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L.R. 18 dicembre 1990, n. 101 ([1])

Indirizzi programmatici per la razionalizzazione della rete delle vendite di giornali e riviste. ([2])

Indice

Art. 1 Oggetto della legge.

Art. 2 Piani comunali di localizzazione dei punti vendita.

Art. 3 Metodologia del piano.

Art. 4 Contenuto del piano.

Art. 5 Autorizzazione.

Art. 6 Autorizzazione a carattere stagionale e temporaneo.

Art. 7 Domande concorrenti.

Art. 8 Distributori automatici.

Art. 9 Esercizio delle rivendite.

Art. 10 Chiusura temporanea e ricorrente.

Art. 11 Ampliamento dei punti di rivendita.

Art. 12 Autorizzazione al subingresso.

Art. 13 Comunicazioni alle categorie interessate.

Art. 14 Casi in cui non e' prevista l'autorizzazione per la vendita di giornali e riviste.

Art. 15 Spostamento di ubicazione.

Art. 16 Decadenza o revoca dell'autorizzazione.

Art. 17 Infrazioni e sanzioni amministrative.

Art. 18 Controllo e nomina commissario ad acta.

Art. 19 Abrogazione.

Art. 20 Urgenza.

 

[Art. 1
Oggetto della legge.

La Regione in attuazione dell'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416 ([3]), del D.P.R. 27 aprile 1982, n. 268 ([4]) e dell'art. 7 della legge 25 febbraio 1987, n. 67 ([5]), stabilisce con la presente legge gli indirizzi per la programmata diffusione e localizzazione nel territorio dei punti vendita dei giornali e riviste e per il rilascio dell'autorizzazione comunale di cui all'art. 54, lettera g) 24 luglio 1977, n. 616 ([6]).

Art. 2
Piani comunali di localizzazione dei punti vendita.

Al fine di incrementare la diffusione dell'informazione a mezzo stampa secondo i principi affermati dall'art. 21 della Costituzione i Comuni, sentite le associazioni piu' rappresentative a livello nazionale degli editori, dei distributori e delle organizzazioni sindacali dei rivenditori, esistenti a livello provinciale o, in mancanza, a livello regionale o, in mancanza ancora, a livello nazionale, nonche' delle altre categorie che ne facciano richiesta, predispongono il piano di localizzazione dei punti di vendita, assicurando il piu' razionale insediamento delle rivendite in rapporto alla distribuzione territoriale della popolazione, la produttivita' del servizio, il piu' facile accesso degli utenti ai punti di vendita.

L'adozione e l'approvazione dei piani comunali di localizzazione dei punti di vendita di giornali e riviste avranno luogo con le procedure previste dalla legge 11 luglio 1971, n. 426 ([7]), e dal regolamento di esecuzione di cui al decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375 ([8]) per l'approvazione dei piani di sviluppo e adeguamento della rete di vendita.

I piani, o la loro riformulazione, devono essere adottati entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge ed hanno durata quadriennale.

Tuttavia, fino a quando non sia entrato in vigore il nuovo piano, sono prorogate le previsioni del piano precedente.

Il Presidente della Giunta regionale, qualora i Comuni non abbiano approvato il piano nei termini previsti dal terzo comma del presente articolo, nomina un commissario ad acta per gli adempimenti conseguenti.

Art. 3
Metodologia del piano.

Al fine della predisposizione del piano di cui al precedente articolo, i Comuni, anche in relazione all'eventuale suddivisione del territorio in zone sulla base delle caratteristiche urbanistiche e sociali, accertano:

a) i punti vendita esistenti nel territorio, distinti in esclusivi e promiscui;

b) le rivendite soggette ad autorizzazioni a carattere stagionale;

c) la densita' della popolazione residente e fluttuante ed il numero delle famiglie;

d) l'assetto viario delle comunicazioni;

e) i flussi turistici, permanenti e stagionali;

f) le caratteristiche socio-economiche della popolazione insediata sul territorio;

g) la presenza di insediamenti residenziali, industriali e commerciali di strutture scolastiche ed universitarie, di uffici pubblici e privati, delle grandi infrastrutture di traffico (quali le stazioni ferroviarie, autostazioni, porti ed aeroporti);

h) le localita' rurali e montane in cui, tenuto conto delle particolari condizioni di accesso, occorre favorire la presenza dei punti di vendita eventualmente promiscui.

Art. 4
Contenuto del piano.

Sulla base degli accertamenti di cui all'art. 3 e nel rispetto dei criteri fissati dalla presente legge, il piano determina:

a) la localizzazione ottimale dei punti di vendita, in relazione agli obiettivi stabiliti dal primo comma dell'art. 2;

b) le conseguenti esigenze di nuova apertura e di trasferimento dei punti di vendita, anche con indicazione di priorita', e in rapporto alla caratteristica, esclusiva o promiscua, dell'esercizio;

c) le tipologie dei chioschi e delle altre rivendite, prevedendo in ogni caso dimensioni che consentano un'ampia esposizione delle diverse testate;

d) le zone turistiche eventualmente comprensive dell'intero territorio comunale nelle quali e' consentito il rilascio di autorizzazioni a carattere stagionale.

Deve in ogni caso, essere garantita la presenza di almeno un punto di vendita per ogni centro abitato (Comune, frazione o circoscrizione), purche' vi sia la distanza minima di metri quattrocento da un preesistente punto di vendita regolarmente operante.

I Comuni, onde favorire la migliore produttivita' del servizio, devono, compatibilmente alle altre esigenze connesse all'uso pubblico del suolo, assentire ai richiedenti la concessione per l'occupazione di adeguati spazi pubblici da destinare alle nuove rivendite esclusive.

Identico trattamento dovra' essere riservato alle istanze volte ad ottenere l'autorizzazione ad ampliare la superficie dei punti vendita gia' esistenti.

Art. 5
Autorizzazione.

L'attivita' di rivendita di giornali e riviste non puo' essere esercitata senza la specifica autorizzazione di cui all'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni.

L'autorizzazione al commercio rilasciata per gli esercizi della grande distribuzione, per le librerie e per le rivendite di tabacchi, comprende, qualora richiesta, anche l'autorizzazione alla rivendita di giornali quotidiani e periodici, quando gli stessi esercizi sono programmati a tal fine dai piani comunali di cui. all'art. 2.

L'autorizzazione comunale, sulla base dei piani di localizzazione di cui all'art. 2 e previa iscrizione del richiedente nel registro esercenti il commercio previsto dalla legge 11 giugno 1971, n. 426, sentite le associazioni piu' rappresentative a livello nazionale, degli editori, dei distributori e delle organizzazioni sindacali dei rivenditori, esistenti a livello provinciale o, in mancanza, a livello regionale o, in mancanza ancora, a livello nazionale.

In assenza del piano comunale, qualora nel territorio del comune, di una frazione di esso ovvero di una circoscrizione comunale non esistano punti di rivendita, il Sindaco e' tenuto a rilasciare l'autorizzazione per la prima rivendita anche ad esercizi esistenti fra quelli di cui al secondo comma. E' parimenti dovuta l'autorizzazione, in assenza del piano, qualora nelle aree urbane non esistano altri punti fissi di rivendita ad una distanza stradale, calcolata per il percorso piu' breve di metri quattrocento.

Le domande intese ad ottenere l'autorizzazione devono contenere i seguenti elementi:

a) ubicazione e superficie di vendita dell'esercizio o del chiosco su suolo pubblico o privato;

b) eventuale dimostrazione della disponibilita' dei locali o dello spazio pubblico;

c) eventuale titolarita' di altra autorizzazione all'esercizio di attivita' di commercio al dettaglio.

Alla domanda dovra' inoltre essere allegata copia del certificato di iscrizione al registro esercenti il commercio.

Art. 6
Autorizzazione a carattere stagionale e temporaneo.

L'autorizzazione a carattere stagionale di cui alla lett. c) del secondo comma dell'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come modificato dall'art. 7 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, puo' essere rilasciata, per un periodo non inferiore a tre mesi e non superiore a sei mesi nel corso dell'anno, nelle localita' in cui si verificano consistenti flussi turistici, purche' vi sia la distanza minima di metri quattrocento da un preesistente punto di vendita regolarmente operante.

Art. 7
Domande concorrenti.

Al fine del rilascio delle nuove autorizzazioni a carattere permanente, il Sindaco, in presenza di domande concorrenti, concede la priorita' assoluta a soggetti che dimostrino di avere gia' esercitato l'attivita' di rivendita per un periodo complessivo di almeno un anno, come terzi in affidamento o come collaboratori dipendenti.

Concede, in modo subordinato, la priorita':

- per l'esercizio dei punti di vendita esclusivi, ai soggetti che non risultino titolari di altre autorizzazioni al commercio;

- per l'esercizio dei punti di vendita non esclusivi, ai soggetti titolari di autorizzazioni al commercio affini.

Nel caso di concorrenza fra domande di trasferimento di punti di vendita esistenti e domande di apertura di nuovi punti di vendita inerenti alla stessa area di localizzazione, i Comuni debbono assicurare la preferenza ai soggetti che intendono trasferire l'esercizio da aree risultanti servite da un numero eccedente di punti di vendita nel piano di localizzazione.

A parita' di condizioni viene seguito l'ordine cronologico di presentazione delle domande.

Art. 8
Distributori automatici.

Non e' soggetto ad autonoma autorizzazione l'edicolante che provvede alla vendita di giornali e riviste a mezzo distributori automatici, se gli stessi sono installati all'interno o nelle immediate adiacenze della rivendita di giornali o del diverso esercizio a cui fanno capo, e' soggetta ad autonoma autorizzazione, secondo quanto previsto dall'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416 come modificato dall'art. 7 della legge 25 febbraio 1987, n. 67. In questo caso, ai sensi della lett. e) del secondo comma del citato art. 14, il rilascio delle relative autorizzazioni dovra' avvenire tenendo conto delle esigenze derivanti dalla esistenza o meno nel medesimo bacino d'utenza di altri punti di vendita.

Tali distributori devono essere computati fra i punti ottimali di vendita previsti dal piano comunale.

Art. 9
Esercizio delle rivendite.

L'esercizio delle rivendite fisse puo' essere svolto unicamente dal titolare o dai suoi familiari o parenti, o affini al terzo grado. E' consentita la collaborazione di terzi, ma e' vietato l'affidamento in gestione a terzi, salvo quanto previsto nel comma successivo.

In caso di comprovato impedimento per malattia o infortunio, o di superamento dell'eta' pensionabile, e' ammessa la continuazione dell'esercizio oltre che a mezzo di un familiare, o parente o affine fino al terzo grado, anche con l'affidamento in gestione a terzi.

Art. 10
Chiusura temporanea e ricorrente.

In caso di chiusura temporanea e ricorrente dei punti fissi di vendita o di chiusura temporanea per impedimenti dei titolari di rivendite in posti fissi, questi devono affidare a titolari di altre licenze o ad altri soggetti di vendita, anche porta a porta, di quotidiani e periodici. Se non e' adempiuto tale obbligo, le imprese editrici e di distribuzione, o possono provvedere direttamente, o possono richiedere un'autorizzazione temporanea che l'amministrazione comunale puo' rilasciare per un periodo di tempo strettamente necessario.

Art. 11
Ampliamento dei punti di rivendita.

Le domande di ampliamento delle rivendite esclusive, per l'effetto positivo dell'accrescimento delle superfici espositive e di miglioramento dei livelli di vendita, devono normalmente esser accolte, qualora non sussistano impedimenti di natura urbanistica.

Art. 12
Autorizzazione al subingresso.

Il trasferimento della titolarita' di un esercizio di rivendita di giornali e riviste, per atto tra vivi o a causa di morte, comporta il trasferimento dell'autorizzazione, sempre che sia provato l'effettivo trasferimento dell'esercizio.

Il soggetto subentrante nella titolarita' dell'esercizio deve dimostrare di possedere i requisiti richiesti dalla legge 11 giugno 1971, n. 426, in particolare l'iscrizione al Registro esercenti il commercio (REC) per l'attivita' di rivendita di giornali e riviste, nonche', per i profili specifici attinenti ai rivenditori di giornali e riviste, il possesso dei requisiti richiesti dalla legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni, e dal D.P.R. 27 aprile 1982, n. 268.

Il nuovo titolare dell'esercizio per atto tra vivi, per ottenere il subingresso, deve presentare apposite domande entro sessanta giorni dalla registrazione dell'atto per l'iscrizione al REC e l'autorizzazione, e puo' iniziare l'attivita' solo dopo aver ottenuto la citata iscrizione.

Se gia' in possesso della iscrizione al REC alla data del trasferimento della titolarita', puo' iniziare l'attivita' di vendita subito dopo la richiesta di autorizzazione comunale.

In caso di decesso del titolare, gli eredi hanno diritto a gestire la rivendita per un periodo strettamente necessario alla regolamentazione della pratica ereditaria; da tale regolamentazione l'avente diritto alla titolarita' della rivendita ha tempo sessanta giorni per chiedere l'iscrizione al REC e l'autorizzazione. Tali richieste consentono di continuare a gestire la rivendita.

Qualora l'interessato non ottenga l'autorizzazione entro un anno dalla data di presentazione della domanda, decade il diritto di esercitare l'attivita' del dante causa.

Tale termine puo' essere prorogato dal Sindaco, qualora il ritardo non risulti imputabile al beneficiario.

Art. 13
Comunicazioni alle categorie interessate.

I Comuni devono comunicare alle organizzazioni, di cui all'art. 14 della legge n. 416 del 1981 e successive modifiche ed integrazioni, le decisioni in materia di rilascio di autorizzazioni amministrative per la vendita, nonche' quelle relative ai trasferimenti, ai subentri ed alle regolarizzazioni.

Art. 14
Casi in cui non e' prevista l'autorizzazione per la vendita di giornali e riviste.

Ai sensi e per effetto dell'undicesimo comma dell'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come modificato dall'art. 7 della legge 25 febbraio 1987, n. 67, non e' necessaria alcuna autorizzazione:

a) per la vendita, anche a mezzo di distributori automatici, nelle sedi dei partiti, enti, chiese, comunita' religiose, sindacati o associazioni, di pertinenti pubblicazioni specializzate; per la vendita ambulante di quotidiani di partito, sindacali e religiosi, che ricorrano all'opera di volontari a scopo di propaganda politica, sindacale o religiosa; per la vendita, anche a mezzo di distributori automatici, nelle sedi delle societa' editrici e delle loro redazioni distaccate, dei giornali da esse editi;

b) per la vendita, anche a mezzo di distributori automatici, di pubblicazioni specializzate non distribuite nelle edicole;

c) per la consegna porta a porta e per la vendita ambulante da parte degli editori, distributori ed edicolanti, a mezzo di propri dipendenti ovvero a mezzo di incaricati con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ai sensi della lett. a) del terzo comma dell'art. 49 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 ([9]);

d) per la vendita, anche a mezzo di distributori automatici, in alberghi, pensioni e camping quando essa costituisce un servizio ai clienti.

Per la vendita all'interno dei luoghi di cui alla lett. a) del presente articolo si intende anche quella effettuata dall'interno dei locali delle sedi attraverso aperture che diano sulla pubblica via, ovvero all'ingresso delle medesime o negli spazi immediatamente antistanti, salvaguardando i diritti di eventuali titolari di rivendite esistenti nelle vicinanze.

Art. 15
Spostamento di ubicazione.

Lo spostamento di sede della rivendita deve essere autorizzato dal comune nel rispetto delle previsioni del piano e sentite le organizzazioni di cui al precedente art. 5.

Fino a quando non saranno approvati i piani comunali, le autorizzazioni al trasferimento di rivendite gia' esistenti sono concesse nel rispetto di una o piu' delle seguenti condizioni:

a) il trasferimento dell'esercizio avviene in un limitato intorno della precedente ubicazione per cui si possa prefigurare che rimanga sostanzialmente inalterata la clientela potenziale dell'esercizio;

b) il trasferimento avviene verso aree carenti di servizio;

c) il trasferimento dell'esercizio avviene per comprovare cause di forza maggiore.

Art. 16
Decadenza o revoca dell'autorizzazione.

L'autorizzazione decade o viene revocata nei seguenti casi:

a) quando l'intestatario venga cancellato dal registro esercenti il commercio o perda i requisiti soggettivi per esservi iscritto, salvo il subentro di un familiare o di altra persona avente diritto, ovvero non siano state presentate nel termine di sessanta giorni regolari domande di subingresso;

b) quando non venga attivato l'esercizio di rivendita entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di accoglimento della domanda, salvo eventuali deroghe concesse per causa di forza maggiore. E' ammessa la continuazione dell'esercizio a mezzo di un familiare od altro sostituto nel caso di impedimento per malattia o infortunio. Non si verifica decadenza se l'autorizzazione e' per sua natura riferita a manifestazioni periodiche di durata limitata;

c) quando venga sospesa, nel caso di rivendita non stagionale, l'attivita' per un periodo superiore a sei mesi;

d) quando la rivendita venga trasferita senza la preventiva autorizzazione. In tal caso la revoca viene disposta dopo apposita diffida del Sindaco, il quale predisporra' l'immediata chiusura della rivendita ed il ripristino della stessa nella ubicazione originaria in un termine non superiore ai trenta giorni;

e) quando venga affidata in gestione la rivendita, fatti salvi i casi di cui al terzo comma dell'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416, come modificato dall'art. 7 della legge 25 febbraio 1987, n. 67. In tal caso la revoca viene disposta trascorsi sessanta giorni dall'apposita diffida del Sindaco;

f) quando non venga assicurata la parita' di trattamento tra le diverse testate, previste dall'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni la revoca deve essere disposta in caso di recidiva.

Art. 17
Infrazioni e sanzioni amministrative.

L'esercizio abusivo dell'attivita' di vendita di giornali e riviste e' sottoposto alla medesima disciplina sanzionatoria prevista per l'esercizio abusivo dell'attivita' di commercio al dettaglio in sede fissa.

Ai titolari delle autorizzazioni per la vendita dei giornali quotidiani e periodici e' fatto divieto di:

a) sospendere l'attivita' nel caso di rivendita non stagionale, senza la preventiva autorizzazione del Sindaco, salvo i casi di comprovata forza maggiore;

b) rifiutare di porre in vendita una testata e comunque non assicurare la parita' di trattamento per le diverse testate prevista dal dodicesimo comma dell'art. 14 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni;

c) affidare in gestione la rivendita, tranne nei casi di comprovato impedimento per malattia o infortunio, o di superamento dell'eta' pensionabile;

d) trasferire l'esercizio della rivendita senza la preventiva autorizzazione comunale;

e) esporre e vendere ai minori le riviste vietate per legge ai minorenni.

La trasgressione di cui alla lett. a) del precedente comma comporta il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da lire duecentomila a lire duemilioni; quelle di cui alle lett. b), c), d), ed e) da lire trecentomila a lire tremilioni.

In caso di recidiva, oltre all'applicazione della sanzione pecuniaria, si procedera' anche alla revoca dell'autorizzazione. Per l'applicazione delle sanzioni di cui al presente articolo si osservano le procedure stabilite dalla legge 24 novembre 1981, n. 689 ([10]), e le relative somme sono introitate dai Comuni.

Art. 18
Controllo e nomina commissario ad acta.

La Giunta regionale, nell'esercitare il controllo sull'attuazione della presente legge, puo', in caso di reiterate inadempienze da parte del Comune, nominare un commissario ad acta per problemi specifici.

Art. 19
Abrogazione.

E' abrogata la L.R. 28 giugno 1983, n. 39.

Art. 20
Urgenza.

La presente legge e' dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.]



([1]) Pubblicata nel BURA 27 dicembre 1990, n. 19 Straordinario.

([2]) L'intero testo della presente legge e' stato abrogato dall'art. 147, comma 1, lett. e), L.R. 31 luglio 2018, n. 23 (vedi, anche, il comma 2 del medesimo articolo).

([3]) L. 5 agosto 1981, n. 416 ''Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria'', pubblicata nella G.U. 6 agosto 1981, n. 215. Pubblicata nel B.U. 27 dicembre 1990, n. 19 straordinario.

([4]) D.P.R. 27 aprile 1982, n. 268 ''Disposizioni di attuazione della legge 5 agosto 1981, n. 416, concernente disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria'', pubblicato nella G.U. 22 maggio 1982, n. 139.

([5]) L. 25 febbraio 1987, n. 67 ''Rinnovo della legge 5 agosto 1981, n. 416, recante disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria'', pubblicata nella G.U. 9 marzo 1987, n. 56, S.O.

([6]) D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616 ''Attuazione della delega di cui all'art. 1 della L. 22 luglio 1975, n. 382'', pubblicato nella G.U. 29 agosto 1977, n. 234, S.O.

([7]) L. 11 giugno 1971, n. 426 ''Disciplina del commercio'', pubblicata nella G.U. 6 luglio 1971, n. 168.

([8]) D.M. 4 agosto 1988, n. 375 ''Norme di esecuzione della legge 11 giugno 1971, n. 426, sulla disciplina del commercio'', pubblicato nella G.U. 31 agosto 1988, n. 204, S.O.

([9]) D.P.R. 29 settembre 1973, n. 597 ''Istituzioni e disciplina dell'imposta sul reddito delle persone fisiche'', pubblicato nella G.U. 16 ottobre 1973, n. 268, S.O. n. 1.

([10]) L. 24 novembre 1981, n. 689 ''Modifiche al sistema penale'', pubblicata nella G.U. 30 novembre 1981, n. 329, S.O.