L.R. 12 novembre 1997, n. 125 ([1])

Promozione del servizio di assistenza familiare per l'infanzia.

Indice

Art. 1 Caratteri del servizio

Art. 2 Istituzione e regolamento del servizio da parte degli Enti Locali

Art. 3 Requisiti degli assistenti familiari

Art. 4 Condizione di ammissione e accesso al servizio

Art. 5 Organizzazione del servizio

Art. 6 Partecipazione finanziaria della Regione

Art. 7 Oneri finanziari

Art. 8 Formazione professionale

Art. 9 Norma transitoria

Art. 10 Dichiarazione di urgenza

 

Art. 1
Caratteri del servizio

1. La Regione Abruzzo promuove l'istituzione del servizio di assistenza familiare per l'infanzia che, nell'ambito delle politiche sociali di aiuto e sostegno alle famiglie, ha lo scopo di favorire lo sviluppo psicofisico ed affettivo e la sorveglianza degli infanti di età inferiore ai tre anni.

2. Le finalità di cui al comma precedente sono realizzate attraverso l'affidamento degli infanti alle cure degli assistenti familiari per l'infanzia, nelle abitazioni di questi ultimi, purché ritenute idonee dalle aziende USL competenti per territorio, o presso la residenza degli infanti.

3. Il servizio di assistenza familiare all’infanzia si pone in rapporto di integrazione e complementarità con il servizio di asilo nido disciplinato dalle leggi regionali vigenti.

4. I Comuni possono istituire e gestire il servizio di assistenza familiare per l'infanzia anche tramite i loro Consorzi e le Comunità Montane.

Art. 2
Istituzione e regolamento del servizio da parte degli Enti Locali

1. I Comuni, ovvero i Consorzi di Comuni o le Comunità Montane, possono provvedere entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, ad istituire il servizio e ad adottare il regolamento per la gestione, il quale deve in ogni caso prevedere:

a) le regole di funzionamento del servizio;

b) i modi di partecipazione delle famiglie alle spese del servizio.

2. Per gli anni successivi il servizio deve essere istituito prima dell'adozione del Bilancio di Previsione dell'Ente Locale.

3. I Comuni, ovvero i loro Consorzi o le Comunità Montane, possono intervenire con dotazioni economiche proprie al fine di determinare migliori condizioni di accesso al servizio da parte delle famiglie.

4. Gli oneri posti a carico delle famiglie non possono superare i costi del servizio, dedotto il contributo di gestione erogato dalla Regione e l'eventuale compartecipazione economica degli Enti Locali, e devono essere differenziati in relazione alle forme di utilizzazione.

Art. 3
Requisiti degli assistenti familiari

1. Possono essere assistenti familiari per l'infanzia le persone in età compresa tra i diciotto ed i cinquantacinque anni residenti in un Comune della Regione Abruzzo, con idoneità psicofisica per lo svolgimento del servizio, certificata dalla Azienda USL competente per territorio ed in possesso di almeno una dei seguenti titoli:

a) Laurea in Pedagogia;

b) Diploma di maturità Magistrale;

c) Diploma di Scuola Magistrale;

d) Diploma di qualifica di Vigilatrice d’Infanzia;

e) Diploma di Scuola Media Inferiore corredato dal titolo professionale di assistente familiare per l'infanzia, conseguito mediante la partecipazione a corsi di formazione professionale organizzati dalla Regione Abruzzo.

2. Gli assistenti familiari per l'infanzia, in forma singola o associata, svolgono il loro servizio in regime di convenzione con gli Enti Locali o loro Consorzi, a tal fine provvedono a richiedere l'iscrizione nell'Albo degli assistenti familiari per l'infanzia di cui al successivo art. 5.

Art. 4
Condizione di ammissione e accesso al servizio

1. Possono essere ammessi ad usufruire del servizio gli infanti di età inferiore ai tre anni, residenti nel territorio dell'Ente Locale che lo ha istituito.

2. La persona adulta che esercita la potestà genitoriale inoltra apposita domanda all'Ente Locale indicando le esigenze familiari connesse all'espletamento del servizio ed il nominativo dell'assistente familiare, singolo o associato, prescelto.

3. L'Ente Locale, sulla base delle domande pervenute, procede all'assegnazione degli assistenti familiari per l'infanzia, rispettando di norma l'indicazione del richiedente e tenendo comunque conto delle effettive disponibilità.

Art. 5
Organizzazione del servizio

1. L'Ente Locale provvede a formare un Albo degli assistenti familiari per l'infanzia disponibili, singoli o associati, con l'indicazione della loro residenza.

2. Il legale rappresentante dell'Ente accerta il possesso dei requisiti per l'esercizio della professione e procede all'iscrizione all'Albo di cui al comma precedente.

3. Nell'ambito dell'organizzazione interna del Comune, dei loro Consorzi e delle Comunità Montane è individuata una figura responsabile della funzione di vigilanza e controllo circa il regolare svolgimento del servizio.

4. Gli Enti sprovvisti di personale idoneo allo svolgimento delle funzioni indicate al precedente comma possono avvalersi di personale qualificato dei servizi sociali delle Aziende USL ([2]).

5. Ciascun assistente familiare per l'infanzia, sia che agisca in forma singola sia in forma associata, non può comunque essere utilizzato quotidianamente in più di due famiglie e per più di due infanti in ogni famiglia.

6. Ogni infante, per accedere al servizio, deve essere munito di un libretto sanitario aggiornato con l'indicazione del medico curante.

7. I Comuni, ovvero i Consorzi di Comuni o le Comunità Montane, forniscono idonea copertura assicurativa, nell'ambito dell'orario dello svolgimento del servizio, agli assistenti familiari per l'infanzia ed agli infanti ad essi affidati.

Art. 6
Partecipazione finanziaria della Regione

1. La Regione provvede a trasferire annualmente ai Comuni, ai loro Consorzi o alle Comunità Montane, risorse finanziarie secondo le disponibilità del competente capitolo.

2. Gli Enti interessati, entro il 31 marzo di ogni anno, rivolgono istanza alla Giunta regionale - Settore Sicurezza Sociale, al fine di beneficiare dei trasferimenti da parte della Regione.

3. La Giunta regionale, entro il 31 maggio, provvede al riparto delle somme disponibili secondo i criteri di cui al successivo comma.

4. Le risorse finanziarie della Regione sono attribuite agli Enti che ne hanno fatto richiesta nel modo seguente:

a) il 50% sulla base del numero di infanti fino a tre anni di età residenti nel territorio dell'Ente Locale, come risulta al 31 dicembre dell'anno precedente, certificato dal legale rappresentante dell'Ente.

b) il 50% in misura proporzionale ai costi gestionali del servizio, riferiti all'anno precedente, certificati dal legale rappresentante dell'Ente.

Art. 7
Oneri finanziari

1. Agli oneri finanziari per l'attuazione della presente legge, valutati in lire 200.000.000 (duecentomilioni), si fa fronte mediante riduzione di pari importo dal capitolo 323000 partita n. 1, dell'elenco n. 3 del Fondo Globale del bilancio di previsione 1997.

2. Nel bilancio di previsione 1997 è istituito un apposito capitolo denominato “Trasferimento ai Comuni, Consorzi di Comuni e Comunità Montane per le spese di gestione del Servizio di Assistenza Familiare per l’infanzia” con lo stanziamento di lire 200.000.000 (duecentomilioni).

Art. 8
Formazione professionale

1. La Regione Abruzzo, nell'ambito dei Piani annuali di Formazione Professionale, provvede ad istituire idonei corsi di Formazione per il rilascio della qualifica di  “Assistente familiare d’infanzia”.

Art. 9
Norma transitoria

1. In sede di prima applicazione i soggetti interessati rivolgono istanza alla Giunta regionale Settore Sicurezza Sociale, al fine di beneficiare dei trasferimenti da parte della Regione, entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Nei successivi 45 giorni la Giunta regionale, con proprio provvedimento, determina il riparto delle somme con riferimento al criterio di cui all'art. 6, 4° comma, lettera a).

Art. 10
Dichiarazione di urgenza

1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.



(<>)([1]) Pubblicata nel BURA 21 novembre 1997, n. 18.

(<>)([2]) Il Commissario di Governo ha osservato che "deve sussistere una specifica preventiva intesa tra l’Ente Locale e l’Azienda ULS competente".