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L.R. 18 aprile 1996, n. 21 ([1])

Istituzione della Conferenza permanente Regione - Enti locali ([2]). ([3])

Indice

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 4 bis

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

 

[Art. 1

     La Regione Abruzzo, nell’ambito delle proprie attribuzioni, in applicazione dei principi enunciati dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 ([4]), 15 marzo 1997, n. 59 ([5]), 15 maggio 1997, n. 127 ([6]) e dallo Statuto della Regione Abruzzo, al fine di realizzare il principio di sussidiarietà e la concreta partecipazione degli enti locali alle scelte politiche regionali, istituisce la Conferenza permanente Regione-Enti Locali ([7]).

Art. 2

     La Conferenza è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composta da:

a) il Presidente della Giunta regionale che la presiede;

b) il componente della Giunta regionale preposto al Settore Enti locali con funzioni di vice presidente;

c) i Presidenti regionali dell’Associazione nazionale comuni d’Italia (A.N.C.I.); dell’Unione province abruzzesi (U.P.A.); dell’Unione comuni ed enti montani (U.N.C.E.M.), della Lega delle Autonomie Locali ([8]), o loro delegati;

d) i Presidenti delle quattro province, o loro delegati;

e) i Sindaci dei capoluoghi di provincia, o loro delegati;

f) quattro rappresentanti di Comunità Montane, designati dall'UNCEM, uno per ogni provincia, o loro delegati ([9]);

g) quattro rappresentanti, uno per ogni provincia, designati da ANCI e UNCEM, o loro delegati:

- di Comuni con più di 15000 abitanti;

- di Comuni da 5000 a 15000 abitanti;

- di Comuni fino a 5000 abitanti ([10]).

     Qualora interessati agli argomenti all'ordine del giorno, la Conferenza è allargata a rappresentanti di ambiti territoriali subregionali, definiti dalla legislazione regionale e nazionale, concernenti progetti di sviluppo socio-economico. La Conferenza, ai sensi del successivo art. 7, disciplina le modalità per l'individuazione dei rappresentanti degli ambiti ([11]).

     La Conferenza può decidere di sentire, su materie di loro interesse, i rappresentanti di enti, istituzioni, categorie, associazioni, organizzazioni sindacali, gruppi o movimenti democratici e rappresentanti delle autonomie funzionali ([12]).

     È data facoltà al Presidente del Consiglio regionale, ai capigruppo consiliari, ai presidenti delle Commissioni consiliari e ai componenti della Giunta regionale di partecipare, [senza diritto di voto] ([13]), alle riunioni della Conferenza su questioni connesse all’esercizio del loro mandato.

     Ai lavori della Conferenza partecipano, altresì, [senza diritto di voto] ([14]) e qualora interessati agli argomenti previsti dall’ordine del giorno, i dirigenti del Settore Enti locali e di altri settori della Giunta regionale.

Art. 3

([15])

1. La Conferenza si insedia entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. La Conferenza è convocata dal suo presidente o, sentito il presidente, dal vice presidente; la stessa deve essere convocata, entro dieci giorni, su espressa richiesta da parte di un terzo dei componenti e/o delle singole Associazioni degli enti locali ([16]).

3. La Conferenza deve essere convocata almeno una volta ogni tre mesi ([17]).

4. La Conferenza viene rinnovata all'inizio di ogni legislatura regionale ed entro 45 giorni dalla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale ([18]).

4 bis. Qualora l'ANCI e l'UNCEM non provvedano entro 30 giorni, dalla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale, a far pervenire alla Regione Abruzzo la comunicazione dei rappresentanti dei Comuni e delle Comunità Montane designati ai sensi dell'articolo 2, primo comma, lett. f) e g) della presente legge, il Presidente della Giunta regionale, con il decreto di cui all'articolo 2, comma primo, della presente legge, provvede direttamente alla nomina dei rappresentanti dei Comuni e delle Comunità montane individuandoli nei Sindaci dei Comuni e nei Presidenti delle Comunità Montane con maggior numero di abitanti e, in caso di parità, dei Comuni e delle Comunità Montane con una maggiore estensione territoriale ([19]).

5. [La Conferenza approva, a maggioranza semplice degli intervenuti, risoluzioni che hanno valore di indirizzo nei confronti della Regione e degli enti locali] ([20]).

6. [Essa può, altresì, esprimere pareri e formulare proposte agli organi della Regione e, attraverso questa, alla Conferenza permanente Stato-Regioni e al Comitato delle Regioni previsto dal trattato di Maastricht, in ordine all’adozione di provvedimenti e iniziative, rispettivamente a livello regionale, nazionale e comunitario, concernenti le autonomie locali] ([21]).

Art. 4

     Al fine di garantire la partecipazione e la concertazione degli enti locali a tutti i processi decisionali di interesse locale e/o interprovinciale, la Conferenza, per l'espletamento delle sue funzioni, promuove e sancisce intese e accordi, ai sensi del successivo art. 5.

     Essa esprime pareri ([22]) e formula proposte agli organi della Regione e, attraverso questa, alla Conferenza Stato-regioni e alla Conferenza unificata, di cui al Decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 ([23]) e successive modificazioni ed integrazioni, nonché al Comitato delle Regioni e degli Enti Locali previsto dal trattato di Maastrich, in ordine all'adozione di provvedimenti e iniziative, rispettivamente a livello regionale, nazionale e comunitario, concernenti le autonomie locali.

     L'assenso degli enti locali, nei casi di cui ai commi precedenti, è espresso, in prima convocazione dalla maggioranza dei componenti assegnati e, in seconda convocazione, dalla maggioranza dei presenti ([24]).

Art. 4 bis

1. La conferenza sancisce intese relativamente ai procedimenti per i quali la legislazione regionale prevede un intesa.

2. La Giunta Regionale e gli enti locali, in attuazione del principio di leale collaborazione e nel perseguimento di obiettivi di funzionalità, economicità ed efficacia dell'azione amministrativa, possono concludere, in sede di Conferenza Permanente Regione-Enti locali, accordi, al fine di coordinare l'esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune.
La Conferenza Permanente Regione-Enti locali è obbligatoriamente e preventivamente sentita in ordine a:

1) schemi di d.d.l.r. e regolamenti nelle materie di interesse degli enti locali;

2) schemi di d.d.l.r. e di provvedimenti attuativi delle LL. n. 59 del 1997 e n. 127 del 1997 e loro successive modificazioni ed integrazioni;

3) criteri di ripartizione delle risorse finanziarie da attribuire agli enti locali;

4) atti di programmazione, anche secondo quanto disposto dalla L.R. 2 agosto 1997, n. 85 e successive modificazioni ed integrazioni;

5) argomenti di carattere subregionale che il Presidente della Giunta regionale riterrà opportuno sottoporre al suo esame.

3. Quando le intese e gli accordi non sono raggiunti entro 30 gg. dalla prima consultazione in l'oggetto è posto all'ordine del giorno, gli atti sono comunque adottati dall'organo regionale competente con provvedimento motivato. In caso di urgenza l'organo regionale competente può provvedere senza l'osservanza delle procedure di cui al comma precedente. In tal caso i provvedimenti adottati sono sottoposti all'esame dell'organo secondo la procedura prevista, entro i successivi 15 giorni.

4. La Conferenza, inoltre, assicura lo scambio, tra Regione ed enti locali, di informazioni e di notizie di reciproco interesse, anche attraverso l'utilizzo di supporti informatici, tali da consentire la verifica dello stato delle autonomie locali.
La Conferenza può proporre alla Giunta regionale di costituire gruppi di lavoro, anche facendo ricorso alla consulenza di esperti esterni all'Amministrazione regionale, ai sensi della
L.R. 9 settembre 1986, n. 52 e successive modificazioni ed integrazioni, per l'esame di problematiche relative alle autonomie locali ([25]).

Art. 5

     Entro il 31 marzo di ogni anno, il presidente della Conferenza riferisce al Consiglio regionale sull’attività della stessa.

Art. 6

     Le funzioni di segreteria della Conferenza sono affidate al Settore Enti locali della Giunta regionale - Servizio decentramento e deleghe - Ufficio autonomie locali e finanza locale, che assicura il collegamento tecnico-amministrativo fra la Regione e i componenti della Conferenza.

     Le funzioni di segretario sono svolte da un dipendente del Settore Enti locali, Servizio decentramento e deleghe, Ufficio autonomie locali e finanza locale, con qualifica non inferiore alla sesta, nominato dal dirigente del Servizio con apposita ordinanza dirigenziale.

Art. 7

     Entro 45 giorni dall’insediamento, la Conferenza disciplinerà le procedure e le modalità di svolgimento dei lavori, per quanto non previsto dalla presente legge.

Art. 8

     La Regione Abruzzo istituisce la “Conferenza Regione - Province” riconoscendo alla Provincia, oltre che il ruolo di ente intermedio che contribuisce alla programmazione regionale, anche quello di promotore e coordinatore di iniziativa e attività di rilevante interesse sovracomunale, provinciale e interprovinciale, di rilievo economico-territoriale e/o infrastrutturale.

     La Conferenza è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale ed è composta da:

a) il Presidente della Giunta regionale che la presiede;

b) il componente la Giunta regionale preposto al Settore Enti locali con funzioni di vice presidente;

c) i Presidenti delle quattro province o loro delegati.

     Ai lavori della Conferenza partecipano, [senza diritto di voto] ([26]) e qualora interessati agli argomenti previsti dall’ordine del giorno, i dirigenti del Settore Enti locali e di altri settori della Giunta regionale, nonché i dirigenti delle strutture provinciali competenti.

     La Conferenza è convocata dal suo presidente o, sentito il presidente, dal vice presidente, o anche a richiesta dei Presidenti di due Province e/o dell’Unione Province Abruzzesi ([27]).

     Essa è convocata ogni volta che si ritiene necessario per un’azione integrata e coordinata delle Province.

     Essa formula proposte per l’individuazione delle linee di sviluppo e per la programmazione regionale, approvando un protocollo d’intesa che varrà come proposta per la Regione.

     Essa è obbligatoriamente e preventivamente sentita in ordine ai punti 1), 2), 3), 4) e 5) di cui al secondo comma dell'art. 4/bis, quando l'interesse degli argomenti è di esclusiva competenza delle Province ([28]).

     Le funzioni di segreteria sono affidate al Settore Enti locali, ai sensi del precedente art. 6.

     Per il funzionamento della Conferenza e per quanto non disciplinato dal presente articolo, si rinvia alle disposizioni relative alla “Conferenza permanente Regione - enti locali”, ai sensi della presente legge.

Art. 9

     All’onere derivante dall’applicazione dell’art. 4, comma 3, della presente legge, valutato per l’anno 1996 in lire 120.000.000, si provvede come segue:

- quanto a lire 5.000.000 ai sensi dell’art. 38 della L.R.C. 29 dicembre 1977, n. 81, con il fondo globale iscritto al cap. 323000 con quota parte della partita n. 6 dell’elenco n. 3 dello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1995;

- quanto a lire 115.000.000, mediante utilizzazione dello stanziamento iscritto al cap. 11422 del bilancio per l’esercizio in corso.

     Nello stato di previsione della spesa del bilancio per l’esercizio 1996 lo stanziamento iscritto al cap. 11422 è incrementato, in termini di sola competenza, di lire 5.000.000.

Art. 10

     La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.]



([1]) Pubblicata nel BURA 21 maggio 1996, n. 8.

([2]) Vedi, anche, l'art. 3 della L.R. 3 marzo 1999, n. 11.

([3]) L'intero testo della presente legge è stato abrogato dall'art. 15, comma 1, L.R. 11 dicembre 2007, n. 41 (Istituzione e disciplina del Consiglio delle Autonomie locali). Il comma 2 del medesimo articolo così dispone: "2. La Conferenza permanente Regione Enti locali continua la propria attività sino all’insediamento del CAL.". Tale disposizione è stata poi ribadita dall'art. 3, comma 3, L.R. 5 maggio 2010, n. 15.

([4]) Legge 8 giugno 1990, n. 142 “Ordinamento delle autonomie locali”, pubblicata nella G.U. 12 giugno 1990, numero 135, S.O.

([5]) L. 15 marzo 1997, n. 59. Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione  amministrativa. (Pubblicata nella Gazz. Uff. 17 marzo 1997, n. 63, S.O.).

([6]) L. 15 maggio 1997, n. 127. Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo. (Pubblicata nella Gazz. Uff. 17 maggio 1997, n. 113, S.O.).

([7]) Articolo così sostituito dall’art. 1 della L.R. n. 111 del 1998. Il precedente articolo così recitava: “La Regione Abruzzo, nell'ambito delle proprie attribuzioni, in applicazione dei principi enunciati dalla legge 8 giugno 1990, n. 142 e dallo Statuto della Regione Abruzzo, al fine di promuovere iniziative concrete per una oggettiva, costante e democratica partecipazione degli enti locali alla politica regionale, istituisce la Conferenza permanente Regione - enti locali”.

([8]) Le parole "della Lega delle Autonomie Locali" sono state aggiunte dall'art. 15, comma 1, L.R. 8 novembre 2006, n. 32.

([9]) Lettera così modificata dall’art. 2, L.R. n. 111 del 1998. La precedente lettera così recitava: “f) il presidente della Comunità montana con maggior numero di residenti in zona montana, nell'ambito di ciascuna provincia, o suo delegato”.

([10]) Lettera aggiunta dall’art. 2, L.R. n. 111 del 1998.

([11]) Comma così sostituito dall’art. 2, L.R. n. 111 del 1998. Il precedente comma così recitava: “La Conferenza viene rinnovata all'inizio di ogni legislatura regionale ed entro 45 giorni dalla conclusione della legislatura precedente”.

([12]) Comma così sostituito dall’art. 2, L.R. n. 111 del 1998. Il precedente comma così recitava: “La Conferenza può decidere di sentire, su materie di loro interesse, i rappresentanti di categorie, associazioni, gruppi o movimenti democratici”.

([13]) Le parole “senza diritto di voto” sono state soppresse dall’art. 2. L.R. n. 111 del 1998.

([14]) Le parole “senza diritto di voto” sono state soppresse dall’art. 2. L.R. n. 111 del 1998.

([15]) I commi del presente articolo, in origine privi di numerazione, sono stati numerati, per uniformità del testo, per effetto dell'inserimento del comma 4 bis operato dall'art. 3, comma 2, L.R. 5 maggio 2010, n. 15.

([16]) Le parole “e/o delle songole Associazioni degli enti locali” sono state aggiunte dall’art. 3, L.R. n. 111 del 1998. Il presente comma, in origine privo di numerazione, è stato così numerato, per uniformità del testo, per effetto della sostituzione del quinto comma del presente articolo operata dall'art.

([17]) Le parole “ogni tre mesi” sono state introdotte dall’art. 3, L.R. n. 111 del 1998, in sostituzione delle precedenti “ogni due mesi”.

([18]) Comma già sostituito dall’art. 3, L.R. n. 111 del 1998 e poi così modificato dall'art. 3, comma 1, L.R. 5 maggio 2010, n. 15. Il testo originario era così formulato: «Per la validità delle riunioni è necessaria la presenza della metà dei componenti.».

([19]) Comma inserito dall'art. 3, comma 2, L.R. 5 maggio 2010, n. 15.

([20]) Comma soppresso dall’art. 3, L.R. n. 111 del 1998.

([21]) Comma soppresso dall’art. 3, L.R. n. 111 del 1998.

([22]) Vedi, anche, l'art. 5, comma 4, L.R. 25 marzo 2002, n. 3.

([23]) D.Lgs. 28 agosto 1997, n. 281. Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali. (Pubblicato nella Gazz. Uff. 30 agosto 1997, n. 202).

([24]) Articolo così sostituito dall’art. 4, L.R. n. 111 del 1998. Il precedente articolo così recitava: “La Conferenza ha compiti di informazione, impulso, raccordo, consultazione e proposizione su questioni attinenti all'attuazione della legge 8 giugno 1990, n. 142 e sulle problematiche generali inerenti le autonomie locali, ed in particolare:

1) agli obiettivi politico-programmatici subregionali raccordandoli con il Programma regionale di sviluppo e con il Quadro di riferimento regionale ed i relativi aggiornamenti, al fine di ottenere uno sviluppo economico-territoriale più equilibrato ed omogeneo;

2) alla verifica dell'attuazione delle politiche programmatiche sub-regionali in riferimento agli strumenti di programmazione generale adottati dalla Regione;

3) ai rapporti tra Regione ed enti locali, individuando e rimuovendo gli ostacoli di diritto e di fatto che impediscono il pieno sviluppo delle autonomie locali;

4) alla qualificazione e razionalizzazione della spesa pubblica;

5) allo scambio, tra Regione ed enti locali, di informazioni e di notizie di reciproco interesse, anche attraverso l'utilizzo di supporti informatici, tale da consentire la verifica dello stato delle autonomie locali.

In ogni caso la Conferenza si propone di esaminare ogni altro problema di interesse comune, al fine di determinare linee di condotta unitarie.

La conferenza può proporre alla Giunta regionale di costituire gruppi di studio, anche facendo ricorso alla consulenza di esperti esterni all'Amministrazione regionale, ai sensi della L.R. 9 settembre 1986, n. 52 e successive modificazioni, per l'esame di problematiche relative alle autonomie locali”.

([25]) Articolo introdotto dall’art. 5, L.R. n. 111 del 1998.

([26]) Le parole “senza diritto di voto” sono state soppresse dall’art. 6, L.R. n. 111 del 1998.

([27]) Le parole “e/o dell’Unione Province Abruzzesi” sono state aggiunte dall’art. 6, L.R. n. 111 del 1998.

([28]) Comma aggiunto dall’art. 6, L.R. n. 111 del 1998.