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L.R. 14 settembre 1999, n. 77 ([1])

Norme in materia di organizzazione e rapporti di lavoro della Regione Abruzzo ([2]).

Indice

TITOLO I Principi generali

Art. 1 Finalita'.

Art. 2 Fonti.

Art. 3 Criteri di organizzazione.

TITOLO II Indirizzo politico e attivita' di gestione

Art. 4 Indirizzo politico-amministrativo.

Art. 5 Autonomia della funzione dirigenziale.

Art. 6 Qualificazione della responsabilita' dei dirigenti.

TITOLO III Modello organizzativo

Art. 7 Criteri generali di organizzazione del Consiglio.

Art. 8 Criteri organizzativi della Giunta.

Art. 9 Strutture Organizzative.

Art. 10 Strutture organizzative permanenti.

Art. 10-bis (Struttura competente in materia di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza della Giunta regionale)

Art. 11 Strutture organizzative temporanee.

Art. 12 Strutture amministrative di supporto alle Autorita' indipendenti.

Art. 13 Strutture amministrative di supporto agli organi elettivi del Consiglio regionale ed ai Gruppi consiliari.

Art. 14 Strutture speciali di supporto.

Art. 15 Gabinetto della Presidenza del Consiglio e della Giunta regionale.

Art. 16 Sistema Informativo regionale.

Art. 17 Costituzione delle Direzioni e dei Dipartimenti.

TITOLO IV Ordinamento della dirigenza

Art. 18 Qualifica dirigenziale.

Art. 19 Accesso alla dirigenza.

Art. 20 Incarichi dirigenziali.

Art. 21 Graduazioni delle posizioni dirigenziali.

Art. 22 Incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato.

Art. 22bis (Prosecuzione del rapporto di lavoro)

Art. 23 Competenze del Direttore regionale.

Art. 24 Competenze del dirigente di Servizio.

Art. 25 Conferenza dei Direttori regionali.

Art. 26 Comitato di direzione o dipartimento.

Art. 27 Revoca degli incarichi dirigenziali.

TITOLO V Sistema del controllo interno

Art. 28 Controllo contabile ed ispettivo.

Art. 29 Controllo di gestione.

Art. 29-bis Tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Art. 30 Nucleo di valutazione e verifica dei risultati.

TITOLO VI Dotazione organica - gestione e formazione del personale

Art. 31 Dotazione organica.

Art. 32 Disciplina del rapporto di lavoro.

Art. 33 Reclutamento del personale.

Art. 34 Mansioni.

Art. 35 Mobilita'.

Art. 36 Albi professionali.

Art. 37 Formazione del personale.

TITOLO VII Relazioni sindacali e partecipazione

Art. 38 Relazioni con le associazioni sindacali.

Art. 39 Partecipazione dei lavoratori.

Art. 40 Partecipazione del comitato per le pari opportunita'.

TITOLO VIII Trasparenza e tutela degli utenti

Art. 41 Responsabilita' del procedimento amministrativo.

Art. 42 Formazione e pubblicita' degli atti.

Art. 43 Relazioni con il pubblico.

TITOLO IX Disposizioni finali e transitorie.

Art. 44 Norme di richiamo.

Art. 45 Disposizioni transitorie.

Art. 46 Abrogazione di norme.

Art. 47 Norma finanziaria.

Art. 48 Urgenza.

Tabella A

Tabella B

 

TITOLO I
Principi generali

Art. 1
Finalita'.

1. Le disposizioni della presente legge, in armonia con i principi della L.R. 21 giugno 1996, n. 40 ([3]) inerente l'autonomia organizzativa e funzionale del Consiglio regionale, delle leggi regionali di recepimento della legge 15 marzo 1997, n. 59, nonche' del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni, disciplinano l'organizzazione, ed il funzionamento delle strutture organizzative della Regione, i rapporti di lavoro, le attribuzioni e le responsabilita' del personale dirigente. Esse sono informate ai seguenti criteri:

a) accrescere l'efficienza del sistema organizzativo regionale per il migliore soddisfacimento dei bisogni dei cittadini utenti in relazione a quella delle corrispondenti strutture organizzative dei Paesi dell'Unione Europea;

b) assicurare l'economicita', la speditezza, la trasparenza e la rispondenza dell'azione amministrativa al pubblico interesse;

c) potenziare la capacita' di innovazione e la competitivita' del sistema organizzativo per assicurarne la funzionalita' rispetto ai compiti ed ai programmi di attivita' e l'integrazione con altre pubbliche istituzioni;

d) valorizzare il personale, curandone la formazione e lo sviluppo professionale, anche tramite adeguati processi di aggiornamento, riqualificazione e riconversione, garantendo pari opportunita' alle lavoratrici ed ai lavoratori.

2. Agli effetti della presente legge con l'espressione "D.Lgs. n. 29/1993" si intende richiamato il decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.

3. Con l'espressione "Organo di direzione politica" si intendono "l'Ufficio di Presidenza e la "Giunta regionale".

Art. 2
Fonti.

1. La presente legge definisce le linee fondamentali di organizzazione della Regione, i modi di conferimento degli incarichi dirigenziali ed in sede di prima applicazione individua le strutture organizzative maggiore rilevanza e la dotazione organica complessiva.

2. Gli Organi di direzione politica, nel rispetto dei principi fissati dalle leggi dello Stato e sulla base della presente legge, adottano gli atti inerenti l'organizzazione delle proprie strutture.

3. Nell'ambito delle leggi e degli atti di organizzazione, di cui al comma precedente le determinazioni per l'organizzazione delle strutture organizzative e le misure inerenti la gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dal dirigenti con le modalita' di cui all'art. 4, comma 2, del decreto legislativo n. 29/1993, in un quadro complessivo di rispetto a tutela dei diritti dei lavoratori dipendenti.

Art. 3
Criteri di organizzazione.

1. Il sistema organizzativo regionale, compresi gli Enti e le Aziende costituiti per l'assolvimento di funzioni finali o strumentali, e' orientato ai seguenti criteri:

a) distinzione delle competenze e delle responsabilita' proprie degli Organi di direzione politica da quelle attribuite ai dirigenti;

b) valorizzazione delle funzioni istituzionali di legislazione, programmazione, coordinamento, indirizzo, monitoraggio e controllo;

c) articolazione delle strutture secondo funzioni omogenee, distinguendo fra funzioni finali, funzioni strumentali e di supporto;

d) trasparenza dell'azione amministrativa, attraverso l'individuazione del responsabile dell'unita' organizzativa responsabile per ciascun procedimento e l'istituzione di apposite strutture per l'informazione dei cittadini;

e) collegamento dell'attivita' delle strutture mediante l'attivazione di forme di comunicazione interna ed esterna avvalendosi delle piu' moderne tecnologie per favorire l'interconnessione e lo scambio di informazioni;

f) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici al pubblico con le esigenze dell'utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi dell'Unione Europea;

g) responsabilita' e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell'attivita' lavorativa ed attivazione di efficaci politiche di sviluppo professionale delle risorse umane;

h) istituzione di controlli interni volti a determinare l'efficienza nella utilizzazione delle risorse e l'efficacia nel raggiungimento dei risultati e nel soddisfacimento delle attese dei cittadini;

i) controllo sulla corretta utilizzazione dei finanziamenti regionali da parte dei soggetti destinatari degli interventi regionali, nonche' sui responsabili della gestione dei servizi di interesse regionale;

j) razionalizzazione del costo del personale, contenendo la spesa complessiva diretta ed indiretta entro i vincoli della finanza pubblica;

k) soppressione e riorganizzazione delle strutture amministrative, a seguito del trasferimento delle risorse finanziarie e del personale al sistema delle Autonomie locali, in attuazione delle leggi regionali di recepimento della legge 15 marzo 1997, n. 59.

1-bis. Gli uffici dei Dipartimenti della Giunta regionale hanno sede all'Aquila e a Pescara e conservano l'attuale articolazione e consistenza territoriale; le ulteriori attribuzioni, derivanti dalla riforma del titolo V della Costituzione e dalle previsioni dello Statuto della Regione, sono attribuite sulla base dell'affinita' e delle materie gia' assegnate ([4]).

TITOLO II
Indirizzo politico e attivita' di gestione

Art. 4
Indirizzo politico-amministrativo.

([5])

1. Nel rispetto delle linee di indirizzo delineate nei documenti programmatici e di bilancio compete all'Organo di direzione politica:

a) definire gli obiettivi generali ed i risultati che devono essere raggiunti dalle diverse strutture regionali e dagli Enti ed Aziende istituite dalla Regione, con l'indicazione delle scale di priorita', anche attraverso l'emanazione di direttive generali per l'azione amministrativa e la gestione e l'adozione di atti di indirizzo interpretativo ed applicativo di normative generali;

b) individuare ed approvare programmi e piani di rilevante interesse regionale finalizzati alla realizzazione di obiettivi specifici in relazione ai documenti di programmazione e pianificazione approvati dal Consiglio regionale;

c) emanare direttive generali finalizzate a rendere omogenea l'azione amministrativa e la gestione ([6]);

d) curare i rapporti esterni ai vari livelli istituzionali, fatte salve le competenze proprie della dirigenza;

e) richiedere i pareri alle Autorita' amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato;

f) effettuare le nomine, le designazioni ed atti analoghi ad essa attribuiti da specifiche disposizioni;

g) formulare i criteri per la concessione di sovvenzioni, contributi ed altri ausili finanziari, nonche' per la determinazione di tariffe, canoni e rette per il rilascio di autorizzazioni, licenze e provvedimenti analoghi;

h) determinare le risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalita', nonche' la loro distribuzione fra le Direzioni e i Dipartimenti; ([7])

i) ridefinire e ridurre le Direzioni e i Dipartimenti; ([8])

j) conferire gli incarichi delle Direzioni e dei Dipartimenti della Giunta regionale e, di intesa con i Direttori, gli incarichi relativi ai Servizi; ([9])

k) graduare le posizioni economiche dirigenziali;

l) determinare la composizione della delegazione di parte pubblica per la contrattazione decentrata del personale del Consiglio e della Giunta e nominare i componenti;

m) risolvere eventuali conflitti di competenze tra le Direzioni e i Dipartimenti della Giunta regionale; ([10])

n) verificare la rispondenza dei risultati conseguiti nell'attivita' amministrativa e nella gestione agli obiettivi e agli indirizzi stabiliti.

2. L'Organo di direzione politica non puo' revocare, riformare, riservare o avocare a se' provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. ([11])

2-bis. Per la Giunta regionale, in caso di inerzia o ritardo nell'adozione di un atto, da parte del Direttore di Dipartimento, da cui derivi pregiudizio per l'interesse pubblico, il Direttore generale puo' fissare un termine entro il quale il provvedimento deve essere adottato. Qualora l'inerzia permanga puo' nominare un altro Direttore per l'adozione del provvedimento ed applica, nei confronti del responsabile, le sanzioni di cui all'art. 27. ([12])

2-ter. Per il Consiglio regionale, in caso di inerzia o ritardo nell'adozione di un atto, da parte del Direttore regionale, da cui derivi pregiudizio per l'interesse pubblico, l'Organo di direzione politica puo' fissare un termine entro il quale il provvedimento deve essere adottato. Qualora l'inerzia permanga puo' nominare un altro Direttore per l'adozione del provvedimento ed applica, nei confronti del responsabile, le sanzioni di cui all'art. 27. ([13])

3. Gli Organi di direzione politica, anche sulla base delle proposte dei Direttori regionali, di cui all'art. 23, definiscono ed aggiornano periodicamente gli obiettivi, i programmi ed i progetti di ciascuna Direzione regionale, specificando le corrispondenti scale di priorita' ed i tempi massimi di attuazione e assegnano ai Direttori le risorse a cio' destinate individuate nei pertinenti capitoli di bilancio. In sede di prima applicazione, gli atti sono posti in essere entro 120 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

4. In attesa della legge di riordino della contabilita' regionale, l'assegnazione delle quote di cui al precedente comma 3, e' determinata anche mediante aggregazione o disaggregazione dei capitoli di relativa pertinenza.

5. Il Presidente del Consiglio regionale ed il Presidente della Giunta regionale, nel quadro dei programmi amministrativi e degli obiettivi e degli indirizzi generali, sovrintendono alla organizzazione ed al funzionamento del sistema amministrativo.

5-bis. Per il raggiungimento di specifici obiettivi di importanza strategica della Regione Abruzzo, individuati e definiti da una specifica legge regionale denominata 'Legge Obiettivo regionale', puo' essere nominata, senza oneri diretti ed indiretti per il bilancio regionale, la figura di un Commissario realizzatore scelto tra il personale della Pubblica Amministrazione. ([14])

5-ter. La Legge Obiettivo regionale disciplinera' durata dell'incarico e compiti assegnati al Commissario realizzatore. ([15])

6. Ciascun componente la Giunta regionale garantisce che l'attivita' della struttura a cui e' preposto sia svolta in coerenza con i piani di lavoro della Giunta, con gli atti di programmazione strategica e con i relativi progetti ed interventi attuativi.

Art. 5
Autonomia della funzione dirigenziale.

1. I dirigenti assicurano, nel rispetto delle priorita' fissate, la realizzazione degli obiettivi, dei programmi e dei progetti assegnati dagli Organi di direzione politica e provvedono a garantire il miglior funzionamento delle strutture organizzative e l'ottimale utilizzo delle risorse umane; contribuiscono mediante l'elaborazione di proposte e pareri allo svolgimento dell'attivita' degli Organi regionali.

2. In particolare i dirigenti regionali:

a) adottano, nel rispetto delle direttive ricevute, gli atti ed i provvedimenti amministrativi, compresi tutti quelli che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno ed assicurano la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, nell'ambito delle risorse attribuite;

b) gestiscono le risorse umane conferite; attribuiscono i trattamenti economici accessori nel rispetto delle disposizioni contrattuali e degli accordi sindacali; svolgono, ai fini della valutazione dei risultati, le opportune verifiche sull'attivita' delle articolazioni organizzative alle quali sono preposti;

c) garantiscono la speditezza, l'economicita' e la rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa;

d) assicurano il collegamento, la collaborazione e l'interconnessione tra le diverse strutture ed articolazioni organizzative, mediante sistemi informativi e statistici;

e) partecipano a commissioni e comitati di natura tecnica, rappresentano la Regione nelle Conferenze di servizio e negli accordi di programma secondo le rispettive competenze e curano l'istruttoria tecnica da parte delle strutture interessate;

f) presiedono le commissioni di appalto, di concorso e di comitati tecnici; stipulano i contratti e le convenzioni; sovrintendono alle procedure di appalto e di negoziazione;

g) assicurano ogni utile assistenza amministrativa e professionale all'Organo di direzione politica, anche attraverso l'acquisizione sistematica e la messa a disposizione di elementi di conoscenza, di informazione, di documentazione attinenti le problematiche di natura giuridico - amministrativa, economico - sociale e tecnico - scientifica;

h) realizzano moduli organizzativi volti ad assicurare l'informazione ai cittadini e le relazioni con il pubblico attraverso sistemi informativi e telematici;

i) svolgono tutti gli adempimenti attuativi della presente legge che non sono posti espressamente nelle attribuzioni degli Organi di direzione politica.

3. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, le disposizioni previgenti che conferiscono ad Organi di direzione politica l'adozione di atti e provvedimenti amministrativi, di cui al presente articolo, e la Presidenza dei comitati tecnici di gestione si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti.

Art. 6
Qualificazione della responsabilita' dei dirigenti.

1. I dirigenti sono responsabili, in via esclusiva, dell'attivita' amministrativa volta al conseguimento degli obiettivi assegnati, della gestione delle risorse attribuite e dei risultati conseguiti. In particolare sono responsabili:

a) della coerenza sotto il profilo tecnico, finanziario ed amministrativo dei provvedimenti assunti, in relazione agli obiettivi generali stabiliti dai competenti Organi di direzione politica;

b) dei risultati conseguiti nell'attivita' gestionale, nel rispetto dei vincoli di tempo, di costo e di qualita' stabiliti;

c) della corretta gestione e della valorizzazione delle risorse umane assegnate, adottando criteri di parita' e di pari opportunita' tra uomini e donne ai sensi dell'art. 61 del D.Lgs. n. 29/1993;

d) della gestione economica ed efficiente delle risorse finanziarie assegnate, nel rispetto della quota di bilancio e dei limiti di spesa definiti, compresi quelli relativi al personale e alle risorse strumentali;

e) della trasparenza, snellezza e tempestivita' dell'azione amministrativa;

f) della circolazione delle informazioni riguardanti il funzionamento della struttura alla quale sono preposti, ivi comprese quelle riguardanti la gestione del personale;

g) della sicurezza dei luoghi di lavoro, ai sensi del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, nei limiti delle attrezzature e risorse tecniche fornite dalla competente struttura che e' tenuta preventivamente a garantirne l'idoneita'.

TITOLO III
Modello organizzativo

Art. 7
Criteri generali di organizzazione del Consiglio.

1. Le strutture amministrative del Consiglio regionale sono informate a criteri organizzativi volti al conseguimento dei seguenti obiettivi strategici:

a) accrescere l'efficienza e la capacita' di innovazione del sistema organizzativo consiliare per garantire i servizi di supporto necessari al migliore esercizio delle funzioni di legislazione, indirizzo e controllo dell'Organo consiliare;

b) garantire ampia, tempestiva e completa comunicazione istituzionale sull'azione legislativa del Consiglio, anche attraverso l'impiego di adeguate tecnologie telematiche;

c) sviluppare la capacita' di acquisire, trattare dati ed informazioni e di istituire collegamenti stabili con altre assemblee legislative europee, nazionali e regionali al fine di garantire qualita', aggiornamento e fattibilita' tecnica alle proposte di innovazione legislativa del Consiglio;

d) adottare le misure e le procedure piu' idonee per garantire la speditezza, la trasparenza e la semplificazione degli atti consiliari;

e) realizzare banche dati legislative aperte alla consultazione pubblica.

Art. 8
Criteri organizzativi della Giunta.

1. L'Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale e' informata ai seguenti criteri:
- omogeneita' di funzioni;
- programmazione e controllo per orientare il sistema alla realizzazione degli obiettivi e dei risultati e, piu' in generale, al soddisfacimento del pubblico interesse.

2. La Giunta Regionale provvede ad adottare gli atti organizzativi di cui al successivo art. 17, articolando i Dipartimenti secondo le specifiche caratteristiche funzionali di ciascuno, prevedendo all'interno degli stessi lo svolgimento di tutte o di alcune delle seguenti attivita' in diretto raccordo con le strutture competenti per materia ([16]):
- studio - programmazione - gestione degli interventi;
- economico - finanziaria e rilevamento dei costi e delle entrate;
- indirizzo, coordinamento, vigilanza e controllo sull'esercizio delle funzioni delegate e sull'attivita' degli Enti strumentali e delle Aziende dipendenti dalla Regione;
- contrattuale e rogito degli atti regionali;
- legale;
- progettazione e gestione delle politiche comunitarie;
- progettazione - direzione e collaudo di opere pubbliche e di pubblico interesse;
- prevenzione e protezione per la sicurezza interna;
- statistica - informatica - telematica - cartografica;
- informazioni e relazioni con il pubblico;
- controllo interno;
- rapporti con le conferenze che regolano i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le Autonomie locali;
- rapporti con l'Unione Europea.

2-bis. Competente a proporre gli atti di cui al comma 2 e' il Direttore preposto alle Risorse umane e alla organizzazione, sentiti i Direttori interessati. ([17])

Art. 9
Strutture Organizzative.

([18])

1. Le strutture organizzative del Consiglio regionale e della Giunta regionale si articolano in:

a) strutture permanenti che attengono a funzioni ed attivita' di carattere continuativo di competenza della Regione;

b) strutture temporanee, preposte all'attuazione di specifici programmi e/o alla realizzazione di progetti innovativi o sperimentali;

c) strutture amministrative di supporto alle Autorita' indipendenti;

d) strutture amministrative di supporto agli Organi elettivi del Consiglio regionale ed ai Gruppi consiliari; ([19])

e) [strutture amministrative speciali di supporto] ([20]).

Art. 10
Strutture organizzative permanenti.

1. Le Strutture organizzative permanenti sono articolate in:

a) Direzione generale della Regione;

b) Dipartimenti della Giunta;

c) Direzioni regionali del Consiglio;

d) Servizi;

e) Uffici. ([21])

1-bis. Le specifiche competenze della Direzione generale della Regione e dei Dipartimenti della Giunta regionale sono definite con atto di organizzazione della Giunta medesima. L'emolumento massimo erogabile in favore del Direttore Generale non puo' essere complessivamente superiore del 20 per cento di quello attribuito al Direttore di Dipartimento di piu' elevata graduazione. Presso la Giunta regionale e' istituito il Gabinetto di Presidenza, il cui dirigente risponde direttamente al Presidente della Regione e partecipa alle riunioni della Conferenza dei Direttori; le specifiche competenze del Gabinetto di Presidenza sono definite con atto di organizzazione. Presso il Gabinetto di Presidenza e presso l'Avvocatura regionale possono essere attivate, con apposito atto amministrativo, posizioni di alta professionalita'. ([22])

1-ter. Nell'ambito dell'incarico conferito e fermo restando il potere di indirizzo dell'Organo di direzione politica, nonche' rilevate le specifiche competenze attribuite ai direttori di Dipartimento, il direttore generale della Regione esercita, tra gli altri, i seguenti compiti e funzioni:

a) collabora con il Presidente, avvalendosi dei Dipartimenti e delle strutture regionali competenti, per la elaborazione e la formulazione dei documenti di programmazione regionale;

b) cura l'attuazione concludente del programma di governo, di piani e direttive generali definite dall'organo di direzione politica;

c) formula proposte ed esprime pareri al Presidente della Regione;

d) coordina l'attivita' realizzativa dei direttori di Dipartimento, anche con potere sostitutivo in caso di inerzia degli stessi e di avocazione per le competenze stabilite;

e) presiede la Conferenza dei direttori di Dipartimento;

f) cura il monitoraggio sull'attuazione dei programmi e predispone report di sintesi per il Presidente;

g) cura i rapporti con gli Uffici dell'Unione Europea e degli Organismi internazionali su specifiche direttive degli Organi di direzione politica;

h) [svolge le funzioni di responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza della Giunta regionale.] ([23])

1-quater. Fatti salvi i poteri e le funzioni propri del direttore generale della Regione, i direttori di Dipartimento della Giunta svolgono le funzioni elencate nell'art. 23. ([24])

2. Le Direzioni del Consiglio regionale e i Dipartimenti della Giunta regionale sono unita' organizzative complesse ed articolate, costituite per garantire l'esercizio organico ed integrato delle funzioni regionali finali e strumentali. Esse rappresentano distinti centri di costo nell'ambito del bilancio regionale. Le Direzioni del Consiglio non possono essere superiori a due unita'; i Dipartimenti della Giunta non possono essere superiori al numero dei componenti gli organi dell'Esecutivo regionale e tengono conto dell'articolazione del programma di governo della Regione. ([25])

3. I Servizi sono unita' organizzative complesse, comprese nell'ambito delle Direzioni e dei Dipartimenti e sono individuati sulla base di specifiche funzioni omogenee. ([26])

4. [Nell'ambito delle Direzioni regionali possono essere costituite posizioni di Staff, per lo svolgimento, in modo organico e continuativo, di funzioni ispettive, di elaborazioni tecniche, di studio, ricerca, di vigilanza, nonche' di specifiche attivita' professionali caratterizzate tutte da un elevato grado di autonomia e di responsabilita' di prodotto e di risultato.] ([27])

5. I Servizi [e le posizioni di Staff] ([28]) del Consiglio e della Giunta non possono essere superiori rispettivamente a 11 ed a 120 unita'.

6. Gli Uffici sono unita' organizzative semplici costituiti nell'ambito dei Servizi che richiedono assunzione diretta di responsabilita' di prodotto e di risultato per lo svolgimento delle funzioni individuate nell'art. 8 del contratto per la revisione del sistema di classificazione del personale delle Regioni e degli Enti locali. Gli Uffici non possono essere complessivamente inferiori al doppio dei Servizi. In caso di assenza o impedimento per un periodo superiore a trenta giorni lavorativi continuativi, senza diritto al percepimento della retribuzione, il titolare dell'Ufficio puo' essere provvisoriamente sostituito con altro responsabile di Ufficio in servizio assegnato alla Direzione medesima o al Dipartimento medesimo ([29]) con provvedimento formale del Direttore, su proposta del Dirigente di riferimento. Per il periodo della sostituzione, al Funzionario incaricato compete una retribuzione di risultato pari, al massimo, al 50 per cento dell'indennita' di posizione organizzativa prevista per l'Ufficio, tenuto conto dei risultati e della valutazione. ([30])

7. La responsabilita' delle Direzioni, dei Dipartimenti e ([31]) dei Servizi [e delle posizioni di Staff] ([32]) e' attribuita ai dirigenti. La responsabilita' degli Uffici e' attribuita a dipendenti inquadrati nella categoria apicale del contratto relativo al personale del comparto Regioni - Autonomie locali.

Art. 10-bis
(Struttura competente in materia di prevenzione della corruzione e promozione della trasparenza della Giunta regionale)

1. La Giunta regionale, con proprio atto di organizzazione, individua la struttura regionale competente in materia di prevenzione della corruzione e di promozione della trasparenza, affidando le correlate funzioni alla relativa figura apicale, senza ulteriori oneri finanziari per il bilancio regionale. ([33])

Art. 11
Strutture organizzative temporanee.

1. Le strutture organizzative temporanee sono articolazioni flessibili all'interno delle Direzioni del Consiglio e dei Dipartimenti della Giunta regionale o tra piu' Direzioni o Dipartimenti. ([34])

2. Le Strutture temporanee possono essere istituite, con propria decisione, dal direttore regionale del Consiglio e dal direttore di Dipartimento della Giunta, secondo le rispettive competenze. Se attengono a piu' Direzioni del Consiglio sono istituite con atto dell'Organo di direzione politica nei limiti dell'art. 10, comma 5, sentita la Conferenza dei direttori. Se attengono a piu' Dipartimenti della Giunta sono istituite dal direttore generale nei limiti dell'art. 10, comma 5, sentita la Conferenza dei Direttori ([35]). L'atto di istituzione stabilisce:

a) gli obiettivi da perseguire ed i risultati attesi dal programma o progetto;

b) il responsabile del programma o progetto;

c) le risorse finanziarie e di personale assegnate temporaneamente alla struttura;

d) i tempi di realizzazione del programma o progetto, che, di norma, non possono eccedere i due anni, prorogabili per un solo anno;

e) i rapporti funzionali e di collaborazione con le strutture permanenti;

f) le modalita' di verifica degli stati di avanzamento.

3. Alle strutture temporanee e' adibito, prioritariamente, il personale a tempo indeterminato. [La direzione delle stesse e' affidata, di norma, ai dirigenti di Staff il cui incarico ha una durata correlata a quella del programma o progetto.] ([36]) In presenza di motivate esigenze puo' essere assunto personale a tempo determinato secondo le vigenti disposizioni.

4. Il dipendente regionale assegnato alla struttura temporanea ha diritto alla conservazione del posto nella struttura permanente, che e' reso indisponibile, e vi rientra automaticamente al termine dell'incarico. La sede della struttura temporanea e' da considerarsi ordinaria sede di servizio.

Art. 12
Strutture amministrative di supporto alle Autorita' indipendenti.

1. Le Autorita' indipendenti della Regione sono:

a) Difensore civico;

b) Consiglio regionale dell'economia e del lavoro;

c) Istituto abruzzese per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza.

2. Le Autorita' indipendenti dispongono di strutture amministrative regolate con legge. Il personale di tali strutture e' ricompreso nella dotazione organica complessiva di cui all'allegata tabella B.

Art. 13
Strutture amministrative di supporto agli organi elettivi del Consiglio regionale ed ai Gruppi consiliari.

([37])

1. Gli Organi elettivi del Consiglio [e della Giunta regionale] ([38]) dispongono di strutture amministrative regolate da leggi regionali. Dette strutture amministrative sono:

a) Segreteria del Presidente del Consiglio; ([39])

b) Segreterie dei Vice - Presidenti del Consiglio; ([40])

c) Segreterie dei Consiglieri - Segretari del Consiglio; ([41])

d) [Segreterie degli Assessori e dei Consiglieri - Segretari del Consiglio] ([42]).

2. Le Segreterie dei Gruppi consiliari sono disciplinate da apposite leggi regionali.

3. Il Personale regionale assegnato a tali strutture e' ricompreso nella dotazione organica complessiva di cui all'allegata tabella B.

4. Gli incarichi di responsabilita' di dette strutture di supporto sono conferiti dagli Organi di direzione politica.

Art. 14
Strutture speciali di supporto.

([43])

[1. Le strutture speciali di supporto del Consiglio sono:

a) Gabinetto della Presidenza;

b) Stampa ([44]).

2. Le Strutture speciali di supporto della Giunta regionale sono:

a) Gabinetto della Presidenza; ([45])

b) Sistema Informativo regionale;

c) Avvocatura regionale, di cui alla L.R. n. 9/2000;

d) Stampa;

e) Controllo di Gestione;

f) Controllo ispettivo - contabile;

g) Tutela della Salute e Sicurezza sul lavoro;

[h) Relazioni internazionali, comunitarie e delegazione di Bruxelles]. ([46])

3. I Dirigenti responsabili delle strutture speciali di supporto di cui ai precedenti commi 1, lettera a), e 2, lettere a), b) e c), assumono la denominazione di Direttori regionali ed e' attribuito agli stessi il trattamento economico corrispondente a quello previsto per i Direttori preposti alle Direzioni di cui all'allegata tabella A ([47]).

4. I dirigenti delle strutture speciali di supporto di cui ai precedenti, comma 1 lettera b) e comma 2 lettere d), e), f) e g), [h)], partecipano alla Conferenza dei Direttori regionali. Ad essi sono attribuite le seguenti competenze:

a) la formulazione di proposte ed esprime pareri all'Organo politico di riferimento, nelle materie di competenza;

b) il conferimento degli incarichi di responsabile di Ufficio;

c) la cura l'attuazione dei piani, programmi e progetti secondo gli indirizzi generali determinati dall'Organo di direzione politica;

d) la partecipazione al dibattito culturale e scientifico per le tematiche di competenza, assiste alle Conferenze e riunioni tecniche ai diversi livelli;

e) l'adozione degli atti necessari per garantire la semplificazione delle procedure, nel rispetto dei diritti dei cittadini, in materia di accesso alle informazioni;

f) la rappresentanza dell'Amministrazione limitatamente alle proprie competenze ed ha pertanto il potere di promuovere e di resistere alle liti, di conciliare e transigere, di concludere accordi;

g) la richiesta di pareri agli organi consultivi dell'Amministrazione per le materie attinenti la competenza;

h) la cura la gestione dei rapporti sindacali e di lavoro;

i) la cura il coordinamento dei rapporti con gli uffici dell'Unione Europea;

j) l'affidamento degli incarichi di consulenza per particolari questioni attinenti l'esercizio delle funzioni attribuite, dandone preventiva informazione scritta, per il tramite della Segreteria di Giunta, al componente la giunta preposto alla materia, almeno dieci giorni dell'adozione del provvedimento;

k) la ripartizione tra i diversi Uffici delle risorse umane e strumentali;

l) l'adozione degli atti di gestione del personale assegnato, verifica, periodicamente, i carichi di lavoro ed i livelli di produttivita' dei dipendenti, ed attribuisce i trattamenti economici accessori, nel rispetto delle previsioni contrattuali;

m) l'individuazione e la nomina dei responsabili dei procedimenti e verifica il rispetto dei termini per la conclusione degli stessi;

n) la presidenza delle commissioni di appalto e di concorso, stipula contratti e convenzioni, in rappresentanza della Regione;

o) lo svolgimento di ogni altra funzione prevista dalla presente legge, dai regolamenti, dagli atti di organizzazione adottati dagli Organi elettivi.

Ai dirigenti delle Strutture speciali di supporto e' attribuito il trattamento economico dei dirigenti di servizio, fino alla data della definitiva graduazione delle posizioni economiche dirigenziali.

Della peculiarita' delle suddette posizioni sara' tenuto conto ai fini della graduazione di cui all'art. 21 ([48]).

4-bis. Il Dirigente della Struttura Speciale di Supporto di cui al comma 2, lett. f), e', altresi', il Responsabile della trasparenza ai sensi del D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33 recante "Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni", nonche' il responsabile della prevenzione della corruzione ai sensi della L. 6 novembre 2012, n. 190 recante "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalita' nella pubblica amministrazione. ([49])

5. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, gli Organi di direzione politica, con propri atti di organizzazione, provvedono a determinare le competenze dei Servizi di cui al precedente comma, ed al conferimento dei relativi incarichi ai sensi del successivo articolo 20. Gli incarichi per le strutture della Giunta regionale sono conferiti su proposta del componente della Giunta competente. Gli incarichi di cui alle lettere a) e c) del comma 2 sono conferiti su proposta del Presidente della Giunta.

6. Negli ulteriori 90 giorni gli Organi di direzione politica, sentiti i Dirigenti responsabili, individuano, per ciascun Servizio di cui al comma 4, gli Uffici, la dotazione organica, nel limite di cui al successivo articolo 31, ed attribuiscono agli stessi le risorse finanziarie, strumentali ed umane.

7. I Dirigenti di Servizio, entro 30 giorni dall'assegnazione di cui al precedente comma, conferiscono gli incarichi di Responsabile degli Uffici.] ([50])

Art. 15
Gabinetto della Presidenza del Consiglio e della Giunta regionale.

([51])

[1. Il Gabinetto della Presidenza del Consiglio, oltre a svolgere specifici compiti ad esso assegnati dal Presidente e dell'Ufficio di Presidenza, provvede all'espletamento delle attivita' istituzionali concernenti i rapporti con le strutture del Consiglio e della Giunta.

Svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico - amministrativa nel confronti dell'Ufficio di Presidenza in ordine alla conformita' degli atti alle leggi ed ai regolamenti. Cura i rapporti del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza con i diversi soggetti istituzionali, ed, inoltre, i rapporti esterni, le pubbliche relazioni ed il cerimoniale.

2. Il Gabinetto del Presidente della Giunta e' preposto allo svolgimento delle attivita' di supporto necessarie per l'esercizio delle funzioni di impulso, indirizzo e coordinamento attribuite al Presidente della Giunta regionale dallo Statuto e dalle leggi. Il Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale svolge, inoltre, specifici compiti ad esso assegnati dal Presidente o dalla Giunta e provvede all'espletamento delle attivita' istituzionali concernenti i rapporti del Presidente con le strutture del Consiglio. Assicura al Presidente e alla Giunta regionale il necessario supporto in ordine all'attivita' legislativa e di produzione normativa degli stessi. Cura i rapporti a prevalente contenuto politico, con i rappresentanti di organismi locali, nazionali ed internazionali; cura, inoltre, le attivita' relative alle nomine e alle designazioni di competenza del Presidente e della Giunta regionale e svolge compiti di raccordo tra gli organi di direzione politica ed amministrativa ([52]).] ([53])

Art. 16
Sistema Informativo regionale.

([54])

1. Il Sistema Informativo regionale e' teso a massimizzare l'obiettivo di interconnessione sistemica interna alla Regione al fine di garantire standard europei di qualita' ed eccellenza nel trasferimento del flusso di informazione.

2. Il Sistema e' articolato nei seguenti moduli organizzativi:

a) Statistico;

b) Informatico - telematico;

c) Territoriale - cartografico.

3. Il Sistema e' preposto alla programmazione ed al coordinamento unitario del flusso informativo unitario e deve prevedere al suo interno adeguate strutture di raccordo con le attivita' delle Direzioni regionali.

Art. 17
Costituzione delle Direzioni e dei Dipartimenti.

([55])

1. In sede di prima applicazione della presente legge le Direzioni regionali sono definite nella tabella A;

2. Le Direzioni del Consiglio e i Dipartimenti della Giunta regionale possono essere ridefiniti e ridotti al fine di un piu' efficace conseguimento degli obiettivi indicati nel programma di mandato, con atto degli Organi di direzione politica, previa informazione alle OO.SS. regionali confederali e alle altre parti sociali, anche in relazione all'entrata in vigore dei provvedimenti attuativi di conferimento di funzioni dallo Stato alla Regione e dalla Regione agli Enti locali o di costituzione di Agenzie regionali, o a seguito di altre iniziative comportanti modificazioni del modello organizzativo per il trasferimento di funzioni, risorse finanziarie e strumentali e personale regionale. ([56])

3. [A seguito dei provvedimenti di conferimento delle funzioni agli Enti locali previsti dalla L.R. n. 72/1998 e dalle leggi applicative del D.Lgs. n. 59/1997, le Direzioni regionali della Giunta regionale non possono essere superiori a 11 unita'.] ([57])

4. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, gli Organi di direzione politica provvedono al conferimento degli incarichi di Direttore regionale e di Direttore delle strutture speciali di supporto di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), e comma 2, lettera a) e b), secondo le disposizioni del comma 6 dell'art. 20 della presente legge.

5. Nei successivi 60 giorni, gli Organi di direzione politica, su proposta della Conferenza dei direttori provvedono, anche con piu' atti di organizzazione, ad individuare, per ciascuna Direzione e per ciascuna struttura speciali di supporto, di cui all'articolo 14 comma 1, lettera a), e comma 2, lettera a) e b), i Servizi[, le posizioni di Staff] ([58]) e gli Uffici, nonche' la dotazione organica complessiva del personale, nel limite di cui al successivo articolo 31, tenuto conto anche dei processi di conferimento di funzioni alla Regione e da questa agli Enti locali. Gli atti di organizzazione definiscono le competenze ed attivita' dei Servizi[, delle posizioni di Staff] ([59]) e degli Uffici ([60]).

6. Negli ulteriori 30 giorni gli Organi di direzione politica assegnano a ciascuna Direzione e struttura speciale di supporto di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), e comma 2, lettera a) e b), su indicazione del relativo Direttore e sentita la Conferenza dei Direttori, il personale di qualifica dirigenziale e delle restanti qualifiche.

7. Entro il termine di cui al comma precedente, gli Organi di direzione politica, conferiscono, di intesa con i Direttori, gli incarichi di Dirigente, di Servizio [e di Staff] ([61]) ai sensi dell'articolo 20 comma 7.

8. I Direttori, entro i successivi 30 giorni, attribuiscono risorse e personale alle diverse strutture dirigenziali della Direzione e conferiscono gli incarichi di Responsabile di Ufficio, su proposta dei Dirigenti di Servizio, al personale inquadrato nella categoria apicale del contratto del comparto Regioni Autonomie - Locali, nel rispetto dei criteri determinati in sede di contrattazione con le OO.SS.

TITOLO IV
Ordinamento della dirigenza

Art. 18
Qualifica dirigenziale.

1. La dirigenza regionale e' ordinata in un'unica qualifica ed e' articolata in livelli diversificati di responsabilita'. Gli Organi di direzione politica, con gli atti di organizzazione di cui al precedente art. 17, individuano, sentiti i Direttori, particolari profili professionali della qualifica dirigenziale in correlazione ad alcuni Servizi o posizioni di Staff per la cui direzione e' richiesta una specifica professionalita'.

2. I dirigenti regionali sono iscritti in un apposito Albo. Gli Organi di direzione politica provvedono alla costituzione di una banca dati informatica, contenente gli elementi inerenti la formazione culturale e professionale di ciascun dirigente, al fine di promuovere la mobilita' e l'interscambio professionale dei dirigenti stessi fra amministrazioni ed enti diversi a livello internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale.

Art. 19
Accesso alla dirigenza.

1. L'accesso alla qualifica di dirigente di ruolo dell'amministrazione regionale avviene, previa determinazione programmatica del fabbisogno di personale, tramite concorso pubblico per esami.

2. Alla copertura dei posti dirigenziali si' provvede mediante due distinte procedure concorsuali, alle quali possono rispettivamente partecipare:

a) dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, in possesso di diploma di laurea e, ove richiesta, di abilitazione professionale, con anzianita' di servizio di cinque anni effettivi svolti in posizioni funzionali per l'accesso alle quali e' richiesto il diploma di laurea; possono essere, altresi', ammessi soggetti aventi la qualifica di dirigente in strutture pubbliche diverse da quelle contemplate dall'art. 1, comma 2, del D.Lgs. 3 febbraio 1993, n. 29, in possesso di diploma di laurea e, ove prescritta, di abilitazione professionale, che abbiano svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali, nonche' coloro che abbiano ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni;

b) soggetti in possesso di diploma di laurea, nonche' di diploma di specializzazione, dottorato di ricerca o altro titolo post-laurea rilasciato da istituti universitari italiani o stranieri, ovvero da altre istituzioni formative pubbliche o private, tenuto conto delle modalita' di riconoscimento previste dalla normativa in materia di accesso alla dirigenza statale; possono altresi' essere ammessi dipendenti di strutture private, muniti di diploma di laurea, che abbiano svolto per cinque anni le funzioni dirigenziali.

3. Gli Organi di direzione politica, con propri atti di organizzazione, definiscono i criteri per la composizione e la nomina delle Commissioni esaminatrici e le modalita' di svolgimento delle selezioni.

4. I vincitori di concorso di cui al comma 2, sono tenuti a frequentare un ciclo di formazione iniziale di durata annuale, comprensivo di uno o piu' periodi di applicazione presso Amministrazioni, Enti ed altri organismi pubblici italiani o stranieri e/o presso aziende pubbliche o private, organizzato dalla Direzione preposta alle risorse umane, anche tramite convenzioni con qualificate istituzioni formative.

5. Ai vincitori dei concorsi di cui al secondo comma, spetta, durante il periodo di formazione e sino al conferimento del primo incarico, il trattamento economico dei dirigenti, comprensivo della retribuzione di posizione nella misura minima.

[5bis. Il 60% dei posti vacanti della qualifica di dirigente, individuati ai sensi dell'art. 19 della L.R. n. 77/1999 per il periodo 2001-2003 nell'ambito delle dotazioni organiche di cui alla tab. B della citata legge regionale, e' coperto mediante concorso interno per titoli ed esami riservato al personale di ruolo in possesso alla data di cadenza per la presentazione delle domande di ammissione stabilita nei bandi concorsuali del diploma di laurea e cinque anni di anzianita' nel ruolo regionale nella categoria D o di diploma di laurea e tre anni di anzianita' nel ruolo regionale nella categoria D con diploma, almeno biennale, di specializzazione post-laurea. Con specifico provvedimento della Giunta Regionale sono stabiliti i profili professionali messi a concorso.] ([62]).

Art. 20
Incarichi dirigenziali.

1. Gli incarichi dirigenziali sono articolati nei seguenti livelli di responsabilita':

a) direttore generale della Regione;

b) direttore regionale preposto ad un Dipartimento della Giunta;

c) direttore regionale preposto ad una Direzione del Consiglio;

d) dirigente preposto ad un Servizio.

Per la Giunta regionale, il direttore generale, limitatamente alla durata dell'incarico, e' sovraordinato ai direttori di Dipartimento e questi, a loro volta, agli altri dirigenti. ([63])

2. Per il Consiglio regionale, il Direttore regionale, limitatamente alla durata dell'incarico, e' sovraordinato al restante personale dirigenziale. ([64])

3. Per il conferimento degli incarichi dirigenziali e per il passaggio ad incarichi diversi, si tiene conto:

a) della natura e delle caratteristiche dei programmi e progetti da realizzare;

b) delle attitudini e delle capacita' professionali;

c) dei risultati conseguiti in precedenza.

4. Nell'affidamento degli incarichi dirigenziali si segue di norma il criterio della rotazione. Tutti gli incarichi sono conferiti a tempo determinato ed hanno una durata non inferiore a tre anni e non superiore a sette anni, con facolta' di rinnovo.

5. Nell'attribuzione degli incarichi e nel passaggio ad incarichi diversi non trova applicazione l'art. 2103, comma 1, del codice civile.

6. Gli incarichi di Direttore regionale [e di Dirigente delle strutture speciali di supporto] ([65]) sono conferiti dalla Giunta regionale su proposta del Componente la Giunta competente in materia, nel rispetto dei criteri di cui al comma 3. L'incarico di Direttore [o Dirigente responsabile di struttura speciale di supporto equiparata al Direttore] ([66]) cessa decorsi centottanta giorni dall'insediamento dell'organo di direzione politica e, comunque dal giorno precedente dall'insediamento del nuovo Direttore. [I dirigenti del ruolo regionale cessati dall'incarico di Direttore o di Responsabile di Struttura Speciale di Supporto equiparata al Direttore rimangono a disposizione dell'Amministrazione per un periodo massimo di tre mesi e svolgono, su specifico incarico della Giunta regionale, funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca o altri incarichi specifici] ([67]). [Entro lo stesso termine gli Organi di direzione politica provvedono alla loro assegnazione ad altra Direzione o Struttura Speciale di Supporto] ([68]). [Per il medesimo periodo, e comunque fino all'affidamento di incarico diverso se precedente, essi percepiscono l'indennita' prevista per i Dirigenti di Posizione di Staff] ([69]) ([70]) ([71]).

6-bis. Al termine dell'incarico di cui al comma 6, secondo capoverso, il Direttore del Consiglio riassume automaticamente e senza soluzione di continuita' la titolarita' del Servizio precedentemente ricoperto in qualita' di Dirigente, qualora lo stesso risulti ancora privo di responsabile assunto a tempo indeterminato. Nel caso in cui la struttura precedentemente ricoperta non fosse disponibile, al Direttore regionale cessato dall'incarico viene attribuita la titolarita' di altro Servizio della stessa Direzione, e comunque nella stessa sede di servizio. Nelle more di detta attribuzione, egli percepisce l'indennita' prevista per i Dirigenti in Servizio. Il Direttore di Dipartimento della Giunta mantiene l'incarico di Dirigente di uno dei Servizi del Dipartimento medesimo. ([72])

6-ter. In caso di cessazione dell'incarico di Dirigente di Servizio [o di Staff] ([73]) viene conferita contestualmente e senza soluzione di continuita' la titolarita' di un altro incarico nella stessa posizione o di altra posizione e comunque nella stessa sede di servizio. In caso di revoca di incarico dirigenziale per motivate esigenze organizzative, ai dirigenti viene conferito contestualmente e senza soluzione di continuita' un altro incarico dirigenziale nella stessa Direzione o Dipartimento o comunque nella stessa sede di servizio. Nelle more di dette attribuzioni i dirigenti continuano a percepire l'indennita' di posizione in godimento ([74]).

6-quater. [I dipendenti regionali di categoria C, nominati dalla Giunta regionale come consulenti tecnici di parte per conto della Regione, in sede di contenzioso e che svolgono tale funzione da oltre 10 anni, possono essere inquadrati alla categoria D allorche' vi siano posti disponibili e riservati al personale interno per la stessa categoria.] ([75])

7. Gli incarichi di Dirigente di Servizio [e di Staff] ([76]) sono conferiti dall'Organo di direzione politica, d'intesa con il Direttore, ai Dirigenti assegnati alla Direzione o al Dipartimento medesimi, nel rispetto dei criteri di cui al terzo comma. ([77])

8. Gli incarichi dirigenziali sono definiti con contratto nel quale sono indicati: gli obiettivi da conseguire l'oggetto, la durata, i casi di revoca ed il trattamento economico.

9. In caso di assenza o impedimento di un Direttore, di un Dirigente, le relative funzioni possono essere temporaneamente conferite dalla Giunta regionale, su proposta del Componente la Giunta competente in materia, ad altro dirigente. Ove l'assenza o l'impedimento di un dirigente di servizio non superino quarantacinque giorni lavorativi e continuativi, alla sostituzione provvede con proprio atto il Direttore conferendo l'incarico ad uno tra i dirigenti assegnati alla Direzione o al Dipartimento. Le posizioni dirigenziali prive di titolare possono essere ricoperte con incarichi dirigenziali ad interim conferiti, per esigenze straordinarie, a dirigenti. A ciascun dirigente puo' essere attribuito un solo incarico di dirigente ad interim. Il dirigente assume la titolarita' della posizione ed e' legittimato all'esercizio delle relative funzioni dalla sottoscrizione del contratto di incarico ad interim ([78]). ([79])

9-bis. Qualora un Direttore cessi dalle funzioni attribuite, ovvero in caso di vacanza del posto, la Giunta regionale, nelle more dell'espletamento delle procedure per la copertura del posto e per un periodo non superiore a sei mesi, puo' attribuire l'incarico di Direttore ad un dirigente del ruolo unico regionale in servizio presso la medesima direzione o il medesimo Dipartimento. Al dirigente incaricato compete, la differenza tra l'indennita' di posizione percepita e quella spettante per l'incarico di direttore ([80]).

9-ter. In attuazione dell'art. 69 del D.Lgs. 165/2001, la Giunta regionale, nel rispetto di quanto stabilito dal CCNL, istituisce e valorizza le alte professionalita' del personale della categoria D, mediante il conferimento di incarichi a termine. A tal fine si attiene nell'individuazione delle strutture di elevata professionalita' ai seguenti requisiti oggettivi per l'assegnazione delle suddette posizioni:

a) dipendenti esperti avvocati di cui all'art. 1, comma 4- bis, della L.R. 9/2000 che prestino servizio presso l'Avvocatura regionale o presso i Dipartimenti per le mansioni di carattere giuridico e per mansioni amministrative di elevata complessita';

b) dipendenti di categoria D, delle strutture direzionali a responsabilita' non dirigenziali;

c) dipendenti di categoria D che siano portatori di competenze elevate e innovative, acquisite nell'ente, ovvero attraverso la maturazione di esperienze di lavoro in enti pubblici e in enti e aziende private rilevabili dal curriculum professionale con preparazione correlata a titoli accademici anche, dove rispondenti all'esigenze dell'ente, specializzazioni professionali e abilitazioni o iscrizioni ad albi nonche' ai dipendenti di categoria D con qualifica giornalista ([81]).

9-quater. Ai titolari di alta professionalita' possono essere conferiti anche il coordinamento e/o la responsabilita' di uno o piu' procedimenti amministrativi complessi, ivi compresa la predisposizione della proposta di provvedimento finale a rilevanza esterna anche con annessa responsabilita' di capitoli di spesa e/o di bilancio. Le posizioni di elevata professionalita' sono poste alle dirette dipendenze del Direttore della Struttura di assegnazione ed hanno rilevanza esterna per la durata dell'incarico e nei limiti delle responsabilita' di procedimento di natura complessa conferite ([82]).

Art. 21
Graduazioni delle posizioni dirigenziali.

1. Le posizioni dirigenziali sono graduate, ai fini della determinazione del trattamento economico di posizione, in funzione dei seguenti parametri di riferimento:

a) dimensione ed articolazione delle strutture organizzative;

b) entita' delle risorse umane, finanziarie e strumentali assegnate;

c) complessita' dei procedimenti, della tecnologia e della normativa;

d) dimensione e qualita' dell'ambiente di riferimento e dei destinatari, interni ed esterni, a cui si rapporta l'attivita' della struttura;

e) rilevanza strategica delle funzioni rispetto agli obiettivi istituzionali della Regione.

2. Gli Organi di direzione politica, previa concertazione con le OO.SS., graduano le posizioni dei Direttori e dei dirigenti preposti ai Servizi [e alle posizioni di Staff] ([83]), in relazione ai parametri di cui al precedente comma nei limiti definiti dal C.C.N.L. per la dirigenza. Gli atti di graduazione dei Direttori della Giunta regionale sono adottati su proposta del Componente preposto alle risorse umane. Gli atti di graduazione dei Dirigenti di Servizio [e di Staff] ([84]) sono adottati con le suddette modalita' acquisiti i pareri del Direttore nella cui direzione ineriscono le posizioni dirigenziali.

3. In caso di istituzione di nuove posizioni dirigenziali o di costituzione di strutture temporanee, si provvede alla graduazione delle posizioni con la procedura di cui ai commi precedenti. Il sistema delle graduazioni e' aggiornato in occasione del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza ed in caso di rilevanti modifiche delle competenze e responsabilita' dei Direttori e degli assetti organizzativi interni alle stesse direzioni.

4. In sede di prima applicazione della presente legge, fino alla graduazione delle posizioni dirigenziali di cui ai commi precedenti, gli Organi di direzione politica, determinano la retribuzione provvisoria di posizione del Direttore, del Dirigente di Servizio [e di Staff] ([85]) nei limiti e nel rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro per la Dirigenza.

Art. 22
Incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato.

([86])

1. Per particolari e specifiche esigenze, connesse alla necessita' di acquisire figure professionali di particolare rilievo tecnico e dotate di adeguata professionalita', nonche' per la direzione delle strutture organizzative temporanee, possono essere conferiti incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato. La durata dell'incarico per la direzione delle strutture temporanee e' quella prevista all'art. 11, comma 2, lettera d); negli altri casi la durata non puo' essere superiore a 5 anni rinnovabili una sola volta. [Ferma restando la dotazione complessiva della dirigenza di cui all'allegato B,] ([87]) L'Ufficio di Presidenza e la Giunta regionale possono conferire incarichi a contratto nel limite [del 20% del numero complessivo delle Direzioni regionali e, rispettivamente del 20% e] ([88]) del 10% delle posizioni dirigenziali [di cui all'art. 10, comma 5] ([89]).

2. I contratti di cui al primo comma, possono essere stipulati con soggetti aventi i seguenti requisiti:

a) possesso di un diploma di laurea e, ove previsto, della iscrizione all'Albo professionale attinente al posto da ricoprire;

b) una documentata qualificazione professionale, maturata in almeno 5 anni di espletamento di funzioni dirigenziali nella pubblica amministrazione, in enti od organismi pubblici, aziende pubbliche o private, oppure nei settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature, dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato, ovvero una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post universitaria, da pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di lavoro.

3. Ai dirigenti assunti con contratto a tempo determinato si applicano, per tutta la durata dello stesso, le disposizioni in materia di responsabilita' e di incompatibilita' relative ai dirigenti a tempo indeterminato, ed e' corrisposto il trattamento economico previsto per i dirigenti regionali. La retribuzione di posizione e' correlata a quella corrisposta ai dirigenti a tempo indeterminato per responsabilita' analoghe a quelle conferite.

4. Per il periodo di durata del contratto dirigenziale presso la Regione, i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni ed il servizio e' riconosciuto ai fini dell'anzianita'.

5. [In deroga alle percentuali di cui al comma 1, gli incarichi di Dirigente di Servizio nelle more della copertura a tempo indeterminato ed al fine di garantire specifiche necessita' funzionali dell'Ente, possono essere conferiti, entro il limite del 10% delle posizioni dirigenziali, con contratto a tempo determinato rinnovabile per massimo 3 anni, a dipendenti regionali di categoria "D" a tempo indeterminato in servizio presso la Direzione interessata, in possesso dei requisiti per l'accesso alla qualifica dirigenziale, nonche' di una specializzazione professionale altamente qualificata. Gli incarichi sono conferiti dalla Giunta regionale mediante selezione, su proposta del Direttore competente, nel rispetto delle relazioni sindacali.] ([90])

Art. 22bis
(Prosecuzione del rapporto di lavoro)

[1. I Direttori regionali che maturano l'eta' anagrafica o contributiva utile per il collocamento a riposo nel corso della Legislatura, possono presentare richiesta di prosecuzione dell'attivita' lavorativa sino al termine della Legislatura stessa.

2. La richiesta di cui al comma 1 puo' essere presentata anche dai Direttori regionali che maturano nel corso della Legislatura il sessantasettesimo anno di eta' a seguito della permanenza in servizio per l'ulteriore biennio previsto dall'art. 16 del D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503.

3. La prosecuzione dell'attivita' lavorativa dei direttori regionali non puo' essere estesa oltre il compimento del settantesimo anno di eta'.

4. Gli Organi di Direzione politica hanno facolta' di accogliere la richiesta in relazione ad esigenze correlate alla continuita' nell'esercizio della funzione direttiva del richiedente e della particolare professionalita' acquisita dal richiedente nella funzione esercitata.] ([91])

Art. 23
Competenze del Direttore regionale.

1. Il Direttore, nell'ambito dell'incarico conferito e fermo restando il potere di indirizzo dell'Organo di direzione politica, svolge le seguenti funzioni:

a) formula proposte ed esprime pareri all'Organo politico di riferimento, nelle materie di competenza;

b) propone, agli Organi di direzione politica, gli incarichi di Dirigente di Servizio [e di Dirigente preposto a posizioni di Staff], a favore dei dirigenti assegnati alla Direzione o Dipartimento;

c) conferisce, con propria decisione, gli incarichi di responsabile di Ufficio, su proposta dei Dirigenti di Servizio;

d) provvede a ripartire il personale e le risorse assegnate fra i diversi Servizi[, le posizioni di Staff] e le eventuali strutture temporanee della Direzione o Dipartimento;

e) cura l'attuazione dei piani, programmi e progetti secondo gli indirizzi generali determinati dall'Organo di direzione politica;

f) esercita i poteri e le funzioni che ritiene di riservarsi, in via generale, per motivate esigenze di funzionalita';

g) definisce gli obiettivi che i singoli dirigenti di servizio devono perseguire e puo' attribuire loro la responsabilita' di specifici progetti e gestioni;

h) attribuisce i poteri di spesa e, ove previsto, di accertamento delle entrate ai Dirigenti preposti ai Servizi, mantenendo il coordinamento ed il controllo degli stanziamenti di bilancio assegnati alla Direzione o Dipartimento;

i) emana, sentiti i dirigenti della Direzione o Dipartimento, le direttive tecniche in relazione a questioni di particolare complessita';

j) esercita le funzioni di direzione e coordinamento dell'attivita' dei dirigenti e risolve eventuali conflitti di competenza;

k) vigila sull'attivita' dei dirigenti preposti alle strutture della Direzione o Dipartimento, esercita il potere sostitutivo, previa diffida, in caso di inerzia o ritardo dell'esercizio dei poteri loro conferiti e promuove l'accertamento delle responsabilita';

l) provvede, all'interno della Direzione o Dipartimento, alla mobilita' del personale di qualifica non dirigenziale assegnato alla stessa, anche per sedi diverse, sentiti i Dirigenti dei Servizi interessati; ([92])

m) partecipa al dibattito culturale e scientifico per le tematiche relative alla Direzione o Dipartimento; assiste alle Conferenze e riunioni tecniche ai diversi livelli;

n) adotta gli atti necessari per garantire la semplificazione delle procedure, nel rispetto dei diritti dei cittadini, in materia di accesso alle informazioni;

o) rappresenta l'Amministrazione, limitatamente alle competenze della Direzione o Dipartimento, ed ha pertanto il potere di promuovere e di resistere alle liti, di conciliare e transigere, di concludere accordi;

p) richiede pareri agli organi consultivi dell'Amministrazione per le materie attinenti la competenza della Direzione o Dipartimento;

q) verifica la sicurezza nei luoghi di lavoro ed il rispetto delle leggi in materia e formula al Responsabile della sicurezza eventuali proposte e suggerimenti;

r) cura la gestione dei rapporti sindacali e di lavoro;

s) cura il coordinamento dei rapporti dei Servizi della Direzione o Dipartimento con gli uffici dell'Unione Europea;

t) affida gli incarichi di consulenza per particolari questioni attinenti l'esercizio delle funzioni attribuite, dandone preventiva informazione scritta, per il tramite della Segreteria di Giunta, al Componente la Giunta preposto alla materia, almeno dieci giorni prima dell'adozione del provvedimento ([93]);

t1) cura la raccolta delle determinazioni adottate dai Dirigenti della propria Direzione o Dipartimento ([94]);

u) svolge ogni altra funzione prevista dalla presente legge, dal regolamenti e dagli atti di organizzazione adottati dall'Organo di direzione politica. ([95])

Art. 24
Competenze del dirigente di Servizio.

([96])

1. Il dirigente preposto al Servizio, nell'ambio dell'autonomia funzionale dirigenziale, svolge funzioni di direzione e organizzazione della struttura affidata.

2. In particolare, il dirigente preposto al Servizio:

a) formula proposte, avanza suggerimenti ed esprime pareri al Direttore, relativamente alle competenze attribuite al Servizio, con specifico riferimento anche alle misure volte a garantire lo snellimento delle procedure ed il diritto di accesso e di informazione dei cittadini;

b) propone al Direttore gli incarichi degli Uffici inerenti il Servizio;

c) cura l'attuazione dei progetti e l'attivita' di gestione assegnati dal Direttore, adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando, nell'ambito delle risorse attribuite, i poteri di spesa o, secondo i casi, di accertamento ed acquisizione delle entrate;

d) ripartisce tra i diversi Uffici del Servizio le risorse umane, finanziarie e strumentali;

e) adotta gli atti di gestione del personale assegnato al Servizio, verifica, periodicamente, i carichi di lavoro ed i livelli di produttivita' dei dipendenti, ed attribuisce i trattamenti economici accessori, nel rispetto delle previsioni contrattuali;

f) individua e nomina, nell'ambito delle competenze del Servizio, i responsabili dei procedimenti e verifica il rispetto dei termini per la conclusione degli stessi; esercita i poteri sostitutivi in caso di ritardo e/o di omissioni ed attiva i relativi procedimenti disciplinari;

g) verifica periodicamente l'efficienza e la produttivita' degli Uffici facenti capo al Servizio, analizzando e controllando costi, rendimenti e qualita' dell'azione amministrativa;

h) presiede le commissioni di appalto e di concorso, stipula contratti e convenzioni, in rappresentanza della Regione;

h1) trasmette le proprie determinazioni al Direttore per l'inserimento nella relativa raccolta ([97]);

i) svolge ogni altra funzione prevista dalla presente legge, dai regolamenti, dagli atti di organizzazione adottati dagli Organi elettivi.

3. [I dirigenti, cui sono conferiti incarichi di Staff, nell'ambito dell'autonomia funzionale attribuita ai dirigenti, sulla base delle disposizioni e direttive generali emanate dagli Organi di direzione politica e secondo le indicazioni definite dai Direttori, svolgono funzioni ispettive, di controllo e vigilanza, attivita' di studio e ricerca, di elaborazione tecnica, nonche' specifiche attivita' professionali.] ([98])

Art. 25
Conferenza dei Direttori regionali.

1. Al fine di realizzare l'unitarieta' amministrativa regionale ed accrescere l'integrazione tra le strutture organizzative, e' istituita la Conferenza dei Direttori regionali.

La Conferenza dei Direttori del Consiglio e' convocata e presieduta dal Direttore competente per gli Affari del personale, anche su richiesta degli altri Direttori. La Conferenza dei Direttori della Giunta regionale e' convocata e presieduta dal direttore generale o, in caso di mancata nomina o sua assenza o impedimento, dal direttore di Dipartimento competente per gli affari amministrativi. La Conferenza puo' essere convocata, altresi', su richiesta motivata di almeno 1/3 dei Direttori regionali. ([99])

2. La Conferenza, che si riunisce almeno due volte l'anno, esprime pareri e formula proposte operative agli Organi di direzione politica in merito:

a) alla definizione dei procedimenti intersettoriali che richiedono integrazione ed apporti interdisciplinari;

b) al funzionamento complessivo delle strutture regionali ed all'istituzione di strutture interdirezionali per la realizzazione di specifici progetti ai sensi dell'art. 11;

c) ai processi organizzativi, in relazione alle competenze conferite dallo Stato alla Regione e da questa agli Enti locali;

d) alla individuazione delle posizioni dirigenziali nelle Direzioni o Dipartimenti e alla determinazione e ripartizione delle risorse economiche, strumentali e di personale necessarie al funzionamento delle Direzioni o Dipartimenti;

e) ai parametri ed ai criteri di valutazione delle prestazioni dirigenziali;

f) ai parametri di riferimento del controllo di gestione.

3. Il Presidente della Conferenza puo' convocare riunioni ristrette qualora le questioni in discussione attengano solo ad alcune Direzioni o Dipartimenti, anche su richiesta dei relativi Direttori. ([100])

3-bis. Alla Conferenza dei Direttori di Dipartimento della Giunta regionale partecipano il Dirigente del Servizio di Gabinetto, il Dirigente del Servizio Avvocatura Regionale e il Dirigente del Servizio Autorita' di Audit e Controllo Ispettivo Contabile. ([101])

Art. 26
Comitato di direzione o dipartimento.

1. Nell'ambito di ciascuna direzione o dipartimento e' istituito il Comitato di direzione o dipartimento composto dal Direttore e dai Dirigenti assegnati. ([102])

2. Il Comitato si riunisce almeno una volta al mese ed esamina il programma di lavoro, lo stato di avanzamento dei progetti, i problemi funzionali e organizzativi ai fine di una organica ed effettiva attuazione delle direttive generali emanate dall'Organo di direzione politica.

2-bis. Il Comitato e' presieduto dal Direttore di dipartimento o, in caso di assenza, dal Dirigente di servizio dallo stesso indicato per la sostituzione. ([103])

Art. 27
Revoca degli incarichi dirigenziali.

1. I risultati negativi dell'attivita' amministrativa e della gestione o il mancato raggiungimento degli obiettivi, valutati con i sistemi e le garanzie determinati cori i decreti legislativi di cui all'art. 17 della legge n. 59/1997, comportano per il dirigente responsabile la revoca dell'incarico e la destinazione ad altro incarico, anche presso altra amministrazione che vi abbia interesse.

2. Nel caso di grave inosservanza alle direttive impartite dall'Organo di direzione politica o di ripetuta valutazione negativa, secondo le risultanze fornite dal Nucleo di valutazione, di cui al successivo art. 30, il dirigente, previa contestazione e contraddittorio, puo' essere escluso dal conferimento di ulteriori incarichi di livello corrispondente a quello revocato, per un periodo non inferiore a due anni. Nei casi di maggiore gravita', l'Amministrazione puo' recedere dal rapporto di lavoro, secondo le disposizioni del codice civile, e dei contratti collettivi.

3. I provvedimenti di cui al secondo comma sono adottati dall'Ufficio di Presidenza e dalla Giunta regionale previo parere conforme di un Comitato di Garanti i cui componenti sono nominati dai predetti Organi di direzione politica per quanto di competenza. I Comitati dei Garanti del Consiglio e della Giunta sono presieduti da Magistrati della Corte dei conti, con esperienza nel controllo di gestione, designati dal Presidente della sezione regionale della stessa. Il Comitato dei Garanti del Consiglio si compone, altresi', di un dirigente eletto dall'assemblea dei dirigenti del ruolo consiliare e da un esperto nominato dal Presidente del Consiglio. Il Comitato dei Garanti della Giunta si compone, altresi', di un esperto eletto dall'assemblea dei dirigenti del ruolo della Giunta e da un esperto nominato dal Presidente della Giunta. Le modalita' di elezione dei Dirigenti regionali sono regolate da apposito disciplinare adottato dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio e dalla Giunta regionale, sentite le organizzazione sindacali. Gli esperti sono scelti tra soggetti con specifiche qualificazioni ed esperienze nei settori dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni e del lavoro pubblico. Il parere viene reso entro 30 giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale termine si prescinde dal parere. I Comitati durano in carica 5 anni e gli incarichi non sono rinnovabili.

4. Con provvedimento degli Organi di direzione politica e' determinato il trattamento economico del Comitato dei Garanti.

TITOLO V
Sistema del controllo interno

Art. 28
Controllo contabile ed ispettivo.

1. I dirigenti di ciascuna Direzione o Dipartimento assicurano la regolarita' e la correttezza dell'azione amministrativa. ([104])

2. La Direzione del Consiglio regionale preposta alla gestione delle risorse finanziarie e' deputata, fra l'altro, ad effettuare verifiche e controlli, nonche' ispezioni finanziarie.

3. La struttura organizzativa competente per il ''Controllo ispettivo-contabile'', e' deputata a ([105]):

a) effettuare verifiche e controlli per accertare la destinazione e lo stato di esecuzione delle assegnazioni regionali presso le proprie strutture organizzative e presso gli Enti, le Aziende, le Agenzie ed altri Organismi dipendenti dalla Regione;

b) assicurare alle competenti strutture regionali la collaborazione necessaria per i controlli e le verifiche di natura finanziario - contabile dei bilanci preventivi e dei rendiconti presentati all'Amministrazione regionale dalle Aziende, Agenzie ed Organismi dipendenti dalla Regione;

c) controllare e certificare tutte le attivita' cofinanziate cori le risorse dell'Unione Europea con le modalita' di cui all'art. 8 del regolamento (CE) no 2064/97 e delle eventuali modifiche direttamente applicabili nell'ordinamento giuridico italiano;

d) svolgere il controllo ispettivo finanziario sulle strutture della Giunta regionale.

4. Per l'espletamento delle proprie attivita' le Direzioni o i Dipartimenti di cui al primo comma hanno accesso ai documenti amministrativi e possono chiedere verbalmente o per iscritto informazioni alle strutture regionali. ([106])

5. Le verifiche di regolarita' contabile devono rispettare, in quanto applicabili alla Pubblica Amministrazione, i principi generali della revisione aziendale.

Art. 29
Controllo di gestione.

1. Il controllo di gestione supporta la funzione dirigenziale ed orienta l'Organo di direzione politica.

2. La Direzione del Consiglio regionale preposta alle risorse finanziarie e' deputata anche al controllo di gestione. L'Ufficio di Presidenza del Consiglio provvede, con proprio atto di organizzazione, a definirne la composizione organizzativa e ad individuare il responsabile.

3. La Giunta regionale, con proprio atto organizzativo, regolamenta l'attivita' del Controllo di gestione, istituito con l'articolo 14, comma 2, lettera d), in conformita' ai decreti legislativi attuativi dell'articolo 17 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

4. Gli Organi di direzione politica, previo parere della Conferenza dei Direttori, su proposta dei Responsabili del controllo di gestione, adottano i parametri di riferimento del controllo in relazione a specifici indicatori di economicita', efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa e della gestione delle risorse finanziarie, umane e strumentali.

5. Per l'espletamento delle proprie attivita' il Responsabile del controllo ha accesso ai documenti amministrativi e puo' richiedere verbalmente o per iscritto, informazioni alle strutture regionali.

6. I Responsabili comunicano, con periodicita' semestrale, ai Direttori ed agli Organi di direzione politica i risultati dell'attivita' svolta.

Art. 29-bis
Tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

1. In materia di miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul lavoro, la Regione Abruzzo recepisce il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, coordinato col D.Lgs 19 marzo 1996, n. 242 e, per l'organizzazione della propria azione amministrativa, fa altresi' propria la Direttiva Comunitaria n. 89/391/CEE.

2. [L'attuazione delle norme di cui al comma 1, e' di competenza della Struttura Speciale di Supporto, "Tutela della salute e Sicurezza sul lavoro".] ([107])

3. Il Dirigente Responsabile della struttura organizzativa competente per la "Tutela della Salute e Sicurezza sul Lavoro" e' individuato quale Datore Unico di Lavoro per tutte le sedi di lavoro della Giunta regionale ai sensi del D.Lgs. n. 626/1994. ([108])

4. Per far fronte rispettivamente agli oneri per la prevenzione dei rischi e la tutela igienico sanitaria e per l'attuazione del Programma Annuale degli interventi di adeguamento delle sedi alle prescrizioni del D.Lgs. n. 626/1994, il Dirigente di cui al comma 3 cura la gestione dello stanziamento del Capitolo 11205 e, per l'anno 2002, della somma di Euro 4.320.000 dello stanziamento iscritto nel Capitolo 12101 ([109]).

Art. 30
Nucleo di valutazione e verifica dei risultati.

([110])

[1. Le prestazioni dei dirigenti sono soggette a valutazione annuale ai fini della attribuzione degli incarichi, dello sviluppo professionale e della retribuzione di risultato.

2. La valutazione delle prestazioni e' effettuata dai Nuclei di valutazione del Consiglio e della Giunta regionale. I Nuclei di valutazione verificano, anche avvalendosi delle risultanze dell'attivita' del controllo di gestione, la realizzazione degli obiettivi, corretta ed economica gestione delle risorse regionali, l'imparzialita' ed il buon andamento dell'azione amministrativa. I Nuclei possono svolgere accertamenti presso le strutture regionali, hanno accesso ai documenti amministrativi e possono richiedere informazioni. I Nuclei supportano l'attivita' dei dirigenti per la valutazione dei responsabili degli Uffici.

3. Ogni Nucleo e' composto da n. 3 esperti, esterni all'Amministrazione regionale, particolarmente qualificati nelle tecniche di valutazione. Gli Organi di direzione politica, entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, nominano ciascuno per la propria competenza, i componenti dei Nuclei di valutazione, ne definiscono l'organizzazione, le modalita' di funzionamento ed il trattamento economico.

4. I Nuclei di valutazione, nei successivi 30 giorni, sentita la Conferenza dei direttori regionali definiscono i parametri ed i criteri di valutazione, che sono approvati dagli Organi di direzione politica. ([111])

5. Il procedimento di valutazione implica la diretta conoscenza dell'attivita' del valutato da parte dei Nuclei e la partecipazione del valutato.

6. I Nuclei di valutazione, nello svolgimento dell'attivita' di verifica di cui al secondo comma, tengono conto delle condizioni organizzative ed ambientali in cui l'attivita' e' svolta e di eventuali vincoli e variazioni intervenute nella disponibilita' di risorse nelle strutture amministrative oggetto di verifica.

7. I Nuclei, sulla base delle risultanze di verifica, propongono l'adozione di eventuali interventi correttivi e forniscono elementi per l'adozione delle misure previste dall'articolo 27, nei confronti dei Dirigenti responsabili.

8. I Nuclei di valutazione riferiscono esclusivamente agli Organi di direzione politica della Regione.] ([112])

TITOLO VI
Dotazione organica - gestione e formazione del personale

Art. 31
Dotazione organica.

([113])

1. La dotazione organica della Regione, in sede di prima applicazione della presente legge, e' quella indicata nell'allegata tabella B.

2. Gli Organi di direzione politica, con atti di organizzazione, previa consultazione delle OO.SS., approvano annualmente il programma triennale dei fabbisogni di personale ed apportano le conseguenti variazioni alla dotazione organica.

3. Qualora le variazioni delle dotazioni organiche comportino maggiori oneri finanziari, si provvede con legge.

4. L'Ufficio di Presidenza [e la Giunta regionale] ([114]), previa concertazione con le OO.SS., sentiti i Direttori regionali:
- individuano ed istituiscono i profili professionali relativi alle diverse categorie di classificazione del personale;
- quantificano i posti di organico dei singoli profili, nell'ambito della dotazione complessiva di categoria;
- assegnano i posti di organico per categoria e profilo alle singole Direzioni [e strutture di supporto] ([115]).

4-bis. la Giunta regionale, nel rispetto delle relazioni sindacali, adotta gli atti elencati nel comma 4, su proposta del Direttore preposto alle Risorse umane e alla organizzazione. ([116])

5. Per assicurare la ottimale funzionalita' della struttura regionale, con provvedimento monocratico, i Direttori assegnano i posti per categoria e profilo professionale alle diverse strutture delle Direzioni del Consiglio e dei Dipartimenti della Giunta. ([117])

Art. 32
Disciplina del rapporto di lavoro.

1. Nel rispetto delle fonti individuate a norma dell'art. 2 i rapporti di lavoro del personale regionale sono regolati contrattualmente.

2. La Regione osserva gli obblighi assunti con i contratti collettivi stipulati ai sensi del titolo 30 del D.Lgs. n. 29/1993.

Art. 33
Reclutamento del personale.

1. Gli Organi di direzione politica, previo confronto con le OO.SS., disciplinano, con propri atti di organizzazione, nel rispetto dei principi dell'art. 36 del D.Lgs. n. 29/1993 e dei contratti collettivi di lavoro:

a) le modalita' di assunzione agli impieghi;

b) i requisiti di accesso nelle procedure selettive.

2. Le graduatorie delle prove selettive rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di approvazione da parte dell'organo competente, per la eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere vacanti e disponibili nello stesso profilo professionale, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati successivamente all'indizione del concorso medesimo.

3. Le disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche alle graduatorie attualmente vigenti.

Art. 34
Mansioni.

1. L'utilizzazione del personale in mansioni superiori e' disposta con decisione del Direttore, su proposta del Dirigente di Servizio, nel rispetto dell'art. 56 del decreto legislativo n. 29/1993, cosi' come modificato dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80 e successive modificazioni ed integrazioni, e degli ordinamenti professionali previsti dal Contratti collettivi e con la decorrenza da questi stabilita.

Art. 35
Mobilita'.

([118])

1. La Regione promuove in relazione al proprio fabbisogno e alle esigenze di operare un riequilibrio fra eccedenze e vacanze delle proprie strutture, l'ottimale distribuzione delle risorse umane attraverso la coordinata attuazione dei processi di mobilita', di riconversione professionale e di reclutamento del personale quale strumento di miglioramento organizzativo, di arricchimento professionale, nonche' di perseguire le pari opportunita'.

2. L'Ufficio di Presidenza e la Giunta regionale, di intesa, previa concertazione con le OO.SS., determinano i criteri per la mobilita' interna ed esterna nel rispetto delle norme contenute nel D.Lgs. n. 29/1993 e nei Contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente e negli accordi integrativi decentrati.

3. La mobilita' del personale tra le Direzioni del Consiglio o tra i Dipartimenti della Giunta e' disposta dal Direttore competente per gli affari amministrativi, sentiti i Direttori interessati, nel rispetto dei criteri di cui al comma 2. ([119])

Art. 36
Albi professionali.

1. Il personale che svolge qualificate attivita' professionali richiedenti il possesso eli laurea e l'iscrizione in Albi professionali o che svolga attivita' tecnico - scientifica e di ricerca e' iscritto in appositi Albi professionali del ruolo regionale, in attuazione dell'art. 11, lett. d), della legge 15 marzo 1997, n. 59 e dell'art. 45, comma 3, del "D.Lgs. n. 29/1993".

Art. 37
Formazione del personale.

1. La formazione, il perfezionamento e l'aggiornamento professionale del personale sono assunti quale metodo permanente al fine della valorizzazione delle capacita' e delle attitudini individuali e per un qualificato svolgimento dell'attivita' amministrativa.

2. La Regione riconosce la formazione e l'arricchimento professionale quali criteri qualificanti per lo sviluppo della progressione orizzontale e verticale da parte del personale dipendente.

3. E' istituito l'Albo dei docenti della Regione Abruzzo. La Giunta regionale di intesa con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio, sentito il Direttore preposto alle risorse umane, con atto di organizzazione, determina le modalita' di tenuta dell'Albo ed i requisiti culturali e professionali per l'iscrizione nello stesso di docenti interni ed esterni.

4. La Regione, anche di intesa con altre pubbliche amministrazioni, attiva programmi ed iniziative formative attuandone direttamente od avvalendosi, in regime di convezione, dell'apporto tecnico delle strutture pubbliche operanti in campo didattico e scientifico o di istituiti, anche privati, di qualificata professionalita' ed esperienza.

5. I programmi formativi, annuali e pluriennali, dovranno assicurare il costante aggiornamento ed il potenziamento delle capacita' organizzative e gestionali del personale anche mediante l'approfondimento di tecniche e metodi finalizzati ad una gestione manageriale della Pubblica amministrazione, prevedendo anche il successivo scambio di esperienze con altre Pubbliche amministrazioni e Settori dell'imprenditoria pubblica e privata.

6. La Regione destina almeno l'uno per cento della spesa complessiva per il personale ai processi formativi.

TITOLO VII
Relazioni sindacali e partecipazione

Art. 38
Relazioni con le associazioni sindacali.

1. L'Amministrazione regionale intrattiene relazioni sindacali con le rappresentanze sindacali unitarie, democraticamente elette, ed i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali territoriali e di categoria, firmatarie del C.C.N.L. del Comparto regioni Enti locali.

2. Gli Organi di direzione politica formulano gli indirizzi per la contrattazione decentrata alla delegazione di Parte pubblica e promuovono nei confronti delle associazioni di cui al primo comma, le forme di partecipazione attraverso la concertazione, l'informazione e la contrattazione, nell'ambito delle materie stabilite dai contratti collettivi nazionali, nel rispetto della relativa disciplina.

3. L'Amministrazione regionale garantisce il rispetto di tutti gli altri istituti di partecipazione sindacale sui luoghi di lavoro previsti dalle vigenti disposizioni legislative e contrattuali.

Art. 39
Partecipazione dei lavoratori.

1. Gli Organi di direzione politica promuovono la partecipazione dei dipendenti alla fase di elaborazione delle scelte in materia di organizzazione del lavoro e di qualificazione professionale in funzione dell'attuazione degli obiettivi e dei programmi assegnati alle strutture organizzative ed al miglioramento della qualita' dei servizi e dei prodotti.

2. Almeno una volta l'anno, i Direttori convocano e presiedono "Conferenze di organizzazione" di tutto il personale assegnato. La Conferenza esamina il programma di lavoro, formula proposte per migliorare l'organizzazione delle strutture, le procedure ed i metodi di lavoro. Alle conferenze partecipano le rappresentanze sindacali.

3. L'impostazione dell'attivita' e la verifica della funzionalita' delle strutture sono attuate in riunioni collegiali periodiche di tutti gli addetti. Le riunioni vengono convocate dai singoli dirigenti, almeno due volte l'anno.

Art. 40
Partecipazione del comitato per le pari opportunita'.

1. Gli Organi di direzione politica consultano il Comitato per le pari opportunita' sulle misure generali che incidono sulla qualita' dell'ambiente di lavoro, sull'organizzazione dell'attivita' lavorativa, nonche' sugli interventi che concretizzano azioni positive a favore delle lavoratrici con particolare riferimento al reale conseguimento di condizioni di pari opportunita' in ordine agli accessi, ai percorsi formativi e alle posizioni organizzative e di responsabilita'.

2. Al fine di favorire le consultazioni di cui al primo comma sono organizzate periodiche sessioni di incontri con i Dirigenti ed il personale interessato.

TITOLO VIII
Trasparenza e tutela degli utenti

Art. 41
Responsabilita' del procedimento amministrativo.

1. Fermo quanto disposto dalla L.R. 3 marzo 1999, n. 11, ed in particolare dall'art. 9, gli Organi di direzione politica, con atti di organizzazione, possono indicare per ciascun procedimento amministrativo, attinente le competenze delle proprie strutture, il termine per l'emanazione del provvedimento finale ai sensi dell'art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

2. Nell'ambito delle funzioni attribuite a ciascuna Direzione o a ciascun Dipartimento, il Direttore individua con provvedimento motivato, per ciascun tipo di procedimento, la struttura competente per l'istruttoria e per ogni altro adempimento procedimentale. ([120])

3. Il dirigente di ciascun servizio puo' assegnare ai dipendenti di qualifica non inferiore a quella apicale prevista dal contratto del personale del comparto regioni - Autonomie locali, la responsabilita' dell'istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il procedimento.

4. La struttura organizzativa competente ed il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti nei cui confronti il provvedimento e' destinato ed, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.

5. Il responsabile del procedimento assolve con autonomia ai compiti previsti dall'art. 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

6. In sede di prima applicazione della presente legge le determinazioni di cui ai commi 2 e 3 sono adottate entro i sessanta giorni successivi all'affidamento dei rispettivi incarichi dirigenziali

Art. 42
Formazione e pubblicita' degli atti.

1. I Direttori regionali ed i Dirigenti esercitano le rispettive competenze mediante l'adozione di provvedimenti monocratici che assumono la denominazione di "determinazioni" ([121]). Le attivita' riconducibili alla capacita' ed ai poteri del privato datore di lavoro, vengono formalizzate mediante decisioni o comunicazioni, ovvero con ordini di servizio, quando trattasi di attivita' di organizzazione.

2. Gli Organi di direzione politica formulano periodiche direttive rivolte ad assicurare la pubblicazione, anche per estratto, degli atti e dei provvedimenti a rilevanza esterna adottati dagli Organi politici e dalla dirigenza. Gli atti di organizzazione delle Direzioni o dei Dipartimenti della Giunta regionale e delle relative strutture dirigenziali interne sono pubblicati in una apposita sezione del Bollettino Ufficiale e trasmessi su supporto informatico alla Presidenza del Consiglio regionale per darne tempestiva notizia alla Conferenza dei Capigruppo. ([122])

Art. 43
Relazioni con il pubblico.

1. L'Ufficio di Presidenza, con gli atti di organizzazione di cui all'art. 17, individua, all'interno di una delle direzioni, una struttura per le relazioni con il pubblico.

2. Nel rispetto dell'autonomia organizzativa dei singoli Dipartimenti della Giunta, e' istituita una apposita struttura per le relazioni con il pubblico presso il Dipartimento competente per gli Affari amministrativi, con sede a L'Aquila per il coordinamento delle attivita' di informazione all'utenza attivate presso i dipartimenti. ([123])

3. Le strutture di cui al primo e secondo comma provvedono anche mediante l'utilizzo di tecnologie informatiche e telematiche che consentano la massima capillarita' territoriale del servizio erogato:

a) a garantire ai cittadini l'effettiva partecipazione di cui al capo terzo della legge 7 agosto 1990, n. 241;

b) a monitorare, in raccordo con le associazioni degli utenti, la qualita' e l'efficienza dell'informazione relativa agli atti e allo stato dei procedimenti;

c) alla attivita' di ricerca e di analisi finalizzate alla evidenziazione delle esigenze dell'utenza e delle carenze rilevate nella erogazione dei servizi.

TITOLO IX
Disposizioni finali e transitorie.

Art. 44
Norme di richiamo.

1. Per tutto quanto non espressamente disciplinato dalla presente legge valgono le disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 29/1993 e successive modifiche ed integrazioni.

Art. 45
Disposizioni transitorie.

1. Sino all'emanazione di una legge organica inerente l'organizzazione delle strutture di supporto agli Organi elettivi ed ai Gruppi consiliari, rimangono in vigore le vigenti disposizioni legislative.

2. Fino all'applicazione degli atti di organizzazione previsti dall'art. 17, il personale continua a prestare servizio nelle strutture di appartenenza ed esercitare le funzioni gia' assegnate.

3. I dirigenti, fino al conferimento dei nuovi incarichi previsti dalla presente legge, conservano quelli in atto.

Art. 46
Abrogazione di norme.

1. Sono abrogate tutte le disposizioni legislative e regolamentari incompatibili e/o in contrasto con quelle della presente legge e con le disposizioni sui Contratti collettivi nazionali.

2. In particolare sono abrogate le seguenti leggi:

a) L.R. 21 maggio 1985, n. 58 ([124]) e successive modifiche ad eccezione del comma 5 dell'art. 30;

b) L.R. 26 novembre 1987, n. 80;

c) L.R. 7 dicembre 1995, n. 139;

d) L.R. 13 gennaio 1997, n. 3.

3. A seguito dell'emanazione degli atti di organizzazione di cui all'art. 17, comma 5, sono abrogati l'art. 1, commi 8 e 9, della L.R. 26 febbraio 1998, n. 11 e la L.R. 31 marzo 1999, n. 19 ad eccezione degli articoli 5, 6, secondo comma.

4. La Giunta regionale, entro due anni dalla presente legge, propone al Consiglio regionale l'adozione di un Testo unico contenente le leggi, i regolamenti e gli atti di organizzazione finalizzati alla disciplina del rapporto di lavoro del personale regionale e degli Enti collegati.

Art. 47
Norma finanziaria.

1. Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati per l'anno 1999 in lire 5.800.000.000, si fa fronte mediante riduzione degli stanziamenti afferenti ai capitoli 11201, 11301 e 321920.

2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio dell'esercizio in corso, sono apportate le seguenti variazioni in termini di competenza e cassa:
Cap. 11201 denominato "Retribuzione al personale Consiglio regionale"
In diminuzione lire 500.000.000
Cap. 11301 denominato: "Indennita' di buonuscita ai dipendenti cessati dal servizio ed oneri per il fondo autonomo"
In diminuzione lire 2.500.000.000
Cap. 321920 denominato: "Fondo di riserva per spese obbligatorie"
In diminuzione lire 2.800.000.000
Cap. 11202 denominato: "Retribuzione al personale della Giunta regionale"
In aumento lire 2.800.000.000
Cap. 11204 denominato: "Fondo per il miglioramento dell'efficienza dei servizi"
In aumento lire 3.000.000.000

3. Gli oneri di cui al precedente primo comma ricomprendono:
- la somma di lire 116.762.000 relativa alla lettera 1) dell'art. 15, comma 1, del C.C.N.L. Regioni - Autonomie locali stipulato in data 1o aprile 1999;
- la somma di lire 538.085.000 ai sensi dell'art. 15, comma 2;
- la somma di lire 2.240.000.000 per l'attivazione dei nuovi processi di riorganizzane previsti dalla presente legge e finalizzati ad un accrescimento di quelli esistenti, ai sensi dell'art. 15, comma 5, del medesimo contratto.

4. Per gli anni successivi agli stanziamenti sui pertinenti capitoli dei rispettivi bilanci regionali sono determinati dalle relative leggi di bilancio ai sensi dell'art. 10 della L.R. 29 dicembre 1977, n. 81 e successive modifiche e integrazioni.

Art. 48
Urgenza.

1. La presente legge e' dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.A.

 

Tabella A

 

Direzioni del Consiglio

 

1. Direzione attivita' amministrativa.

2. Direzione attivita' legislativa.

 

[Direzioni della Giunta

 

1. Direzione affari della presidenza e politiche legislative.

2. Direzione programmazione, riforme istituzionali e rapporti con gli Enti locali.

3. Direzione protezione civile.

4. Direzione risorse umane, finanziarie e strumentali.

5. Direzione infrastrutture, mobilita, edilizia residenziale e aree urbane.

6. Direzione ambiente e gestione integrata acqua e suolo.

7. Direzione sanita'.

8. Direzione agricoltura, foreste e sviluppo rurale.

9. Direzione attivita' produttive.

10. Direzione politiche attive del lavoro, della formazione e dell'istruzione.

11. Direzione qualita' della vita, beni e attivita' culturali, promozione sociale ([125]).

12. Direzione territorio e beni ambientali ([126]).] ([127])

 

Tabella B

Dotazione organica

 

 

Consiglio regionale

Giunta regionale ([128])

Totale

Dirigenti

15

 

102 ([129])

 

151

 

Categoria D

34

 

507

 

541

 

Categoria C

37

 

641

 

678

 

Categoria B

50

 

361

 

411

 

Categoria A

17

 

271

 

288

 

TOTALE

153

 

1916

 

2069

 

 



([1]) Pubblicata nel BURA 24 settembre 1999, n. 37.

([2]) Vedi la Delib.G.R. 4 luglio 2001, n. 588 che ha approvato, ai sensi della presente legge, le linee di indirizzo per la formazione del personale della Giunta e del Consiglio. Con Delib.G.R. 3 ottobre 2001, n. 871 e' stato approvato l'atto di organizzazione concernente la disciplina sull'accesso agli impieghi regionali, le modalita' di assunzione ed i nuovi profili professionali. L'art. 38, comma 2, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1, cosi' recita: "2. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale presenta al Consiglio la riforma organica della legge regionale 77/1999.".

([3]) L'intero testo della L.R. n. 40 del 1996 e' stato successivamente abrogato dall'art. 12, comma 1, L.R. 9 maggio 2001, n. 18.

([4]) Comma aggiunto dall'art. 1, L.R. 23 gennaio 2004, n. 9 e poi cosi' modificato dall'art. 1, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([5]) Vedi, anche, la Delib.G.R. 29 dicembre 1999, n. 2870.

([6]) Con Delib.G.R. 21 dicembre 2001, n. 1230 sono state approvate le direttive di cui alla presente lettera.

([7]) Lettera cosi' modificata dall'art. 2, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([8]) Lettera cosi' modificata dall'art. 2, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([9]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 2, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<j) conferire gli incarichi delle Direzioni regionali e delle strutture di supporto e, di intesa con i Direttori quelli dei Servizi e delle posizioni di Staff;>>.

([10]) Lettera cosi' modificata dall'art. 2, comma 1, lett. c), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([11]) Comma cosi' sostituito dall'art. 2, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. L'Organo di direzione politica non puo' revocare, riformare, riservare o avocare a se' provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo nell'adozione di un atto, da parte del Direttore regionale, da cui derivi pregiudizio per l'interesse pubblico, gli Organi di direzione politica possono fissare un termine entro il quale il provvedimento deve essere adottato. Qualora l'inerzia permanga possono nominare un altro Direttore per l'adozione del provvedimento ed applicano, nei confronti del responsabile, le sanzioni di cui al successivo art. 27.>>.

([12]) Comma inserito dall'art. 2, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([13]) Comma inserito dall'art. 2, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([14]) Comma inserito dall'art. 2, comma 4, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([15]) Comma inserito dall'art. 2, comma 4, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([16]) Capoverso gia' sostituito dall'art. 4, comma 1, L.R. 28 agosto 2013, n. 29 e poi cosi' modificato dall'art. 3, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: "2. La Giunta regionale, nell'adozione degli atti organizzativi di cui al successivo art. 17, su indicazione dei rispettivi Direttori regionali, provvede ad articolare le Direzioni, secondo le caratteristiche funzionali di ciascuna, prevedendo all'interno di esse lo svolgimento di tutte o di alcune delle seguenti attivita', in diretto raccordo con le strutture competenti per materia".

([17]) Comma aggiunto dall'art. 4, comma 2, L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([18]) Vedi, anche, l'art. 15, commi 1 e 2, L.R. 10 maggio 2002, n. 7.

([19]) Lettera cosi' modificata dall'art. 4, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([20]) Lettera abrogata dall'art. 4, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([21]) Comma gia' sostituito dall'art. 16, comma 1, L.R. 10 maggio 2002, n. 7 e poi cosi' sostituito dall'art. 5, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<1. Le strutture organizzative permanenti sono articolate in:

a) Direzioni regionali;

b) Servizi - posizioni di Staff;

c) Uffici.>>.

([22]) Comma inserito dall'art. 5, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([23]) Comma inserito dall'art. 5, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. La lettera h) e' stata poi abrogata dall'art. 2, comma 1, L.R. 27 luglio 2017, n. 39.

([24]) Comma inserito dall'art. 5, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([25]) Comma cosi' sostituito dall'art. 5, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Le Direzioni regionali sono unita' organizzative complesse ed articolate, costituite per garantire l'esercizio organico ed integrato delle funzioni regionali finali e strumentali. Esse rappresentano distinti centri di costo nell'ambito del bilancio regionale. Le Direzioni regionali del Consiglio non possono essere superiori a due unita', quelle della Giunta non possono essere superiori a dodici unita'.>>.

([26]) Comma cosi' modificato dall'art. 5, comma 4, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([27]) Comma abrogato dall'art. 5, comma 5, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([28]) Parole soppresse dall'art. 5, comma 6, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([29]) Le parole "o al Dipartimento medesimo" sono state inserite dall'art. 5, comma 7, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([30]) Le parole "In caso... della valutazione" sono state aggiunte dall'art. 38, comma 1, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1. Vedi, anche, il comma 1-bis del medesimo articolo, ivi introdotto dall'art. 7, comma 1, L.R. 22 ottobre 2013, n. 37.

([31]) Le parole "dei Dipartimenti e" sono state inserite dall'art. 5, comma 8, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([32]) Parole soppresse dall'art. 5, comma 8, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([33]) Articolo inserito dall'art. 3, comma 1, L.R. 27 luglio 2017, n. 39. Vedi, anche la disposizione transitoria contenuta nell'art. 4, comma 1, L.R. 39/2017.

([34]) Comma cosi' sostituito dall'art. 6, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<1. Le strutture organizzative temporanee sono articolazioni flessibili all'interno delle Direzioni regionali o tra piu' Direzioni.>>.

([35]) I periodi che precedono sono stati introdotti dall'art. 6, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 in sostituzione dell'originario periodo, il cui testo era cosi' formulato: <<Le strutture temporanee possono essere istituite dal Direttore, con propria decisione, se interne alla Direzione, o con atto degli Organi di direzione politica, nel limite di cui all'art. 10, comma 5, sentita la conferenza dei Direttori di cui al successivo art. 25, se attengono a piu' Direzioni.>>.

([36]) Periodo soppresso dall'art. 6, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([37]) La rubrica del presente articolo e' stata cosi' modificata dall'art. 7, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([38]) Parole soppresse dall'art. 7, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([39]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 7, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<a) la Segreteria del Presidente della Giunta;>>.

([40]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 7, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<b) la Segreteria del Presidente del Consiglio;>>.

([41]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 7, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: << c) Segreteria del Vice Presidente della Giunta e dei Vice - Presidenti del Consiglio;>>.

([42]) Lettera abrogata dall'art. 7, comma 1, lett. c), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([43]) Con Delib.G.R. 22 dicembre 1999, n. 627 sono stati individuati i servizi, le posizioni di staff, gli uffici del Consiglio regionale e la relativa dotazione organica complessiva, di cui al presente articolo.

([44]) Vedi anche l'art. 1, L.R. 15 dicembre 2004, n. 48.

([45]) Vedi l'art. 1, comma 19, L.R. n. 16/2006.

([46]) Comma gia' sostituito dall'art. 16, comma 2, L.R. 10 maggio 2002, n. 7, poi modificato dall'art. 39, comma 3, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1, che ha aggiunto la lettera h), infine cosi' modificato per effetto dell'abrogazione di detto art. 39 operata dall'art. 5, comma 2, L.R. 10 febbraio 2012, n. 8. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Le strutture speciali di supporto della Giunta regionale sono:

a) Gabinetto della Presidenza;

b) Sistema informativo regionale;

c) Stampa;

d) Controllo di gestione.>>.

([47]) Comma cosi' modificato dall'art. 16, comma 3, L.R. 10 maggio 2002, n. 7.

([48]) Comma gia' sostituito dall'art. 16, comma 5, L.R. 10 maggio 2002, n. 7, poi modificato dall'art. 39, comma 4, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1, che ha aggiunto il richiamo alla lettera h) al primo capoverso, infine cosi' modificato per effetto dell'abrogazione di detto art. 39 operata dall'art. 5, comma 2, L.R. 10 febbraio 2012, n. 8. Il testo originario era cosi' formulato: <<4. Ai Dirigenti delle strutture speciali di supporto di cui ai precedenti comma 1, lettera b), e comma 2, lettera c) e d), e' attribuita la responsabilita' ed il trattamento economico del Dirigente di Servizio.>>.

([49]) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, L.R. 12 febbraio 2014, n. 9. Ai sensi del comma 2 del medesimo art. 1, il Responsabile per la prevenzione della corruzione incaricato alla data di entrata in vigore della L.R. 9/2014 continua a svolgere le funzioni di sua competenza fino alla data di approvazione da parte della Giunta regionale del Piano della Prevenzione della Corruzione 2013-2016.

([50]) Articolo abrogato dall'art. 8, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il comma 2 del medesimo articolo ha altresi' disposto: con la lett. a) l'abrogazione dei commi 2, 3 e 5 dell'art. 16 della L.R. 10 maggio 2002, n. 7; con la lett. b) l'abrogazione della L.R. 15 dicembre 2004, n. 48; con la lett. c) l'abrogazione dell'art. 1 della L.R. 12 febbraio 2014, n. 9. L'art. 25, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: "Le Strutture speciali di supporto della Giunta regionale istituite ai sensi dell'art. 14 della L.R. 77/1999 sono soppresse all'esito dell'approvazione dell'atto di organizzazione di cui all'art. 24.".

([51]) Con riguardo all'organizzazione ed al funzionamento delle strutture amministrative di supporto agli organi elettivi della Giunta regionale,vedi l'art. 1, comma 19, L.R. n. 16/2006.

([52]) Comma cosi' sostituito dall'art. 16, comma 6, L.R. 10 maggio 2002, n. 7. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Il Gabinetto della Presidenza della Giunta regionale, oltre a svolgere specifici compiti ad esso assegnati dal Presidente o dalla Giunta, provvede all'espletamento delle attivita' istituzionali concernenti i rapporti del Presidente con le strutture del Consiglio. Intrattiene rapporti, a prevalente contenuto politico, con i rappresentanti di organismi locali, nazionali ed internazionali; cura le pratiche relative la nomina e la designazione di rappresentanti regionali e svolge, altresi', compiti di raccordo fra gli Organi di direzione politica e della gestione.>>.

([53]) Articolo abrogato dall'art. 1, comma 19, L.R. 8 giugno 2006, n. 16, a decorrere dall'entrata in vigore dell'atto di organizzazione di cui al comma 2 dell'art. 2, L.R. 9 maggio 2001, n. 17 e dei decreti del Presidente della Giunta regionale di cui ai commi 6 e 7 del medesimo articolo. Detta abrogazione e' stata poi ribadita dall'art. 26, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([54]) Vedi, al riguardo, la Delib.G.R. 27 dicembre 2001, n. 1319.

([55]) La rubrica del presente articolo e' stata cosi' modificata dall'art. 9, comma 1, lett. a), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([56]) Comma cosi' modificato dall'art. 9, comma 1, lett. b), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([57]) Comma abrogato dall'art. 9, comma 1, lett. c), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([58]) Parole soppresse dall'art. 9, comma 1, lett. d), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([59]) Parole soppresse dall'art. 9, comma 1, lett. d), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([60]) Con Delib.G.R. 23 febbraio 2000, n. 206 e' stato approvato il riepilogo dell'articolazione complessiva di ciascuna direzione e ciascuna struttura speciale di supporto di cui all'art. 14, comma 2, lettera a) e b) e di quella di cui all'art. 14, comma 2 lettera c) e d) della presente legge.

([61]) Parole soppresse dall'art. 9, comma 1, lett. d), L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([62]) Comma aggiunto dall'art. 16, comma 13, L.R. 10 maggio 2002, n. 7, come modificato - detto comma 13 - dall'art. 9, L.R. 26 novembre 2002, n. 25. E' successivamente intervenuto l'art. 35, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6, che:

- al comma 1 ha sostituito il citato comma 13 con il seguente: <<13. Il 60% dei posti vacanti della qualifica di dirigente, individuati ai sensi dell'art. 19 della L.R. n. 77/1999 per il periodo 2001-2003 nell'ambito delle dotazioni organiche di cui alla tabella B della citata legge regionale, e' coperto mediante concorso interno per titoli ed esami riservato al personale di ruolo in possesso alla data di entrata in vigore della presente legge del diploma di laurea e cinque anni di anzianita' nella categoria D o di diploma di laurea e tre anni nella categoria D, con diploma, almeno biennale, di specializzazione post laurea. Con specifico provvedimento della Giunta regionale, di concerto con le OO.SS. sono stabiliti i profili professionali messi a concorso.>>;

- al comma 2 ha cosi' disposto: <<Le procedure concorsuali gia' bandite alla data di entrata in vigore della presente legge, in contrasto con le disposizioni del comma 1 sono sospese e modificate sulla base delle disposizioni medesime.>>;

- al comma 3 ha cosi' disposto: <<L'anzianita' di servizio effettivamente svolto richiesta come requisito per l'accesso alle selezioni interne ed esterne per l'accesso agli impieghi regionali e' acquisibile presso qualunque pubblica amministrazione.>>.

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 21 aprile 2005, ha promosso giudizio di legittimita' costituzionale del citato art. 35. La Corte costituzionale, con sentenza n. 81/2006, ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale di detto art. 35, per violazione del principio di cui agli artt. 51 e 97 della Costituzione.

([63]) Comma cosi' sostituito dall'art. 10, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<1. Gli incarichi dirigenziali sono articolati nei seguenti livelli di responsabilita':

a) Direttore regionale preposto ad una Direzione;

b) Dirigente preposto ad un Servizio o ad una posizione di Staff.>>.

([64]) Comma cosi' sostituito dall'art. 10, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Il Direttore regionale, limitatamente alla durata dell'incarico, e' sovraordinato al restante personale dirigenziale. Il Dirigente preposto ad una posizione di Staff e' giuridicamente equiordinato al dirigente preposto ad un Servizio.>>.

([65]) Parole soppresse dall'art. 10, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([66]) Parole soppresse dall'art. 10, comma 3, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([67]) Periodo abrogato dall'art. 34, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6.

([68]) Periodo abrogato dall'art. 34, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6.

([69]) Periodo abrogato dall'art. 34, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6.

([70]) Comma cosi' sostituito dall'art. 16, comma 14, L.R. 10 maggio 2002, n. 7. Il testo originario era cosi' formulato: <<6. Gli incarichi di Direttore regionale e di Direttore di struttura di supporto sono conferiti con deliberazione dell'Organo di direzione politica. Gli incarichi relativi alle strutture della Giunta sono conferiti su proposta dei Componenti nell'ambito delle rispettive competenze. Gli incarichi per il conferimento delle strutture di supporto sono proposti dal Presidente della Giunta regionale. Detti incarichi possono essere modificati o revocati entro 180 giorni dall'insediamento dei nuovi Organi di direzione politica; decorso tale termine senza che si sia provveduto alla modifica o revoca, gli incarichi si intendono confermati fino alla loro naturale scadenza.>>.

([71]) Vedi, anche, la Det. 24 maggio 2005, n. DD/101, la Det. 25 maggio 2005, n. DD/102 e la Det. 6 ottobre 2005, n. DD/191.

([72]) Comma aggiunto dall'art. 34, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6, poi modificato per effetto dell'art. 14, L.R. 3 marzo 2005, n. 23, il quale ha modificato il predetto art. 34, infine cosi' sostituito dall'art. 10, comma 4, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([73]) Parole soppresse dall'art. 10, comma 11, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([74]) Comma aggiunto dall'art. 26, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6 e poi cosi' modificato dall'art. 10, comma 5, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([75]) Comma aggiunto dall'art. 27, L.R. 8 febbraio 2005, n. 6 (poi abrogato - detto art. 27 - dall'art. 1, comma 13, L.R. 9 novembre 2005, n. 33) e poi abrogato dall'art. 10, comma 6, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([76]) Parole soppresse dall'art. 10, comma 11, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([77]) Comma cosi' modificato dall'art. 10, comma 7, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([78]) Comma gia' sostituito dall'art. 16, comma 15, L.R. 10 maggio 2002, n. 7, poi modificato dall'art. 1, comma 1, L.R. 15 novembre 2006, n. 35, successivamente sostituito dall'art. 8, comma 1, L.R. 3 agosto 2011, n. 24, infine cosi' modificato dall'art. 10, commi 8 e 11, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<9. In caso di assenza o impedimento di un dirigente le relative funzioni sono temporaneamente conferite ad altro Dirigente designato dal Direttore.>>.

([79]) Con Delib.G.R. 7 agosto 2001, n. 725 sono state emanate le direttive in materia di sostituzione temporanea dei direttori regionali.

([80]) Comma aggiunto dall'art. 16, comma 16, L.R. 10 maggio 2002, n. 7 e poi cosi' modificato dall'art. 10, comma 9, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([81]) Comma aggiunto dall'art. 2, comma 1, L.R. 18 dicembre 2013, n. 50 e poi cosi' modificato dall'art. 10, commi 10 e 11, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([82]) Comma aggiunto dall'art. 2, comma 1, L.R. 18 dicembre 2013, n. 50.

([83]) Parole soppresse dall'art. 11, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([84]) Parole soppresse dall'art. 11, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([85]) Parole soppresse dall'art. 11, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([86]) Vedi, anche, la Det. 24 maggio 2005, n. DD/101, la Det. 25 maggio 2005, n. DD/102, la Det. 6 ottobre 2005, n. DD/191 e l'art. 2, L.R. 15 novembre 2006, n. 35.

([87]) Le parole tra parentesi quadra sono state soppresse dall'art. 5, comma 1, L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([88]) Le parole tra parentesi quadra sono state soppresse dall'art. 5, comma 1, L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([89]) Le parole tra parentesi quadra sono state soppresse dall'art. 5, comma 1, L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([90]) Comma cosi' sostituito dall'art. 1, comma 1, L.R. 5 aprile 2012, n. 16, poi impugnato - detto art. 1 - dal Consiglio dei ministri con delibera del 30 maggio 2012 per violazione degli articoli 3, 97 e 117, secondo comma, lettera l), della Costituzione. Con sentenza n. 105 del 2013, la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale del predetto art. 1 della L.R. 5 aprile 2012, n. 16 nella parte in cui sostituisce il presente comma. La Corte, tuttavia, nella medesima sentenza, precisa che l'illegittimita' costituzionale dell'art. 1 della L.R. 5 aprile 2012, n. 16 non fa menir meno l'effetto abrogativo, che resta fermo, del presente comma. Il testo originario era cosi' formulato: <<5. Agli incarichi dirigenziali a contratto si applica, nel caso di insediamento dei nuovi organi elettivi, la disposizione prevista dal comma 6 del precedente art. 20.>>.

([91]) Articolo inserito dall'art. 21, L.R. 9 gennaio 2010, n. 1. Detto art. 21, impugnato dal Consiglio dei ministri con delibera del 1o marzo 2010 per violazione degli articoli 3, 97 e 117, comma 2, lettere l) ed o), della Costituzione, e' stato poi abrogato dall'art. 2, comma 1, L.R. 5 maggio 2010, n. 14. A seguito di tale abrogazione, il Consiglio dei ministri ha rinunciato all'impugnazione e la Corte costituzionale con ordinanza n. 348 del 2010 ha dichiarato estinto il processo.

([92]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 4, comma 3, L.R. 28 agosto 2013, n. 29. Il testo originario era cosi' formulato: "l) provvede, all'interno della Direzione, alla mobilita' del personale di qualifica non dirigenziale assegnato alla stessa, anche per sedi diverse, previo conforme parere dei dirigenti dei Servizi interessati;".

([93]) Lettera cosi' sostituita dall'art. 16, comma 9, L.R. 10 maggio 2002, n. 7. Il testo originario era cosi' formulato: <<t) affida gli incarichi di consulenza per particolari questioni attinenti l'esercizio delle funzioni attribuite alla Direzione, nel rispetto dell'art. 7, comma 6, del D.Lgs. n. 29/1993;>>.

([94]) Lettera aggiunta dall'art. 16, comma 10, L.R. 10 maggio 2002, n. 7.

([95]) L'art. 12, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<All'art. 23 della L.R. 77/1999, dopo la parola "Direzione", ovunque ricorra, sono aggiunte le seguenti "o Dipartimento" e le parole "e di Dirigente preposto a posizioni di staff" e ", le posizioni di staff" sono soppresse.>>.

([96]) La rubrica del presente articolo e' stata cosi' modificata dall'art. 13, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([97]) Lettera aggiunta dall'art. 16, comma 11, L.R. 10 maggio 2002, n. 7.

([98]) Comma abrogato dall'art. 13, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([99]) Comma cosi' modificato dall'art. 14, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([100]) L'art. 14, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<Ai commi 2 e 3 dell'art. 25 della L.R. 77/1999, dopo la parola "Direzioni", ovunque ricorra, sono aggiunte le seguenti "o Dipartimenti".>>.

([101]) Comma aggiunto dall'art. 9, comma 1, L.R. 10 marzo 2015, n. 5.

([102]) L'art. 15, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<All'art. 26 della L.R. 77/1999, dopo la parola "Direzione", ovunque ricorra, anche nella rubrica, sono aggiunte le seguenti "o Dipartimento".>>.

([103]) Comma aggiunto dall'art. 15, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([104]) L'art. 16, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<Ai comma 1 e 4 dell'art. 28 della L.R. 77/1999, dopo le parole "Direzione" e "Direzioni" sono rispettivamente aggiunte le parole "o Dipartimento" e "o i Dipartimenti".>>.

([105]) Alinea gia' sostituito dall'art. 16, comma 8, L.R. 10 maggio 2002, n. 7 e poi cosi' modificato dall'art. 16, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<La Direzione della Giunta regionale preposta alla gestione finanziaria e' deputata tra l'altro a:>>.

([106]) L'art. 16, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<Ai comma 1 e 4 dell'art. 28 della L.R. 77/1999, dopo le parole "Direzione" e "Direzioni" sono rispettivamente aggiunte le parole "o Dipartimento" e "o i Dipartimenti".>>.

([107]) Comma abrogato dall'art. 17, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([108]) Comma cosi' modificato dall'art. 17, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([109]) Articolo aggiunto dall'art. 16, comma 12, L.R. 10 maggio 2002, n. 7.

([110]) Vedi, anche, la Delib.U.P. 18 dicembre 2001, n. 167 con la quale sono stati definiti i criteri per la valutazione delle prestazioni dirigenziali.

([111]) Vedi, al riguardo, la Delib.G.R. 24 luglio 2008, n. 682 (Approvazione nuovo documento sui parametri e criteri di valutazione delle prestazioni dei dirigenti della Giunta regionale), pubblicata nel BURA 12 settembre 2008, Supplemento n. 11.

([112]) Articolo abrogato dall'art. 13, comma 2, L.R. 8 aprile 2011, n. 6.

([113]) Vedi, al riguardo: Delib.G.R. 12 marzo 2003, n. 161; Delib.G.R. 8 ottobre 2007, n. 982, pubblicata nel BURA 16 novembre 2007, n. 11 Supplemento; Delib.G.R. 23 giugno 2008, n. 574 (Programmazione del fabbisogno di personale 2008-2010 - Art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ''legge finanziaria per il 1998'' e Piano assunzioni relativamente ai posti resisi vacanti nell'anno 2007 - Art. 31, L.R. n. 77/1999 e s.m.i.), pubblicata nel BURA 6 agosto 2008, n. 45.

([114]) Le parole tra parentesi quadra sono state soppresse dall'art. 4, comma 4, lett. a), L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([115]) Parole soppresse dall'art. 18, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([116]) Comma inserito dall'art. 4, comma 4, lett. b), L.R. 28 agosto 2013, n. 29.

([117]) Comma cosi' modificato dall'art. 18, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. I Direttori, con propria decisione, assegnano i posti per categoria e profilo alle diverse strutture delle Direzioni.>>.

([118]) Con Delib.G.R. 8 giugno 2001, n. 457 e' stata approvata, ai sensi del presente articolo, la disciplina relativa ai criteri e le modalita' di attuazione delle mobilita' del personale.

([119]) Comma gia' sostituito dall'art. 4, comma 5, L.R. 28 agosto 2013, n. 29 e poi cosi' sostituito dall'art. 19, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 Il testo originario era cosi' formulato: "3. La mobilita' del personale tra le Direzioni e' disposta dal Direttore preposto alle risorse umane, acquisiti i pareri dei Direttori interessati, nel rispetto dei criteri di cui al precedente secondo comma.".

([120]) Comma cosi' sostituito dall'art. 20, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: "2. Nell'ambito delle funzioni attribuite a ciascuna Direzione, il Direttore individua, per ciascun tipo di procedimento, la struttura competente per l'istruttoria e per ogni altro adempimento procedimentale.".

([121]) Periodo cosi' modificato all'art. 16, comma 17, L.R. 10 maggio 2002, n. 7. Il testo originario era cosi' formulato: ''1. I Direttori regionali ed i Dirigenti esercitano le rispettive competenze mediante l'adozione di provvedimenti monocratici che assumono la denominazione di "ordinanze".''.

([122]) Comma cosi' modificato dall'art. 21, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35.

([123]) Comma cosi' sostituito dall'art. 22, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Il testo originario era cosi' formulato: <<2. Nel rispetto dell'autonomia organizzativa delle singole direzioni della Giunta, e' istituita una apposita struttura per le relazioni con il pubblico presso la Direzione "Affari della Presidenza", con sede a L'Aquila per il coordinamento delle attivita' di informazione all'utenza attivate presso le direzioni regionali.>>.

([124]) Nel BURA il provvedimento era indicato erroneamente con la data del 31 maggio 1985.

([125]) Numero cosi' sostituito dall'art. 1, L.R. 18 ottobre 1999, n. 90. Il testo originario cosi' sanciva: <<11. Direzione qualita' della vita e promozione sociale>>.

([126]) Numero cosi' sostituito dall'art. 1, L.R. 18 ottobre 1999, n. 90. Il testo originario cosi' prevedeva: <<12. Direzione territorio, beni ed attivita' culturali>>.

([127]) L'art. 24, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<La tabella A allegata alla L.R. 77/1999, limitatamente alla parte in cui definisce le Direzioni della Giunta regionale e' abrogata e cessa la propria efficacia all'esito dell'approvazione dell'atto di organizzazione di cui al comma 1.>>.

([128]) L'art. 3, comma 3, L.R. 27 dicembre 2001, n. 86 dispone che la posizione dirigenziale di cui al comma 1, lettera a) del medesimo articolo e' in aumento della dotazione organica della Giunta regionale di cui alla presente tabella.

([129]) L'art. 24, comma 2, L.R. 26 agosto 2014, n. 35 ha cosi' disposto: <<La Tabella B riferita alla dotazione organica allegata alla L.R. 77/1999, nella parte in cui vengono indicati i dirigenti della Giunta regionale, e' ridotta da n. 136 a n. 102, precisando che, di questi ultimi, n. 7 posti si riferiscono a posti di dirigenti in posizione di esonero che saranno automaticamente cassati al momento del loro pensionamento.>>.