi  o tritume, esposti al pubblico per  la   vendita deve essere indicato, su apposito cartoncino a  stampa,  il nome   latino  ed italiano  di ciascuna specie e varietà, secondo la denominazione ufficiale riportata nel precedente art. 2, nonché la zona geografica di raccolta.

 

 Art. 28

(Lavorazione tartufi)

1.      La lavorazione del tartufo per la conservazione e la successiva vendita, può essere effettuata:

a) dalle ditte singole o associate iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, nel settore delle industrie produttrici, di conserve alimentari e soltanto per le specie indicate nell’allegato 2 alla legge 752/85 che la regione fa propria come parte integrante della presente legge;

b)  dai consorzi e dalle associazioni indicati nei precedenti articoli;

c)  da cooperative di conservazione e commercializzazione del tartufo.

2.      Per la realizzazione e la gestione degli impianti di lavorazione, i soggetti di cui al precedente comma possono accedere ai contributi e/o benefici eventualmente previsti dalle leggi vigenti in agricoltura per le strutture di lavorazione e commercializzazione di prodotti agro alimentari.

 

Art. 29

(Classificazione dei tartufi conservati)

1.      I tartufi conservati sono classificati come nel citato allegato 2 di cui alla Legge 752 e s.m. che fa parte integrante della presente legge.

2.      E’ ammessa anche la commercializzazione dei tartufi disidratati o surgelati con le indicazioni previste dal successivo art.30 ad eccezione del punto e del comma 1

 

Art.  30

(Vendita dei tartufi conservati)

1.      I tartufi conservati devono essere posti in vendita in recipienti ermeticamente chiusi, muniti di etichetta recante:

a)      il nome della ditta che li ha confezionati;

b)     la località ove ha sede lo stabilimento;

c)     il nome del tartufo in latino ed in italiano secondo la denominazione indicata nell’art. 2;

d)     la classificazione prevista nell’allegato 2 della legge 752/85;

e)     il peso netto, in grammi, dei tartufi sgocciolati;

f)      l’indicazione di “pelati”, quando i tartufi siano stati liberati dalla scorza e delle sostanze eventualmente aggiunte secondo quanto stabilito dal successivo art. 31;

g)     la data di confezionamento e di scadenza.

2.      Sono fatte salve tutte le altre prescrizioni in materia dettate dalle norme vigenti.

 

Art.  31

(Confezionamento)

1.      I tartufi conservati, sono confezionati con aggiunta di acqua e sale, o soltanto di sale, restando facoltativa l’aggiunta di vino, liquore o acquavite, la cui presenza deve essere indicata sull’etichetta, e debbono essere sottoposti a sterilizzazione a circa 120 gradi centigradi per il tempo necessario in rapporto al formato dei contenitori.

2.      L’impiego di altre sostanze, purché non nocive alla salute, oltre quelle citate, o un diverso sistema di preparazione e conservazione, deve essere indicato sull’etichetta con termini appropriati e comprensibili.

3.      E’ vietato in ogni caso l’uso di sostanze coloranti.

4.      Il peso netto indicato nella confezione deve corrispondere a quello dei tartufi sgocciolati con una tolleranza massima del 5%.

5.      Il contenuto dei barattoli e flaconi deve presentare le seguenti caratteristiche:

a)      liquido di governo, o di copertura, limpido, di colore scuro nel T. melanosporum, T. brumale e T. moschatum, e giallastro più o meno scuro nel T. magnatum, T. aestivum e T. mesentericum;

b)     profumo gradevole e sapore appetitoso tipico della specie;

c)     assenza di terra, di sabbia, di vermi e di altre materie estranee;

d) esatta corrispondenza con la specie e classificazione indicate nell’etichetta.

 

VI CAPO

 

DISCIPLINA SANZIONATORIA

 

Art. 32

(Sanzioni – confisca – obbligo denuncia)

1.      La violazione delle prescrizioni della presente legge concernenti la raccolta e commercializzazione dei tartufi comporta anche la confisca del prodotto, che verrà disposta dall’Autorità Amministrativa fermo restando – in ogni caso – l’obbligo della denuncia dei reati all’autorità giudiziaria, qualora ne ricorrano gli estremi.

 

Art. 33

(Vigilanza)

1.      La vigilanza sull’applicazione della presente legge è affidata al Corpo Forestale dello Stato.

2.      Sono inoltre incaricati di tale vigilanza, gli altri organi di Polizia, le guardie venatorie provinciali, gli organi di polizia locale urbana e rurale, i vigili sanitari delle unità sanitarie locali, le guardie giurate campestri, gli agenti di custodia dei consorzi forestali e delle aziende speciali, le guardie giurate volontarie e le guardie giurate silvo-pastorali delle comunità montane.

3.      Le guardie giurate devono possedere i requisiti di cui all’art. 135 del T.U. delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931 n° 773 e prestare giuramento davanti al Prefetto.

4. Il personale di cui ai precedenti punti che accerta le infrazioni, provvede al sequestro amministrativo del prodotto raccolto e/o delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione. La sanzione amministrativa, corredata del sequestro amministrativo dovrà essere inviata all’Autorità Amministrativa entro 5 giorni dall’accertamento della violazione. L’Autorità Amministrativa, ove ne ricorrano i termini,  provvederà alla confisca del prodotto raccolto. La stessa provvederà alla alienazione, distruzione o all’eventuale conferimento presso il C.R.A.M.F. di S. Elia – L’Aquila, dei tartufi confiscati.

 

Art.  34

(Agenti addetti alla vigilanza – divieto esercizio ricerca e raccolta)

1.      I soggetti incaricati della vigilanza, di cui al precedente articolo, non possono svolgere attività di ricerca e raccolta di tartufi nell’ambito del territorio in cui esercitano le proprie funzioni.

Art. 35

(Contenzioso)

1.      Il contenzioso connesso all’applicazione della presente legge, è affidato al  Comando Regionale Abruzzo del C.F.S. Lo stesso è competente - altresì - a ricevere verbali e scritti difensivi, all’emanazione dell’ordinanza-ingiunzione, nonché alla costituzione in giudizio davanti al giudice, alla messa in ruolo per il recupero della somma dovuta come titolo di sanzione amministrativa, nonché ad ogni altro atto connesso.

2.      Per le infrazioni previste dalla presente legge si applicano – altresì - le disposizioni di cui alla legge 24.11.1981 n° 689, e successive modifiche ed integrazioni.

 

Art.   36

(Sanzioni)

1. Sono comminate le seguenti sanzioni amministrative per le violazioni di cui appresso come da allegato A alla presente legge.

           

Art. 37

(Disposizione sussidiaria)

1.      Si applica la sanzione da € 75,00 a € 250,00 per ogni violazione dei precetti non richiamati espressamente nel VI Capo della presente legge.

 

Art. 38

(Recidiva generica)

1.      Qualora successivamente al mancato pagamento in misura ridotta nei termini previsti dall’art. 16 della Legge n. 689/81,  dei divieti o prescrizioni di cui alla presente legge vengano commesse una o più violazioni ulteriori, l’Autorità Amministrativa determina  nell’atto ingiuntivo un importo almeno pari al doppio dell’ammontare della sanzione.

2.      Tale aumento non si applica qualora una, o più ulteriori violazioni vengano commesse dopo cinque anni dalla definizione – volontaria o giudiziale – della precedente.

3.      A seguito della sanzione amministrativa viene disposta – dall’Autorità Amministrativa – la sospensione della autorizzazione per la ricerca e raccolta per l’anno in corso e per l’anno successivo.

Art. 39

(Recidiva specifica)

1.      Qualora nell’ambito di quanto disposto nel primo comma del precedente articolo una, o più violazioni ulteriori siano della stessa indole di quella precedente, può essere inflitto nel relativo atto ingiuntivo emesso dall’Autorità Amministrativa un importo pecuniario riferito almeno al triplo edittale della sanzione comminata.

2.      Si considerano violazioni della stessa indole, sia quelle concernenti una stessa disposizione di legge sia quelle che, pur se previste da diverse disposizioni tuttavia, per la natura dei fatti che li costituiscono o dei motivi che li determinarono, presentano, nei casi concreti, caratteri fondamentali comuni.

3.      Tale aumento non si applica qualora una, o più ulteriori violazioni vengano commesse dopo cinque anni dalla definizione  – volontaria o giudiziale – della precedente.

4.      Con l’emissione dell’atto ingiuntivo si applica, in ogni caso, la revoca dell’autorizzazione alla ricerca e raccolta, previo ritiro del tesserino da parte dell’agente verbalizzante.

VII CAPO

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 40

(Provvedimenti dirigenziali e delibere Giunta regionale – Pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione)

1.      Le determinazioni dirigenziali e le deliberazioni della Giunta regionale concernenti il territorio tartuficolo, le variazioni territoriali e quelle procedurali relative alla ricerca e raccolta dei tartufi nonché le relative prescrizioni, devono essere pubblicate sul Bollettino Ufficiale della Regione.

2.      Per quanto non espressamente disposto dalla presente legge, si applicano le disposizioni statali vigenti in materia.

 

Art. 41

(Abrogazione norme precedenti – disposizioni transitorie)

1.     E’ abrogata la L.R. 16 febbraio 1988 n° 22, nonché le successive leggi regionali recanti modifiche ed integrazioni.

2.     La legge regionale 3 luglio 2012, n.31 è abrogata.

3.     I procedimenti amministrativi in corso al momento della entrata in vigore della presente legge, continuano ad essere disciplinati secondo la precedente normativa, sino alla loro definizione.

 

Art. 42

(Entrata in vigore)

1.      La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo con effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello della sua promulgazione.


 

                        

                                                                                                                     ALLEGATO A

A.   DISPOSIZIONI GENERALI

1.     Abbattimento di piante tartufigene od impiantate come tali – (art. 15). Sanzione: da  € 100,00 a € 700,00 per ogni pianta.

B. RICERCA E/O RACCOLTA O COMMERCIALIZZAZIONE PERIODI- ORE DI DIVIETO – ZONE DI TUTELA:

1.      In periodo di divieto secondo il calendario di cui alla presente legge o secondo le eventuali modifiche deliberate dalla Giunta Regionale – (artt. 2 e 4) - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00 e la sanzione accessoria della sospensione dall’esercizio della raccolta per un periodo di mesi 6 (sei).

2.      Nel caso in cui la Giunta Regionale (art. 4, n° 1) abbia deliberato di escludere – per tutto o parte del territorio regionale, la ricerca e la raccolta di tutte – od alcune – specie di tartufi -  Sanzione da € 1.200,00 a € 4.000,00.

3.      Durante le ore notturne (art. 16) - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00

4.       Nei parchi, nelle zone protette è nei giorni di divieto nelle aziende faunustico-venatorie previsti all’art. 4, lett. D. - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00

 

C.  MEZZI E MODALITA’ DI RACCOLTA:

1.      Senza l’ausilio del cane, a tal fine addestrato, o con ausiliari diversi da esso o, con più di due cani (art. 17). - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

2.      Con attrezzi diversi da quelli previsti dall’art. 17, comma 2  della presente legge - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00 e la sanzione accessoria della sospensione dall’esercizio della raccolta per un periodo di mesi 6 (sei).

3.      Senza provvedere alla riempitura – a regola d’arte -, delle buche aperte (art.  18) -Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

4.      Apertura delle buche in misura superiore a cinque,(art. 18). - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

5.      La raccolta di tartufi oltre il limite giornaliero previsto nella presente legge o nelle delibere della Giunta Regionale e per ogni 500 grammi o frazione di 500 grammi di eccedenza di prodotto raccolto (art.19). - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

6.      La lavorazione andante del terreno (zappatura) in qualsiasi periodo dell’anno (art.  18); -Sanzione: da € 1.500,00 a € 4.500,00 e la sanzione accessoria della sospensione dall’esercizio della raccolta per un periodo di mesi 24(ventiquattro). In caso di recidività l’Autorità Amministrativa provvederà alla revoca del tesserino e alla contestuale irrogazione di una sanzione amministrativa da € 2.000,00 a € 6.000,00. 

7.      La raccolta di tartufi immaturi od avariati (art.18) - Sanzione: da € 150,00 a € 450,00

8.       La raccolta, non autorizzati a terzi, nelle tartufaie coltivate o migliorate riconosciute come tali a norma della presente legge - Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

9.      La raccolta nelle aree rimboschite, prima di quindici anni dal rimboschimento (art. 6); Sanzione: da € 300,00 a € 1.200,00.

10. La raccolta nelle aree del demanio regionale senza la prescritta autorizzazione (art. 6) Sanzione da 300,00 a € 1.200,00.

   D.  TARTUFAIE CONTROLLATE E COLTIVATE – TABELLAZIONE

1.      Violazione delle disposizioni di cui alla presente legge, in ordine alle caratteristiche delle tabelle e modalità di tabellazione (art.9) - Sanzione: da € 150,00 ad € 450,00 cui si sommano € 10,00 per ogni tabella.

2.      Tabellazione delle tartufaie come “controllate” o “coltivate” senza aver ottenuto la prescritta autorizzazione (art. 7)  - Sanzione:            da € 150,00 ad € 450,00 cui si sommano € 10,00 per ogni tabella.

3.      Danneggiamento o asportazione di tabelle da € 200.,00 a € 600,00 per ogni tabella.

 

E.  COMMERCIALIZZAZIONE

1.      Il commercio di tartufi appartenenti a specie diverse da quelle previste dalla presente legge (artt. 2 e 29 e ss.). -Sanzione: da € 300,00 (1.000,00) a  € 1.200,00   (3.000,00).

2.      Il commercio dei tartufi freschi, esercitati al di fuori del periodo di raccolta di cui alla presente legge od alle relative delibere della Giunta Regionale (art. 30) - Sanzione: da € 1.000,00  a € 3.000,00.

3.      La vendita dei tartufi al mercato pubblico, senza l’osservanza delle norme prescritte-Sanzione: da € 600,00  a € 1.800,00.

4.      La messa in commercio dei tartufi conservati, senza l’osservanza delle norme prescritte, al riguardo - Sanzione: da € 600,00  a € 1.800,00.

5.      L’omessa comunicazione annuale alla Regione delle quantità commercializzate secondo quanto previsto dall’Art. 29 comma 4 della presente legge  – Sanzione: da € 1.500,00   a € 5.000,00.

 

 F.  AUTORIZZAZIONE E TASSA DI CONCESSIONE

1.      La ricerca e la raccolta senza aver ottenuto l’autorizzazione prescritta (art. 22). -Sanzione: da € 400,00 a € 1.200,00.

2.      La ricerca e la raccolta senza poter esibire, per dimenticanza od altra ragione, il tesserino comprovante l’esistenza della autorizzazione  ottenuta entro il termine di 5 giorni dall’accertamento dell’infrazione, si applica la sanzione prevista dal precedente punto 1.

    Non si applicano al momento del controllo le sanzioni previste dal presente numero        qualora venga esibita copia della avvenuta presentazione di denuncia di smarrimento, furto o distruzione del tesserino, ricevuta dalle competenti autorità.

3.      La ricerca e/o raccolta senza aver versato la tassa annua di concessione regionale prevista per la ricerca o raccolta dei tartufi (art. 24). -Sanzione: da € 500,00 a 1000,00, oltre al pagamento della tassa di concessione regionale dovuta, con versamento della stessa a favore della Regione Abruzzo; nel caso di inottemperanza del pagamento della predetta tassa entro 10 gg. dalla contestazione, si applicherà la sanzione amministrativa prevista dall’art. 5 della L.R. n. 13/80, dal doppio al sestuplo della tassa evasa.

4.      Nei terreni gravati da uso civico e terreni di proprietà senza l’autorizzazione prevista (art. 20)  -Sanzione: € 300,00 a € 1.200,00.