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L.R. 24 marzo 2009, n. 4 ([1])

Principi generali in materia di riordino degli Enti regionali.

Indice

Art. 1 (Interventi di riordino)

Art. 2 (Riordino degli Enti regionali)

Art. 3 (Principi generali e modalita' di erogazione dei servizi pubblici)

Art. 4 (Organi degli enti regionali)

Art. 5 (Requisiti, nomine e compensi)

Art. 5-bis (Cause di esclusione ed incompatibilita')

Art. 5-ter (Condizioni di inconferibilita' e incompatibilita' di cui al D.Lgs. 39/2013)

Art. 6 (Revoca e scioglimento)

Art. 7 (Controllo del Consiglio regionale)

Art. 8 (Controllo di gestione)

Art. 9 (Controlli sociali a tutela dell'utenza)

Art. 10 (Personale degli enti soppressi, fusi o incorporati)

Art. 11 (Disposizioni transitorie)

Art. 12 (Modifiche alla L.R. n. 29/2006 ed abrogazioni)

Art. 13 (Norma finanziaria)

Art. 14 (Entrata in vigore)

 

Art. 1
(Interventi di riordino)

1. La Regione Abruzzo, al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica, procede al riordino degli enti dipendenti dalla Regione, economici e non, dei consorzi e dei consorzi degli enti locali a partecipazione regionale, delle agenzie, delle aziende e delle societa' controllate e partecipate dalla Regione.

Art. 2
(Riordino degli Enti regionali)

1. Gli enti di cui all'art. 1 sono riordinati, fusi o soppressi mediante l'adozione di uno o piu' atti legislativi o amministrativi, secondo criteri di economicita', efficacia ed efficienza e nel rispetto delle norme contenute nella presente legge.

2. Le disposizioni della presente legge costituiscono norme di indirizzo per il riordino delle societa' controllate e partecipate dalla Regione, nel rispetto della disciplina civilistica in materia.

Art. 3
(Principi generali e modalita' di erogazione dei servizi pubblici)

1. I servizi pubblici, aventi per oggetto la produzione di beni e l'esercizio di attivita' volte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile della comunita' regionale, sono erogati attraverso una delle seguenti modalita' organizzative, nei soli casi in cui tali servizi non possono essere gestiti in maniera efficace ed economicamente conveniente dagli enti locali, ovvero la cui gestione diretta da parte dell'Amministrazione regionale, o mediante l'affidamento a terzi, con le modalita' stabilite dalla vigente legislazione in materia di appalti, non risulti efficiente sotto il profilo dei risultati:

a) agenzia regionale, quando l'oggetto consiste nello svolgimento di attivita' specifiche di interesse pubblico;

b) azienda regionale, anche consortile quando l'oggetto consiste nella produzione e gestione di beni e servizi rivolti al consumo collettivo e destinati al soddisfacimento di finalita' pubbliche. Le aziende hanno natura di ente pubblico economico;

c) istituto regionale, quando le funzioni e le attivita' attribuite sono caratterizzate prevalentemente da contenuti di alta specializzazione tecnico-scientifica ed orientate alla ricerca ed alla sperimentazione;

d) costituzione e partecipazione a societa', per lo svolgimento dei servizi pubblici aventi rilevanza economica.

2. Gli enti regionali di cui al comma 1, lett. a), b) e c) non possono detenere partecipazioni azionarie, ne' rilasciare fideiussioni, ne' svolgere attivita' che non costituiscano svolgimento di pubblico servizio.

Art. 4
(Organi degli enti regionali)

1. Gli organi delle Agenzie regionali sono:

a) Direttore;

b) Revisore legale ([2]).

2. Gli organi delle Aziende regionali sono:

a) Consiglio di amministrazione costituito da tre componenti;

b) Revisore legale ([3]).

3. Gli organi degli Istituti regionali sono:

a) Presidente;

b) Comitato tecnico scientifico;

c) Revisore legale ([4]).

Art. 5
(Requisiti, nomine e compensi)

([5])

1. In applicazione dell'art. 42, commi 3 e 4, dello Statuto, le nomine degli organi di vertice collegiali ed individuali, di amministrazione e di controllo degli Enti regionali sono effettuate dal Consiglio regionale secondo le modalita' contenute nel regolamento interno.

1-bis. Alla nomina degli organi di controllo degli Enti regionali provvede il Consiglio regionale mediante distinti avvisi pubblici; la nomina e' riservata ai Revisori legali iscritti alla Fascia 3 nell'elenco dei revisori dei conti degli enti locali istituito con D.M. 15 febbraio 2012, n. 23, in attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 16, comma 25, del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito in legge 14 settembre 2011, n. 148, oppure ai revisori legali iscritti nel Registro di cui al D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE). Ciascun soggetto puo' essere assegnato all'organo di controllo di un solo Ente regionale. ([6])

1-ter. [All'istituzione dell'Elenco regionale di cui al comma 1-bis provvede il Consiglio regionale tramite bando pubblico, in cui sono fissati i requisiti per la partecipazione, da emanarsi entro novanta giorni a decorrere dal 1o gennaio 2012. L'elenco e' aggiornato a cura del competente Servizio del Consiglio regionale con cadenza annuale, in base ai criteri e modalita' stabiliti da apposito bando pubblicato sul sito istituzionale del Consiglio regionale.] ([7])

1-quater. Le previsioni di cui al comma 1-bis non si applicano ai componenti dei collegi sindacali delle Aziende Sanitarie Locali designati ai sensi dell'articolo 3-ter del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421). ([8])

1-quinquies. Alla nomina degli organi di amministrazione degli Enti regionali provvede il Consiglio regionale, secondo le disposizioni del Regolamento interno per i lavori del Consiglio, tra gli iscritti in un Elenco regionale dei componenti gli organi di amministrazione (di seguito denominato Elenco) predisposto tenuto conto delle disposizioni normative regionali vigenti in materia. ([9])

1-sexies. Ciascun soggetto puo' essere assegnato all'organo di amministrazione di un solo Ente regionale. ([10])

1-septies. All'istituzione dell'Elenco di cui al comma 1 quinquies provvede il competente Servizio del Consiglio regionale tramite avviso pubblico, in cui sono fissati i requisiti per la partecipazione. L'Elenco e' aggiornato annualmente e, comunque, all'inizio di ogni Legislatura. ([11])

1-octies. In caso di entrata in vigore di nuove disposizioni che comportino nomine regionali, il competente Servizio del Consiglio regionale provvede all'integrazione dell'Elenco mediante pubblicazione di specifico avviso pubblico. ([12])

1-nonies. Nelle more della conclusione delle procedure di cui al comma 1-septies, la Giunta regionale nomina i tre membri del Consiglio di amministrazione dell'ARAP individuandoli tra i commissari per il Riordino in carica alla data del 1o dicembre 2013. ([13])

1-decies. L'Organo di Amministrazione nominato ai sensi del comma precedente, rimane in carica sino all'insediamento dell'Organo di Amministrazione nominato all'esito dell'espletamento delle procedure di cui al comma 1-quinquies. ([14])

1-undecies. Gli amministratori nominati ai sensi del comma 1 nonies hanno diritto al solo compenso lordo che, alla data del 1o dicembre 2013, percepivano in qualita' di Commissari per il Riordino, compenso posto a carico dell'ARAP, non essendoci alcun onere per la Regione Abruzzo. ([15])

2. In applicazione dell'art. 55, comma 3, dello Statuto, le nomine dei Direttori delle Agenzie regionali di cui all'art. 4, comma 1, lett. a), sono effettuate dalla Giunta regionale secondo le modalita' stabilite dalla legge.

3. Le nomine di cui ai commi 1 e 2 rispondono a requisiti di professionalita' ed esperienza e sono effettuate tenuto anche conto delle qualita' morali del nominato [e dell'assenza di sentenze di condanna penale passate in giudicato per delitti contro la pubblica amministrazione] ([16]). Per i Direttori delle Agenzie sono richiesti, all'atto della nomina, i requisiti del Dirigente regionale.

4. La Regione, in attuazione dell'articolo 42, comma 4, dello Statuto, garantisce l'equilibrata presenza di rappresentanti dei due generi nelle nomine di competenza degli organi regionali. ([17])

5. [Non possono essere nominati negli organi di vertice, individuali e collegiali, di amministrazione e di controllo degli enti regionali coloro che rivestono una delle predette cariche in altro ente regionale.] ([18])

6. Il compenso lordo stabilito per gli incarichi relativi alle nomine di cui ai commi 1 e 2 e' espressamente indicato, per ciascun ente regionale, nelle singole leggi di riordino, in considerazione dei livelli di complessita' della gestione e della relativa professionalita' richiesta. Una parte variabile della retribuzione, non inferiore al 30 per cento, e' correlata ai risultati raggiunti appositamente valutati dagli organi preposti al controllo di gestione di cui all'art. 8.

7. Le indennita' di carica degli amministratori degli enti locali, oltre a non poter essere cumulate con le indennita' spettanti ai componenti delle Camere e del Parlamento europeo, non sono cumulabili con nessun altro emolumento fisso o variabile derivante da nomina politica di competenza regionale, anche presso enti pubblici economici. [Il divieto di cumulo non vale per gli Amministratori dei Comuni al di sotto dei 5000 abitanti.] ([19])

8. In caso di cumulo di incarichi, consentito dalla legge, spetta all'amministratore l'indennita' di carica a lui piu' favorevole e, in sostituzione della seconda o delle altre indennita' di carica, gli puo' essere corrisposto un rimborso spese identico a quello che viene corrisposto ai dipendenti regionali per ogni giornata di effettiva partecipazione alle sedute degli organi istituzionali dell'ente e delle relative commissioni previste dalla legge o dallo statuto dell'ente.

9. La corresponsione del rimborso spese di cui al comma 8 non e' cumulabile nel caso di partecipazione a sedute di organi diversi nella stessa giornata e nella stessa citta'.

Art. 5-bis
(Cause di esclusione ed incompatibilita')

1. Non possono essere nominati negli organi di vertice, individuali e collegiali, di amministrazione e di controllo degli enti regionali coloro che si trovano in una delle condizioni previste dall'art. 7, comma 1, del D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilita' e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'art. 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190).

2. Il soggetto nominato che versi in una delle condizioni di cui al comma 1 e' tenuto a darne comunicazione entro cinque giorni all'Ente regionale presso cui ricopre il proprio incarico nonche' ai competenti uffici del Consiglio regionale che possono, comunque, procedere in ogni momento alla verifica in via d'ufficio della sussistenza di dette condizioni.

3. In ogni caso, il soggetto nominato e' tenuto a certificare, con cadenza annuale, la sussistenza o la non sussistenza delle condizioni di cui al comma 1, inoltrando, entro il 30 marzo di ogni anno, all'Ente regionale presso cui ricopre il proprio incarico, nonche' ai competenti uffici del Consiglio regionale, apposita autodichiarazione sostitutiva dell'atto di notorieta' ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 444 (Disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa). In caso di mancata o parziale ottemperanza a detto obbligo di certificazione, l'Ente regionale presso cui il soggetto nominato ricopre il proprio incarico diffida l'inadempiente a provvedere entro il termine di quindici giorni, decorso il quale procede d'ufficio nei confronti del soggetto che non abbia ancora adempiuto alla sospensione dell'erogazione del trattamento economico, con effetto dal primo mese successivo e per il tempo in cui permane l'inadempienza, dandone comunicazione ai competenti uffici del Consiglio regionale.

4. La nomina di coloro che si trovano nelle condizioni di cui al comma 1 e' nulla. L'organo che ha deliberato la nomina e' tenuto a revocarla non appena venuto a conoscenza dell'esistenza delle condizioni stesse. L'Ente regionale presso cui il soggetto nominato ricopre il proprio incarico procede d'ufficio al recupero delle somme indebitamente percepite a decorrere dal verificarsi della condizione stessa.

5. Sono incompatibili con l'incarico di componente degli organi di vertice, individuali e collegiali, di amministrazione e di controllo degli enti regionali coloro che rivestono una delle predette cariche in altro ente regionale.

6. I soggetti che si trovano nelle condizioni di incompatibilita' di cui al comma 5 o nelle ulteriori condizioni di incompatibilita' previste dalle singole leggi di settore, sono tenuti a rimuovere la relativa causa, pena la decadenza dalla carica, entro il termine di quindici giorni dalla data della contestazione della stessa all'interessato da parte dell'Ente presso cui il soggetto nominato ricopre il proprio incarico o dei competenti uffici del Consiglio regionale. Si applicano, a tal fine, gli obblighi di comunicazione e autocertificazione, con le relative procedure, di cui rispettivamente ai commi 2 e 3. ([20])

Art. 5-ter
(Condizioni di inconferibilita' e incompatibilita' di cui al D.Lgs. 39/2013)

1. Le nomine di competenza regionale sono effettuate nel rispetto delle condizioni di inconferibilita' e incompatibilita' degli incarichi disposte dal Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell'articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190).

2. Per gli aspetti sostanziali e procedurali si applicano, rispettivamente, i commi 2, 3 e 4 dell'art. 5-bis per le condizioni di inconferibilita' ed il comma 6 dell'art. 5-bis per le condizioni di incompatibilita'. ([21])

Art. 6
(Revoca e scioglimento)

1. L'Assessore regionale competente per materia, qualora riscontri gravi e persistenti irregolarita' ovvero difformita' rispetto alle finalita' istituzionali dell'ente ed alle direttive della Giunta regionale, propone alla Giunta regionale la revoca del Direttore dell'Agenzia. La Giunta dispone con provvedimento motivato la revoca, dandone comunicazione al Consiglio Regionale nella prima seduta utile. All'atto della revoca, la Giunta regionale nomina un commissario per la gestione straordinaria dell'ente regionale. Il Commissario esercita le funzioni per un periodo massimo di sei mesi, prorogabile per una sola volta, per dare luogo alla ricostituzione degli organi ordinari dell'ente, trascorso il quale decade.

2. Qualora siano riscontrate gravi e persistenti irregolarita' ovvero difformita' rispetto alle finalita' istituzionali dell'ente ed alle direttive della Giunta regionale da parte del Presidente dell'Istituto ovvero del Consiglio di amministrazione dell'Azienda, il Consiglio regionale, anche su proposta della Giunta, ne dispone con provvedimento motivato la revoca ovvero lo scioglimento, previo parere della competente Commissione per materia formulato con procedura d'urgenza. Il Consiglio stesso provvede ad indicare un Commissario per la gestione straordinaria dell'Ente. In caso di inerzia del Consiglio, trascorsi quindici giorni dalla data della revoca, o dello scioglimento, il Presidente del Consiglio regionale puo' avvalersi del potere sostitutivo e nominare il Commissario, riferendone all'Assemblea nella prima seduta utile. Il Commissario esercita le funzioni per un periodo massimo di sei mesi, prorogabile per una sola volta, per dare luogo alla ricostituzione degli Organi gestionali, trascorso il quale decade. ([22])

3. Qualora sia riscontrato il mancato o irregolare svolgimento delle funzioni da parte del collegio dei revisori dei conti, il Consiglio regionale, anche su proposta della Giunta regionale, ne dispone con provvedimento motivato lo scioglimento, previo parere della competente Commissione per materia formulato con procedura d'urgenza.

Art. 7
(Controllo del Consiglio regionale)

1. Il Consiglio regionale, in applicazione dell'art. 26 dello Statuto, esercita la funzione di controllo sugli enti dipendenti dalla Regione, le aziende, le agenzie, gli istituti e le societa' controllate e partecipate dalla Regione per valutare gli effetti delle politiche e per verificare il raggiungimento dei risultati previsti.

2. Le funzioni di cui al comma 1 sono svolte per il tramite delle Commissioni consiliari competenti per materia.

3. Gli enti di cui al comma 1 trasmettono alla Commissione consiliare competente per materia:

a) ogni due mesi, l'elenco delle deliberazioni adottate dagli organi di vertice, specificando l'oggetto di ciascun atto;

b) ogni sei mesi, una relazione sull'attivita' svolta, nonche' sulle linee generali dell'attivita' prevista per il semestre successivo.

4. Ciascuna Commissione puo' richiedere agli enti di cui al comma 1, per le attivita' di rispettiva competenza, la documentazione necessaria allo svolgimento delle attivita' di controllo, convocando, se necessario, gli organi degli enti regionali.

5. Ciascuna Commissione presenta al Consiglio regionale, entro il quindici ottobre di ogni anno, una relazione sull'attivita' svolta dagli enti di cui al comma 1 ed una relazione sull'attivita' di controllo svolta ogni qualvolta lo ritenga necessario.

6. Nell'esercizio della funzione di controllo, la Commissione non puo' emanare direttive agli uffici, o procedere ad imputazione di responsabilita' o sindacare l'attivita' di organi, enti e uffici fuori dalle relazioni di cui al comma 5.

7. Le relazioni di cui al comma 5 sono trasmesse agli enti sottoposti al controllo.

Art. 8
(Controllo di gestione)

1. Gli organi di amministrazione e i dirigenti degli enti regionali sono responsabili, nei rispettivi ambiti di competenza, dei risultati dell'attivita' dell'ente in relazione agli obiettivi programmati, alla realizzazione dei programmi e dei progetti loro affidati ed ai risultati della gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa la gestione del personale.

2. Gli enti regionali adottano, sulla scorta di direttive approvate dalla Giunta regionale, misure organizzative idonee a consentire la rilevazione e l'analisi dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attivita' svolta da ciascun ente, con l'istituzione di specifici uffici, ai fini del controllo di gestione da parte di apposito servizio regionale.

3. Il Collegio dei revisori dei conti di ciascun ente regionale collabora con il servizio regionale di controllo di gestione di cui al comma 2, nonche' con gli uffici di controllo interno degli enti regionali, per il miglior adempimento dei loro compiti di istituto. Collabora altresi' mettendo a disposizione informazioni e documenti richiesti a scopo informativo e valutativo dalla commissione consiliare competente per materia.

4. Il Collegio dei revisori dei conti ha l'obbligo di segnalare e comunicare le irregolarita' riscontrate al Servizio regionale preposto al controllo di gestione ed agli Uffici di controllo interno degli enti regionali di cui al comma 2.

Art. 9
(Controlli sociali a tutela dell'utenza)

1. Nei casi nei quali sussiste l'esigenza di un controllo sociale sulla qualita' dell'erogazione dei servizi resi dagli enti regionali o dai concessionari, possono essere previste forme di partecipazione dell'utenza ad organismi di monitoraggio della domanda sociale e del grado di soddisfacimento della medesima, a supporto dell'attivita' di vigilanza sugli enti regionali e sui concessionari.

Art. 10
(Personale degli enti soppressi, fusi o incorporati)

1. Le singole leggi di riordino disciplinano l'assegnazione o trasferimento del personale in servizio presso gli enti regionali per i quali si procede al riordino, nel rispetto dell'art. 31 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n. 165 ''Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche''.

2. Il personale di cui al comma 1 mantiene in ogni caso la posizione giuridica ed economica maturata presso l'Ente di appartenenza.

Art. 11
(Disposizioni transitorie)

1. Nelle more dell'approvazione delle singole leggi di riordino, il Presidente della Giunta regionale, sentito il Presidente del Consiglio il quale ne da' immediata comunicazione ai Capigruppo consiliari, puo' disporre il commissariamento degli organi amministrativi di vertice, collegiali ed individuali, degli enti per i quali si procede al riordino, facendo ricorso, ove possibile, al personale dipendente della Regione o di enti dipendenti economici e non economici. ([23])

2. Nelle more dell'approvazione delle singole leggi di riordino, gli enti regionali di cui all'art. 1 non possono modificare in aumento le piante organiche, assumere personale, rilasciare fideiussioni, alienare beni immobili e comunque compiere atti di straordinaria amministrazione salvo autorizzazione della Giunta regionale, in relazione a motivate richieste. ([24])

Art. 12
(Modifiche alla L.R. n. 29/2006 ed abrogazioni)

1. Sono abrogati i commi da 43 a 50 dell'art. 1 della L.R. 31 dicembre 2007, n. 47, recante ''Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2008 e pluriennale 2008-2010 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2008)''.

2. E' abrogata la L.R. 11 agosto 1977, n. 41, recante ''Disciplina per le nomine di competenza della Regione e per il conferimento di incarichi'' ad eccezione dell'art. 2 che resta in vigore fino a quando il Consiglio regionale non provveda a disciplinare la materia con il regolamento interno.

3. Al comma 4 dell'art. 47 della L.R. 25 agosto 2006, n. 29, recante ''Modifiche ed integrazioni alla L.R. 31 dicembre 2005, n. 46 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2006 e pluriennale 2006-2008 - Legge finanziaria regionale 2006) e alla L.R. 31 dicembre 2005, n. 47 (Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2006 - Bilancio pluriennale 2006-2008) - 1o Provvedimento di variazione'', le parole ''Struttura speciale di supporto del sistema informativo regionale della Giunta regionale d'Abruzzo'' sono sostituite dalle parole ''Direzione Affari della Presidenza, Politiche legislative e comunitarie, Programmazione, Parchi, Territorio, Valutazioni ambientali, energia, con l'obiettivo di rappresentare supporto per tutte le attivita' di competenza della predetta Direzione e, se richiesto, di altre Direzioni che andranno ad interagire con essa.''.

Art. 13
(Norma finanziaria)

1. La presente legge non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 14
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo.



([1]) Pubblicata nel BURA 27 marzo 2009, n. 20.

([2]) Le parole "Revisore legale" sono state introdotte dall'art. 1, comma 1, L.R. 23 giugno 2016, n. 18 in sostituzione delle originarie parole "Collegio dei revisori dei conti".

([3]) Le parole "Revisore legale" sono state introdotte dall'art. 1, comma 1, L.R. 23 giugno 2016, n. 18 in sostituzione delle originarie parole "Collegio dei revisori dei conti".

([4]) Le parole "Revisore legale" sono state introdotte dall'art. 1, comma 1, L.R. 23 giugno 2016, n. 18 in sostituzione delle originarie parole "Collegio dei revisori dei conti".

([5]) Ai sensi dell'art. 9, commi 2 e 3, L.R. 12 gennaio 2018, n. 4, le nomine degli organi di controllo non espletate alla data della sua entrata in vigore sono effettuate secondo le disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo e a decorrere dalla medesima data e' soppresso l'elenco regionale dei componenti gli organi di controllo istituito presso il Consiglio regionale.

([6]) Comma inserito dall'art. 26, comma 1, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1, poi sostituito dall'art. 9, comma 1, lett. a), L.R. 12 gennaio 2018, n. 4 (vedi, anche, i commi 2 e 3 del medesimo art. 9), infine cosi' modificato dall'art. 3, comma 1, L.R. 28 giugno 2019, n. 14 (vedi, anche, i commi 2, 3 e 4 del medesimo art. 3).

([7]) Comma inserito dall'art. 26, comma 1, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1. L'ultimo periodo del presente comma, in origine aggiunto al comma 1 del presente articolo dall'art. 1, comma 1, lett. a), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34, e' stato qui aggiunto a seguito della modifica introdotta a detto art. 1 dall'art. 8, comma 1, L.R. 20 novembre 2013, n. 41. Il presente comma e' stato poi abrogato dall'art. 9, comma 1, lett. b), L.R. 12 gennaio 2018, n. 4 (vedi, anche i commi 2 e 3 del medesimo art. 9).

([8]) Comma inserito dall'art. 26, comma 1, L.R. 10 gennaio 2012, n. 1 e poi cosi' sostituito dall'art. 9, comma 1, lett. c), L.R. 12 gennaio 2018, n. 4 (vedi, anche i commi 2 e 3 del medesimo art. 9)..

([9]) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, lett. b), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([10]) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, lett. b), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([11]) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, lett. b), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34 e poi cosi' modificato dall'art. 29, comma 1, L.R. 26 agosto 2014, n. 35. Vedi, anche il comma 2 del medesimo art. 29.

([12]) Comma inserito dall'art. 1, comma 1, lett. b), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([13]) Comma inserito dall'art. 14, comma 1, L.R. 13 gennaio 2014, n. 7.

([14]) Comma inserito dall'art. 14, comma 1, L.R. 13 gennaio 2014, n. 7.

([15]) Comma inserito dall'art. 14, comma 1, L.R. 13 gennaio 2014, n. 7.

([16]) Parole soppresse dall'art. 1, comma 1, lett. c), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([17]) Comma cosi' sostituito dall'art. 1, comma 1, lett. d), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34. Il testo originario era cosi' formulato: "4. Prima di procedere alle nomine di cui ai commi 1 e 2, la Regione provvede a pubblicare il relativo bando o avviso pubblico sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo e sul sito web istituzionale della Regione.".

([18]) Comma abrogato dall'art. 1, comma 1, lett. e), L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([19]) Il Consiglio dei ministri: con delibera del 21 maggio 2009 ha impugnato il presente comma, nella parte in cui esclude dal divieto di cumulo gli amministratori dei Comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, per violazione del principio di uguaglianza di cui all'art. 3 Cost., dei principi di ragionevolezza, imparzialita' e buon andamento di cui all'art. 97 Cost. e dell'art. 117, comma 3 Cost.; con delibera del 15 ottobre 2009, ha rinunciato all'impugnativa essendo venute meno le censure precedentemente formulate con la soppressione delle parole tra parentesi quadre operata dall'art. 6, L.R. 4 agosto 2009, n. 12. La Corte costituzionale, con ordinanza 22 febbraio 2010, n. 79, ha dichiarato estinto il processo.

([20]) Articolo inserito dall'art. 2, comma 1, L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([21]) Articolo inserito dall'art. 2, comma 1, L.R. 15 ottobre 2013, n. 34.

([22]) Cfr.: D.P.C.R. 22 luglio 2009, n. 21 (Nomina del Commissario per la gestione straordinaria dell'ARET), pubblicato nel BURA 28 agosto 2009, n. 45; D.P.C.R. 26 gennaio 2010, n. 1 (Proroga incarico Commissario A.R.E.T.), pubblicato nel BURA 12 febbraio 2010, n. 9.

([23]) Cfr.: D.P.G.R. 3 luglio 2009, n. 65 (Commissariamento dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente ''A.R.T.A.'' Nomina Commissario), pubblicato nel BURA 22 luglio 2009, n. 35; D.P.G.R. 10 luglio 2009, n. 67 (Commissariamento dell'Azienda di Promozione Turistica Regionale ''A.P.T.R.'' - Nomina Commissario), pubblicato nel BURA 7 agosto 2009, n. 40; D.P.G.R. 16 luglio 2009, n. 68 (Affidamento incarico di Commissario Straordinario, ai sensi dell'art. 11 della L.R. 4/2009, del Consorzio di Sviluppo Industriale dell'area Chieti - Pescara), pubblicato nel BURA 7 agosto 2009, n. 40; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 72 (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Chieti. Nomina Commissario Straordinario), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 73 (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di L'Aquila. Nomina Commissario Straordinario), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 74 (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Teramo. Nomina Commissario Straordinario), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 75 (Nomina Commissario Straordinario dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo ''A.R.S.S.A''), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 76 (Nomina Commissari delle Aziende Territoriali per l'Edilizia Residenziale ''ATER''), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 23 luglio 2009, n. 79 (Abruzzo Lavoro. Nomina Commissario Straordinario), pubblicato nel BURA 19 agosto 2009, n. 43; D.P.G.R. 27 luglio 2009, n. 78 (Nomina Commissario Straordinario dell'Associazione Ciapi), pubblicato nel BURA 26 agosto 2009, n. 44; D.P.G.R. 27 luglio 2009, n. 77 (Nomina Commissario Straordinario della Fondazione Ciapi), pubblicato nel BURA 28 agosto 2009, n. 45; D.P.G.R. 16 dicembre 2009, n. 134 (Nomina Commissario Straordinario dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo - A.R.S.S.A.), pubblicato nel BURA 15 gennaio 2010, n. 3; Delib.G.R. 14 dicembre 2009, n. 751 (Direttive rivolte agli Enti dipendenti dalla Regione Abruzzo di cui agli artt. 55 e 56 dello Statuto regionale in materia di organizzazione e di politiche del personale), pubblicata nel BURA 5 febbraio 2010, n. 7; D.P.G.R. 20 gennaio 2010, n. 2 (Art. 11 L.R. n. 4 del 24.03.2009 - Commissariamento dell'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente. D.P.G.R. n. 65 del 03.07.2009 - Proroga), pubblicato nel BURA 10 febbraio 2010, n. 8; D.P.G.R. 29 gennaio 2010, n. 4 (Nomina del Commissario Regionale presso il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di L'Aquila), pubblicata nel BURA 24 febbraio 2010, n. 12.

([24]) Le parole "salvo autorizzazione... richieste" sono state aggiunte dall'art. 26, L.R. 9 gennaio 2010, n. 1. L'art. 27, comma 1, della medesima L.R. n. 1/2010 cosi' dispone: <<1. Il divieto di alienazione dei beni immobili di cui all'art. 11, comma 2 della L.R. 24.3.2009 n. 4, recante "Principi generali per il riordino degli Enti regionali" non si applica alle ATER. Sono fatti salvi gli effetti degli atti compiuti dall'entrata in vigore della L.R. n. 4/2009. Le ATER possono concordare, con l'Assessorato regionale competente, rimodulazioni dei piani di vendita gia' approvati ai sensi della vigente normativa.>>. L'art. 27, comma 3, della richiamata L.R. n. 1/2010 cosi' dispone: <<3. Al fine di consentire gli interventi straordinari finalizzati alla riattazione degli immobili di proprieta' delle ATER danneggiati dal sima del 6 aprile 2009, ai Commissari delle ATER, nominati ai sensi dell'art. 11 della L.R. 24.3.2009, n. 4, in materia di permessi si applicano le disposizioni relative ai consiglieri d'amministrazione degli Istituti Autonomi delle Case Popolari, comunque denominati, di cui all'art. 18, comma 3 della Legge 3 agosto 1999, n. 265 e dagli artt. 79, commi 4 e segg., e 80 del D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267.>>