Intera legge

L.R. 15 ottobre 2012, n. 49

Norme per l'attuazione dell'articolo 5 del D.L. 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre europeo - Prime disposizioni urgenti per l'economia) convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106 e modifica dell'articolo 85 della legge regionale 15/2004 "Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio annuale 2004 e pluriennale 2004-2006 della Regione Abruzzo (Legge finanziaria regionale 2004)".

(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 127/5 del 18 settembre 2012, pubblicata nel BURA 31 ottobre 2012, n. 56 ed entrata in vigore il 1° novembre 2012)

 

Testo vigente
(in vigore dal 22/08/2013)

 
   

 
Art. 5
(Condizioni e criteri per le modifiche di destinazione d'uso)

1. Ai sensi della lettera a), del comma 13, dell'articolo 5, del D.L. 70/2011 convertito, con modificazioni, dalla L. 106/2011 le modifiche di destinazioni di uso, realizzate anche attraverso interventi di cui agli articoli 3 e 4, sono ammissibili purché si tratti di destinazioni tra loro compatibili o complementari. 

2. Ferma la possibilità di modificare la destinazione d'uso degli edifici esistenti all'interno delle categorie già ammesse nella zona dagli strumenti urbanistici, sono comunque consentiti i cambi di destinazione verso quelle destinazioni già presenti, alla data di entrata in vigore della presente legge, nell'edificio o negli edifici esistenti o che si inseriscono in omogeneità col contesto, avuto riguardo alle funzioni esistenti nell'intorno dell'ambito o dell'edificio d'intervento. Il cambio di destinazione d'uso, in questo caso, deve essere funzionale alla finalità di riconnettere, razionalizzare e raccordare il tessuto urbano o edilizio. 

3. Nel caso in cui gli immobili siano inseriti in zone di P.R.G. che concorrono alla determinazione della dotazione complessiva degli standard di piano, presupposto essenziale per il cambio di destinazione d'uso è in ogni caso il rispetto dei limiti minimi inderogabili stabiliti dall'articolo 3 del D.M. 1444/1968, ovvero la relativa monetizzazione con i criteri stabiliti al comma 2 dell'articolo 3. 

4. La complementarietà delle destinazioni, che include anche le strutture accessorie è, invece, valutata in riferimento alla coesistenza di diverse destinazioni d'uso tra loro compatibili secondo i criteri indicati al comma 2, ovvero caratterizzate da un rapporto di integrazione e completamento delle diverse funzioni fra loro. 

5. Salva la possibilità delle Amministrazioni comunali di individuare ulteriori casi, sussiste complementarietà reciproca tra le seguenti destinazioni: 

a) destinazioni residenziali integrabili: con esercizi commerciali di vicinato; studi professionali; artigianato di servizio [alla persona]; ricettività di tipo albergo diffuso;

b) destinazioni produttive quali: industriali, artigianali, direzionale e servizi, integrabili con: commerciali di vicinato, ricettività alberghiera ed extra - alberghiera, cultura e comunicazione; 

c) destinazioni turistico- ricettive, integrabili con: ricettività alberghiera ed extra alberghiera, residenze o alloggi turistici anche ad uso privato, stabile o stagionale, residenze per il personale addetto; 

d) destinazioni direzionali integrabili con: artigianato, servizi, commerciale nella forma di esercizio di vicinato; 

e) destinazioni agricole integrabili con: attività agrituristica in ogni forma, somministrazione alimenti e bevande. 

6. Per le destinazioni d'uso commerciale diverse dagli esercizi di vicinato, restano fermi i parametri urbanistici stabiliti dalla L.R. 16 luglio 2008, n. 11 "Nuove norme in materia di commercio" e le relative procedure per il rilascio delle autorizzazioni edilizie e commerciali. 

7. Le destinazioni extra-alberghiere sono quelle indicate nella L.R. 28 aprile 1995, n. 75 "Disciplina delle strutture turistiche extralberghiere" e successive modifiche e integrazioni e sono disciplinate da tale disposizione. 

8. Per gli immobili che hanno beneficiato di incentivi economici pubblici, le modifiche di destinazione d'uso di cui al presente articolo sono ammissibili nel rispetto degli eventuali vincoli indicati nei singoli atti concessori. 

_________________

Note all'art. 5:

     Alla lettera a) del comma 5, le parole "alla persona" sono state soppresse dall'art. 1, comma 5, lettera a), L.R. 18 dicembre 2012, n. 62. L'art. 2, comma 1, L.R. 18 dicembre 2012, n. 62 così recita: "1. Le disposizioni della presente legge sono attuate in tutti i Comuni dell'Abruzzo secondo quanto stabilito dall'art. 1.". Alla medesima lettera a) del comma 5, le parole "ricettività di tipo albergo diffuso;" sono state aggiunte dall'art. 8, comma 1, L.R. 9 agosto 2013, n. 22.

     La lettera b) del comma 5 è stata così sostituita dall'art. 1, comma 5, lettera b), L.R. 18 dicembre 2012, n. 62. Il testo originario era così formulato: "b) destinazioni produttive, industriali o artigianali integrabili con: direzionale e servizi; commerciali di vicinato, ricettività alberghiera ed extra - alberghiera, cultura e comunicazione;". L'art. 2, comma 1, L.R. 18 dicembre 2012, n. 62 così recita: "1. Le disposizioni della presente legge sono attuate in tutti i Comuni dell'Abruzzo secondo quanto stabilito dall'art. 1.".

     Alla lettera d) del comma 5, le parole "servizi, " sono state inserite dall'art. 1, comma 5, lettera c), L.R. 18 dicembre 2012, n. 62. L'art. 2, comma 1, L.R. 18 dicembre 2012, n. 62 così recita: "1. Le disposizioni della presente legge sono attuate in tutti i Comuni dell'Abruzzo secondo quanto stabilito dall'art. 1.".

_____________________________________