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L.R. 17 dicembre 1997, n. 141 ([1])

Norme per l'attuazione delle funzioni amministrative in materia di demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative.

Indice

Art. 1 Finalita'.

Capo I - Esercizio delle funzioni

Art. 2 Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative - (P.D.M.).

Art. 3 Indirizzi regionali.

Capo II - Concessioni demaniali marittime

Art. 4 Attribuzioni sub delegate ai Comuni.

Art. 5 Domande per il rilascio della concessione.

Art. 6 Rilascio della concessione.

Art. 7 Revoca, decadenza, subingresso della concessione.

Art. 8 Vigilanza.

Capo III - Finanziamenti e tributi

Art. 9 Finanziamento della spesa per le funzioni delegate.

Art. 10 Norme tributarie.

Capo IV - Disciplina della organizzazione delle strutture amministrative regionali

Art. 11 Servizi regionali in materia di demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative.

Art. 12 Organizzazione.

Capo V - Disposizioni transitorie e finali

Art. 13 Criteri generali di applicazione.

Art. 14 Prima attuazione del P.D.M.

Art. 15 Norme di salvaguardia.

Art. 16 Prima applicazione delle funzioni amministrative delegate.

Art. 17 Norma abrogativa e finale.

Art. 18 Urgenza.

 

Art. 1
Finalita'.

1. Con la presente legge la Regione Abruzzo disciplina l'esercizio delle funzioni ad essa attribuite dalla L. 4 dicembre 1993, n. 494 e successive modificazioni, nei limiti e per le finalita' di cui all'art. 59 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.

Capo I - Esercizio delle funzioni

Art. 2
Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative - (P.D.M.).

([2])

1. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta approva, ai sensi dell'art. 6, comma 3, della L. n. 494 del 1993 e dell'art. 6 della L.R. n. 18 del 1983 successivamente modificata e integrata dalla L.R. n. 70 del 1995 ([3]) il Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo che abbiano finalita' turistiche e ricreative, che di seguito si indica con la sigla (P.D.M.).

2. La Giunta regionale formula la sua proposta, sentita la competente Autorita' marittima e dopo aver acquisito il parere dei Sindaci dei comuni interessati, delle Associazioni regionali di categoria, appartenenti alle Organizzazioni sindacali piu' rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e dei Presidenti delle province interessate per quanto di competenza.

Art. 3
Indirizzi regionali.

1. La Giunta regionale adotta atti di indirizzo e coordinamento ai fini dell'esercizio delle funzioni ad essa attribuite dalla L. n. 494 del 1993.

2. La Giunta regionale individua la valenza turistica delle aree di cui all'art. 3, comma 1, lettera a), punti 1, 2 e 3 della L. n. 494 del 1993.

Capo II - Concessioni demaniali marittime

Art. 4
Attribuzioni sub delegate ai Comuni.

([4])

1. Ai Comuni, nel cui territorio sono comprese le aree demaniali marittime che abbiano finalita' turistiche e ricreative, sono sub-delegate le seguenti funzioni amministrative:

a) rilascio e rinnovo delle concessioni demaniali marittime;

b) revoca e decadenza delle concessioni demaniali marittime;

c) autorizzazione al subingresso nella concessione;

d) autorizzazione all'affidamento ad altri soggetti delle attivita' oggetto della concessione e delle attivita' secondarie nell'ambito della concessione.

2. I Comuni trasmettono, entro il 31 gennaio di ogni anno, alla Giunta regionale una relazione sull'esercizio delle funzioni amministrative sub-delegate con riferimento all'anno precedente.

3. I Comuni sono inoltre tenuti a fornire, su richiesta, dati e informazioni alla Regione ([5]).

Art. 5
Domande per il rilascio della concessione.

1. Le domande per ottenere il rilascio ed il rinnovo della concessione, corredate della necessaria documentazione, devono essere rivolte al Comune territorialmente competente.

2. La domanda deve specificare sia l'uso che il richiedente intende effettuare del bene demaniale, sia la durata della concessione richiesta nei limiti massimi di cui all'art. 1, comma 2 della L. n. 494 del 1993 ([6]).

Art. 6
Rilascio della concessione.

1. Le concessioni demaniali sono rilasciate o rinnovate in conformita' al Piano Spiaggia comunale.

2. Nell'atto di concessione devono essere indicati, oltre agli elementi previsti dal Regolamento di esecuzione del Codice di Navigazione, anche quelli predeterminati dal Comune sulla base delle disposizioni regionali.

3. Il concessionario deve corrispondere annualmente all'Ufficio del Registro, competente per territorio, l'importo del canone alle scadenze determinate nell'atto di concessione.

4. Il concessionario, a garanzia della osservanza degli obblighi assunti con la concessione provvede ad un deposito cauzionale secondo le norme vigenti ([7]).

Art. 7
Revoca, decadenza, subingresso della concessione.

1. In caso di decadenza della concessione, per mancata esecuzione delle opere prescritte nell'atto di concessione o per mancato inizio della gestione nei termini assegnati, nonche' per uso non continuato dell'attivita' nel periodo fissato nell'atto di concessione o per cattivo uso dello stesso, puo' essere accordata al concessionario una proroga fino ad un anno.

2. Il concessionario in casi eccezionali e per periodi determinati, previa autorizzazione comunale, puo' affidare ad altri soggetti la gestione delle attivita' oggetto della concessione. Previa autorizzazione comunale, puo' essere altresi' affidata ad altri soggetti la gestione di attivita' secondarie nell'ambito della concessione ([8]).

Art. 8
Vigilanza.

1. Le funzioni di vigilanza sull'uso in concessione delle aree del demanio marittimo destinate ad uso turistico e ricreativo sono esercitate dal Comune competente ferme restando le funzioni di polizia marittima disciplinate dal Codice di Navigazione ed il relativo Regolamento di attuazione.

2. L'atto di concessione determina i casi di sospensione e di decadenza per grave violazione delle norme e delle condizioni cui c sottoposta la concessione stessa.

Capo III - Finanziamenti e tributi

Art. 9
Finanziamento della spesa per le funzioni delegate.

1. Per gli oneri eventualmente derivanti dall'esercizio delle funzioni sub-delegate ai comuni, eccedenti rispetto agli introiti derivanti dalla imposta di concessione di cui al precedente articolo, ove necessario, si rinvia ad un successivo provvedimento legislativo.

2. Alla istituzione del pertinente capitolo di entrata ed al correlativo capitolo di spesa si rinvia alle modalita' di cui all'art. 37 della L.R. n. 81 del 1977 di contabilita' ([9]).

Art. 10
Norme tributarie.

1. Le concessioni oggetto della presente legge sono soggette all'imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile di cui alla L.R. 4 gennaio 1972, n. 1 e successive modificazioni ed integrazioni, in base alla classificazione di cui all'articolo 3, comma 1, della legge n. 494 del 1993, nella misura pari al dieci per cento del canone di concessione calcolato non tenendo conto della lievitazione del costo dovuto in conseguenza dell'espletamento della licitazione privata ex art. 37 del codice della navigazione ([10]).

2. L'imposta regionale e' dovuta direttamente dal concessionario, alle scadenze fissate per il pagamento del relativo canone erariale, mediante versamento agli uffici competenti, che lo riscuotono per conto della Regione.

2-bis. Ove l'uso della concessione comporti la realizzazione di opere soggette a concessione edilizia, l'imposta regionale di cui al presente articolo decorre dalla data di rilascio della concessione edilizia purche', il rilascio stesso avvenga non oltre il termine di mesi sei dalla data di perfezionamento del provvedimento di concessione del bene demaniale ([11]).

3. Per quanto non previsto dalla presente legge, si applicano purche' compatibili, le norme statali e regionali vigenti in materia tributaria.

Capo IV - Disciplina della organizzazione delle strutture amministrative regionali

Art. 11
Servizi regionali in materia di demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative.

1. Allo svolgimento delle attivita' tecnico-amministrative in materia di demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative adempiono le strutture del Settore Turismo della Giunta regionale per:

a) l'istruttoria dei provvedimenti tecnico-amministrativi;

b) la raccolta sistematica, la catalogazione, l'archiviazione e numerazione dei dati, informazioni e grafici sull'uso del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative;

c) la formazione del catasto del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative;

d) la predisposizione di documenti di programmazione, di indirizzo e di pianificazione (P.D.M.) di competenza regionale e degli strumenti di pianificazione di livello comunale (Piani spiaggia) in caso di esercizio di poteri sostitutivi;

e) la memorizzazione delle opere realizzate e di quelle ammesse a finanziamento pubblico;

f) la verifica dello stato di attuazione della programmazione, pianificazione e degli indirizzi regionali;

g) la predisposizione delle misure di salvaguardia e il controllo di competenza;

h) la consulenza amministrativa, tecnica e giuridica agli enti locali per la pianificazione e gestione del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative.

Art. 12
Organizzazione.

1. Con successivo provvedimento, al fine di assicurare l'esercizio delle funzioni amministrative delegate alla Regione con L. n. 494 del 1993 e di quelle statuite dalla presente legge, sara' disciplinata la riorganizzazione del Servizio Strutture Turistiche presso il Settore Turismo.

Capo V - Disposizioni transitorie e finali

Art. 13
Criteri generali di applicazione.

1. La Regione in sede di prima formazione del P.D.M., utilizza e razionalizza, per quanto compatibili, le indicazioni fornite dai "Piani spiaggia comunali" vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Il P.D.M. di cui all'art. 6 della L.R. 12 aprile 1983, n. 18 definisce la normativa di dettaglio.

2 bis. Vanno altresi' riservate un numero di concessioni equivalenti al numero degli Ambiti sociali, cosi' come individuati dalla L.R. n. 22/1998 e sue modifiche ed integrazioni, la cui gestione e' affidata agli Ambiti stessi. Alla individuazione del numero di concessioni che ogni singolo Comune deve destinare agli Ambiti sociali provvede la Regione Abruzzo tramite il competente Settore regionale, entro 45 giorni dall'approvazione della presente legge.

2 ter. Nell'ambito delle concessioni demaniali marittime, nel periodo invernale, possono essere installati sistemi di protezione non impattanti a tutela dei complessi balneari (manufatti principali inclusi verande, portici, piattaforme coperte se ad essi connessi), per la salvaguardia, custodia e conservazione del patrimonio della ditta concessionaria; possono essere altresi' delimitate aree specifiche dell'area concessa, con sistema a giorno non impattante.

2 quater. Il Piano Demaniale Marittimo (PDM), individua le linee generali e gli standard qualitativi e quantitativi dei sistemi di protezione dei complessi balneari e delle delimitazioni delle aree specifiche per l'applicazione del comma 2 ter.

2 quinquies. Successivamente all'adozione degli standard di cui al comma 2 quater, ai Comuni, titolari dell'esercizio delle funzioni amministrative conferite in materia di demanio marittimo e della competenza di pianificazione del proprio territorio costiero, e' demandata, con regolamento da adottarsi entro 60 giorni, la disciplina dei sistemi di protezione di cui al comma 2 ter. ([12])

Art. 14
Prima attuazione del P.D.M.

([13])

1. Il P.D.M. si attua attraverso i Piani Spiaggia comunali.

2. Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del P.D.M. i Comuni formano (se sprovvisti) o adeguano (se provvisti) i Piani Spiaggia comunali secondo le prescrizioni ed indicazioni del P.D.M.

3. In caso di inadempienza alle disposizioni contenute al comma 2 del presente articolo, la Giunta regionale, previa diffida a provvedere nel termine di 60 giorni, si sostituisce al Comune per l'osservanza degli obblighi di legge, nominando un Commissario ad acta.

Art. 15
Norme di salvaguardia.

1. Il P.D.M. e' approvato dal Consiglio regionale entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge.

2. Fino all'approvazione dei Piani Demaniali Comunali (P.D.C.) con le procedure stabilite nel Piano del Demanio Marittimo Regionale (P.D.M.), approvato con verbale del Consiglio regionale n. 141 del 29.07.2004, o all'adeguamento del Piano Spiaggia Comunale, con le medesime procedure, per i Comuni gia' dotati di tale strumento, si applicano le seguenti norme di salvaguardia per il rilascio di nuove concessioni:

a) I Comuni forniti di Piano Spiaggia Comunale, alla data di approvazione del P. D. M. regionale, applicano le prescrizioni del medesimo Piano Spiaggia purche' non siano in contrasto con le norme del P. D. M. regionale;

b) Ai Comuni che hanno adottato il Piano Demaniale Comunale e' consentito il rilascio delle concessioni a carattere stagionale o temporaneo per l'esercizio di attivita' ricreative, ovvero per lo svolgimento di manifestazioni in genere. Le attivita' ricreative comprendono anche l'ombreggio e/o la messa a disposizione di sedie e lettini da spiaggia. Le concessioni rilasciate possono avere un fronte mare non superiore a m. 50 e sono senza diritto di insistenza. E' consentita, previa autorizzazione, e nel rispetto dei parametri stabiliti dalla normativa del P.D.M., l'installazione temporanea di modesti manufatti da adibire a rimessaggio di attrezzature e servizi, connessi funzionalmente alle attivita' sopra citate, con l'obbligo di rimozione alla scadenza della concessione. I Comuni, con proprio regolamento, stabiliscono i termini di presentazione delle domande e procedono ad istruire le domande pervenute secondo quanto stabilito all'art. 37 del Codice della Navigazione;

b-bis) ai Comuni che, pur avendo approvato il P.D.C., non abbiano ancora approvato il Regolamento di cui alla lett. b), e' consentito il rilascio di autorizzazione per l'ombreggio e/o la messa a disposizione di sedie da spiaggia, funzionalmente alle attivita' svolte da Associazioni e/o circoli di aventi regolare titolo di concessione per alaggio, limitatamente al periodo stagionale e ad una occupazione di superficie non superiore al 10% di detta concessione;

c) Le prescrizioni di cui alla lettera b) si applicano anche ai Comuni che, pur avendo approvato il P.D.C., non abbiano ancora assegnato in concessione le nuove aree in esso previste.

c-bis) In considerazione della grave situazione determinatasi a seguito dello stato di emergenza dovuto alla diffusione epidemiologica da Covid-19, per l'anno 2021 e fino alla approvazione della normativa di revisione in materia di rilascio delle concessioni del demanio marittimo di cui all'articolo 1, commi dal 675 al 681 della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) e in aderenza dell'articolo 100 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell'economia), i comuni che, pur avendo approvato il P.D.C., non abbiano ancora assegnato in concessione le nuove aree in esso previste e non abbiano approvato il regolamento di cui alla lettera b), possono rilasciare concessioni demaniali marittime a carattere stagionale o temporaneo per attivita' turistiche e ricreative ai soggetti ai quali sono state rilasciate nell'anno precedente e per il medesimo lotto, anche nelle zone ricadenti in aree SIC in assenza di una specifica regolamentazione.

c-ter) [Per l'anno 2020 sono comunque rinnovate, ad istanza di parte, le concessioni demaniali marittime a carattere stagionale o temporaneo rilasciate nell'anno precedente, con applicazione del canone fisso predeterminato in materia dai Comuni]. ([14])

[3. Dalla data di entrata in vigore del P.D.M. e fino all'entrata in vigore del Piano spiaggia comunale, formato o adeguato secondo le prescrizioni ed indicazioni del P.D.M., non possono essere rilasciate nuove concessioni, con l'eccezione di cui al precedente comma 2 ([15]), ed il Sindaco e' tenuto a sospendere ogni determinazione sulle domande di rinnovo delle concessioni esistenti in contrasto con le previsioni e prescrizioni del P.D.M.] ([16]).

Art. 16
Prima applicazione delle funzioni amministrative delegate.

1. In sede di prima applicazione della presente legge ed al fine di assicurare il corretto esercizio della delega di cui all'art. 59 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616, nonche' per garantire un graduale passaggio di competenze ai comuni, le funzioni amministrative sub-delegate a detti enti, secondo quanto disposto dall'art. 4, sono esercitate in via provvisoria dalla Regione.

2. La Giunta regionale e' autorizzata a stipulare apposita convenzione con il Ministero dei Trasporti e della Navigazione per l'avvalimento delle Capitanerie di Porto competenti in relazione funzionale con l'Amministrazione regionale e cio' anche al fine di assicurare la continuita' delle attivita' da queste espletate.

3. La Regione esercita le funzioni amministrative sub-delegate ai comuni, cosi' come disposto al comma 1 del presente articolo, sino alla data di scadenza del rapporto convenzionale fra la Regione e le Capitanerie di Porto competenti.

4. Ai sensi dell'art. 8 della legge 23 dicembre 1996 n. 647 fino alla data della sottoscrizione della convenzione il servizio continua ad essere assicurato dalle Capitanerie di Porto competenti d'intesa con la Regione e secondo le disposizioni di cui all'art. 15 della presente legge.

Art. 17
Norma abrogativa e finale.

1. Sono abrogate le norme e le disposizioni in contrasto con la presente legge ed in particolare sono abrogati gli articoli 9, 10, 12 e 13 della L.R. 24 agosto 1992, n. 83.

2. Per quanto non disposto dalla presente legge, si osservano le norme contenute nel Codice della Navigazione e relativo Regolamento di attuazione.

Art. 18
Urgenza.

1. La presente legge e' dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.



([1]) Pubblicata nel BURA 29 dicembre 1997, n. 21.

([2]) Vedi la Delib. C.R. 29 luglio 2004, n. 141/1.

([3]) Le parole <<e dell'art. 6 della L.R. n. 18 del 1983 successivamente modificata e integrata dalla L.R. n. 70 del 1995>> sono state in un primo momento soppresse dall'art. 1, comma 2, L.R. 21 maggio 1999, n. 30. Successivamente detto comma e' stato abrogato dall'art. 2, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68 (come sostituito dall'art. 2, L.R. 25 marzo 2002, n. 4), il quale ha previsto altresi', nella nuova formulazione, il contestuale ripristino delle parole soppresse.

([4]) Vedi, anche, l'art. 1, L.R. 4 dicembre 2006, n. 42.

([5]) L'art. 1, primo comma, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68, in attesa del riordino della normativa del settore alla luce del conferimento da parte dello Stato di nuove competenze amministrative in materia di Demanio Marittimo, d'intesa con i Comuni interessati, ha sospeso l'efficacia del presente articolo fino al rilascio dei titoli concessori in giacenza al 15 aprile presso la Direzione Turismo, Ambiente ed Energia della Regione. Vedi, anche, il secondo comma dello stesso articolo.

([6]) L'art. 1, primo comma, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68, in attesa del riordino della normativa del settore alla luce del conferimento da parte dello Stato di nuove competenze amministrative in materia di Demanio Marittimo, d'intesa con i Comuni interessati, ha sospeso l'efficacia del presente articolo fino al rilascio dei titoli concessori in giacenza al 15 aprile presso la Direzione Turismo, Ambiente ed Energia della Regione. Vedi, anche, il secondo comma dello stesso articolo.

([7]) L'art. 1, primo comma, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68, in attesa del riordino della normativa del settore alla luce del conferimento da parte dello Stato di nuove competenze amministrative in materia di Demanio Marittimo, d'intesa con i Comuni interessati, ha sospeso l'efficacia del presente articolo fino al rilascio dei titoli concessori in giacenza al 15 aprile presso la Direzione Turismo, Ambiente ed Energia della Regione. Vedi, anche, il secondo comma dello stesso articolo.

([8]) L'art. 1, primo comma, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68, in attesa del riordino della normativa del settore alla luce del conferimento da parte dello Stato di nuove competenze amministrative in materia di Demanio Marittimo, d'intesa con i Comuni interessati, ha sospeso l'efficacia del presente articolo fino al rilascio dei titoli concessori in giacenza al 15 aprile presso la Direzione Turismo, Ambiente ed Energia della Regione. Vedi, anche, il secondo comma dello stesso articolo.

([9]) L'art. 1, primo comma, L.R. 19 dicembre 2001, n. 68, in attesa del riordino della normativa del settore alla luce del conferimento da parte dello Stato di nuove competenze amministrative in materia di Demanio Marittimo, d'intesa con i Comuni interessati, ha sospeso l'efficacia del presente articolo fino al rilascio dei titoli concessori in giacenza al 15 aprile presso la Direzione Turismo, Ambiente ed Energia della Regione. Vedi, anche, il secondo comma dello stesso articolo.

([10]) Comma cosi' modificato dall'art. 1, primo comma, L.R. 22 febbraio 2000, n. 17. Il testo originario era cosi' formulato: ''1. Le concessioni oggetto della presente legge sono soggette all'imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile di cui alla legge regionale 4 gennaio 1972, n.1 e successive modificazioni ed integrazioni, in base alla classificazione di cui all'articolo 03, comma 1o della legge n. 494/1993, nella misura pari al dieci per cento del canone di concessione.''.

([11]) Comma aggiunto dall'art. 1, secondo comma, L.R. 22 febbraio 2000, n. 17.

([12]) Articolo gia' modificato dall'art. 1, comma 1, L.R. 21 maggio 1999, n. 30, poi sostituito dall'art. 1, L.R. 18 agosto 2004, n. 29, successivamente modificato dall'art. 2, L.R. 29 maggio 2007, n. 12 (come modificato - detto art. 2 - dall'art. 17, commi 1, 2 e 3, L.R. 17 luglio 2007, n. 23 e dall'art. 1 bis, comma 2, L.R. 31 luglio 2007, n. 28) e infine cosi' modificato dall'art. 2, L.R. 21 giugno 2010, n. 22 (come sostituito - detto art. 2 - dall'art. 28, L.R. 10 agosto 2010, n. 38). Il testo originario era cosi' formulato: <<Art. 13. Criteri generali di pianificazione. 1. La Regione, in sede di prima formazione del PDM, utilizza e razionalizza, per quanto compatibili, le indicazioni fornite dai "Piani Spiaggia comunali" vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge ed assume i seguenti criteri generali di pianificazione:

a) in ogni ambito comunale va riservata alla libera e gratuita fruizione una quota percentuale di arenile non inferiore al 20% della superficie complessiva di spiaggia esistente destinata alle finalita' turistiche e ricreative ed evitando sequenze ininterrotte di aree in concessione;

b) in ogni ambito comunale vanno previsti: accessi alla battigia, servizi minimi essenziali sia sulle spiagge in concessione che su quelle libere, concreta fruibilita' degli arenili da parte delle persone ed in particolare di quelle disabili;

c) il fronte mare delle nuove concessioni, (stabilimenti balneari), compatibilmente con la superficie di arenile effettivamente disponibile, non deve avere una estensione superiore a metri 60;

d) le concessioni (stabilimenti balneari), gia' in essere alla data di approvazione della presente legge, possono essere confermate, in sede del loro eventuale rinnovo, fatte salve le previsioni del PDM e del Piano Spiaggia comunale, alle seguenti condizioni:

d. 1) nei limiti dimensionali delle medesime concessioni per quelle aventi una estensione sul fronte mare inferiore a metri 100;

d. 2) con un adeguamento della estensione del fronte mare a metri 100 per quelle concessioni aventi una estensione sul fronte mare superiore a metri 100. Per le concessioni oggetto di adeguamento e' consentita una deroga pari ad una maggiorazione non superiore al 20% del limite massimo indicato (metri 100) in ragione dello stato di fatto, della superficie di arenile effettivamente disponibile e della organizzazione ed uso del demanio marittimo per finalita' turistiche e ricreative da definirsi puntualmente e motivatamente in sede del Piano Spiaggia comunale.

e) le concessioni (stabilimenti balneari) connesse funzionalmente e/ o strumentalmente ad attivita' di pubblico servizio svolte da Enti pubblici possono, attraverso una puntuale e specifica motivazione, derogare dalle limitazioni di cui alla lett c), d) del presente articolo, vengono escluse dai limiti di cui alla lett d) del presente articolo le concessioni connesse funzionalmente alla gestione di attivita' alberghiere;

f) le nuove concessioni connesse funzionalmente alla gestione di attivita' alberghiere derogano alle limitazioni di cui alla lettera e) del presente articolo e comunque non potranno superare la superficie di mq 4 per posto letto.

g) in ogni ambito comunale deve essere garantita una congrua dotazione di superficie del demanio marittimo con finalita' turistiche e ricreative da destinare alla rimessa delle imbarcazioni degli addetti alle attivita' lavorative della pesca.

2. Il PDM di cui all'art. 6 della L.R. 12.4.83, n. 18 successivamente modificato ed integrato dalla L.R. n. 70/95, in coerenza con i criteri di cui al presente articolo, definisce la normativa di dettaglio.>>.

([13]) Vedi, anche, l'art. 3 (Esercizio del potere sostitutivo), L.R. 4 dicembre 2006, n. 42.

([14]) Comma gia' modificato dall'art. 1 della L.R. n. 63 del 1998, poi sostituito dall'art. 2, comma 1, L.R. 4 dicembre 2006, n. 42, successivamente modificato dall'art. 1, L.R. 29 maggio 2007, n. 12 (come modificato - detto art. 1 - dall'art. 1 bis, comma 1, L.R. 31 luglio 2007, n. 28) e dall'art. 10, L.R. 20 maggio 2008, n. 6, poi modificato per effetto delle modifiche apportate dall'art. 3, L.R. 27 maggio 2009, n. 9, dall'art. 1, L.R. 12 maggio 2010, n. 18, dall'art. 1, comma 1, L.R. 6 maggio 2011, n. 13, dall'art. 20, comma 1, L.R. 13 gennaio 2014, n. 7 e dall'art. 14, comma 3, L.R. 19 gennaio 2016, n. 5 al gia' citato art. 1 della L.R. n. 12 del 2007, successivamente modificato dall'art. 1, comma 1, L.R. 5 giugno 2012, n. 22, poi modificato dall'art. 40, comma 1, L.R. 10 gennaio 2013, n. 2, poi modificato dall'art. 11, comma 1, L.R. 16 luglio 2013, n. 20, ancora modificato per effetto della modifica apportata all'art. 1, comma 1, L.R. 29 maggio 2007, n. 12 dall'art. 6, comma 1, L.R. 8 gennaio 2015, n. 1, ancora modificato dall'art. 1, comma 3, L.R. 12 gennaio 2017, n. 4, di nuovo modificato dall'art. 1, comma 3, L.R. 12 gennaio 2018, n. 4, di nuovo modificato dall'art. 16, comma 4, L.R. 29 gennaio 2019, n. 1, di nuov modificato dall'art. 1, commi 6 e 14, L.R. 14 genaio 2020, n. 1, infine cosi' modificato dall'art. 19, comma 15, lett. a) e b), L.R. 20 gennaio 2021, n. 1. Vedi, anche, l'art. 1 bis, L.R. 12 maggio 2010, n. 18, ivi introdotto dall'art. 1, comma 1, L.R. 21 giugno 2010, n. 22 e successivamente modificato dall'art. 2, comma 1, L.R. 6 maggio 2011, n. 13. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Fino all'entrata in vigore del PDM si applicano le seguenti norme di salvaguardia per il rilascio di nuove concessioni e rinnovo di quelle esistenti:

a) nei Comuni forniti del Piano Spiaggia comunale vigente valgono le norme del medesimo Piano Spiaggia comunale;

b) nei Comuni sforniti del Piano Spiaggia comunale vigente non possono essere rilasciate nuove concessioni e possono essere autorizzati rinnovi di concessioni gia' in essere purche' siano garantite e rispettare le condizioni di cui all'art. 13, comma 1, lett. c), d), e) e g) della presente legge.>>.

([15]) Le parole ''con l'eccezione di cui al precedente comma 2'' sono state introdotte dall'art. 1 della L.R. n. 63 del 1998.

([16]) Comma abrogato dall'art. 2, L.R. 18 agosto 2004, n. 29.