Intera legge

L.R. 28 dicembre 2012, n. 68

Disposizioni di adeguamento agli articoli 1 e 2 del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213. Modifiche alla legge regionale 10 agosto 2010, n. 40 (Testo unico sul trattamento economico spettante ai Consiglieri regionali e sulle spese generali di funzionamento dei gruppi consiliari). Istituzione del Collegio dei revisori dei conti.

(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 137/2 del 21 dicembre 2012, pubblicata nel BURA 28 dicembre 2012, n. 94 Speciale ed entrata in vigore il 29 dicembre 2012)

 

Testo vigente
(in vigore dal 25/01/2018)

 
   

 
Capo I
Adeguamento agli artt. 1 e 2 del d.l. 174/2012 convertito dalla l. 213/2012

 
Sezione III
Istituzione del Collegio dei Revisori dei Conti

 
Art. 19
(Collegio dei Revisori dei conti)

1. E' istituito, ai sensi dell'articolo 85, comma 1, dello Statuto regionale, il Collegio dei revisori dei conti della Regione Abruzzo, di seguito denominato Collegio, in attuazione dell'articolo 14, comma 1, lettera e), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148

2. Il Collegio ha sede a L'Aquila presso la sede del Consiglio regionale. L'Ufficio di Presidenza assicura al Collegio la disponibilità di spazi, arredi ed attrezzature adeguati allo svolgimento delle sue funzioni. 

 
Art. 20
(Composizione e nomina del collegio)

1. Il Collegio è composto da tre membri, nominati dal Consiglio regionale a seguito di estrazione a sorte tra gli iscritti all'elenco di cui all'articolo 25. Il sorteggio è effettuato con le modalità stabilite dall'Ufficio di Presidenza.

2. I componenti del collegio eleggono, al loro interno, il Presidente. 

 
Art. 21
(Pareri obbligatori)

1. Il Collegio esprime parere obbligatorio sulle proposte di legge di bilancio, di assestamento e di variazione del bilancio, di rendiconto generale, e sui relativi allegati. Il parere del collegio è allegato, a pena di irricevibilità, alle proposte di legge all'atto del loro deposito presso il Consiglio regionale. 

2. Il parere sulle proposte di legge di bilancio, di assestamento e di variazione del bilancio, e sui relativi allegati, esprime un motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni, tenuto conto delle variazioni rispetto all'anno precedente, delle disposizioni della legge finanziaria e di ogni altro elemento utile, ed indica le misure atte ad assicurare l'attendibilità delle impostazioni.

3. Il parere sulla proposta di legge di rendiconto generale attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione e formula rilievi, considerazioni e proposte tendenti a conseguire efficienza, produttività ed economicità della gestione. 

4. Nella relazione delle proposte di legge di cui al comma 1, sono indicati l'avvenuto adeguamento al parere del collegio oppure la motivazione del mancato adeguamento, in tutto o in parte, allo stesso parere. 

5. I pareri del collegio sono resi entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento dell'atto. Decorso il termine, la Giunta regionale può prescindere dall'espressione del parere ai fini della presentazione della proposta di legge, dando atto di ciò nella relazione. 

6. La Giunta regionale favorisce l'attività istruttoria del collegio assicurando ad esso, in modo costante e tempestivo, l'informazione e la documentazione in ordine alla predisposizione degli atti sui quali il collegio deve esprimere il parere obbligatorio. 

 
Art. 22
(Altri compiti del collegio)

1. Il collegio, oltre a quanto previsto all'articolo 21: 

a) effettua verifiche di cassa almeno quadrimestrali; 

b) vigila, mediante rilevazioni a campione, sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione relativamente all'acquisizione delle entrate, all'effettuazione delle spese, all'attività contrattuale, all'amministrazione dei beni, alla completezza della documentazione, agli adempimenti fiscali ed alla tenuta della contabilità; 

c) vigila sulla corretta certificazione degli obbiettivi relativi al rispetto del patto di stabilità interno; 

d) esercita il controllo ed esprime pareri sulla compatibilità dei costi della contrattazione collettiva integrativa con i vincoli di bilancio e quelli derivanti dall'applicazione delle norme di legge ed altri atti relativi alle spese per il personale; 

e) su richiesta della Giunta regionale o del Consiglio regionale, formula pareri su atti inerenti all'ordinamento contabile e finanziario della Regione; 

f) riferisce alla Giunta regionale ed alla commissione di controllo del Consiglio regionale su gravi irregolarità di gestione, con contestuale denuncia ai competenti organi giurisdizionali ove si configurino ipotesi di responsabilità; 

g) fornisce collaborazione al gruppo consiliare nella fase di predisposizione del rendiconto e suggerisce al gruppo tutte le misure atte ad assicurare l'attendibilità contabile del conto; 

h) controllo contabile relativo alla gestione del Consiglio regionale; 

i) pareri sulla proposta di bilancio di previsione del Consiglio Regionale e dei documenti allegati e sulle variazioni di bilancio; 

j) relazione sul rendiconto della gestione del Consiglio regionale, con l'attestazione sulla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione; 

k) certificazione dei risparmi previsti nei piani di razionalizzazione di cui all'articolo 16, commi 4 e 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", convertito, con modificazioni, dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111

2. Il collegio si raccorda con la sezione regionale della Corte dei conti, nell'esercizio delle rispettive funzioni, al fine del coordinamento della finanza pubblica. 

 
Art. 23
(Modalità di esercizio delle funzioni)

1. Al fine di garantire l'adempimento delle funzioni di cui agli articoli 21 e 22, i componenti del collegio hanno diritto di accesso agli atti e documenti della Regione e degli enti dipendenti nei modi e nei limiti previsti per l'accesso da parte dei consiglieri regionali. 

2. Il collegio può, e deve se richiesto, intervenire alle sedute della Giunta regionale nonché delle commissioni consiliari dedicate all'approvazione delle leggi di cui all'articolo 21, comma 1. 

3. La Giunta ed il Consiglio regionale assicurano al collegio, tramite i propri uffici, il supporto tecnico e le risorse strumentali necessari per lo svolgimento dei suoi compiti e fornisce tutte le notizie e informazioni necessarie allo svolgimento delle sue funzioni, anche in relazione agli enti dipendenti. 

 
Art. 24
(Funzionamento del collegio)

1. Le funzioni del collegio sono svolte collegialmente, su iniziativa del presidente del collegio, al quale compete la convocazione delle sedute. 

2. Il collegio si riunisce almeno una volta ogni tre mesi. 

3. Il collegio si riunisce validamente con la presenza di due componenti, tra cui il presidente, e delibera validamente a maggioranza dei suoi componenti. 

4. Il collegio approva il verbale delle sedute e delle decisioni adottate. 

5. Copia dei verbali è trasmessa, non oltre il quindicesimo giorno dalla seduta o dalle attività effettuate, al Presidente del Consiglio regionale ed al Presidente della Giunta regionale. 

6. Il collegio adotta, nella prima seduta utile, un proprio regolamento di funzionamento. 

 
Art. 25
(Elenco regionale dei revisori dei conti)

1. Ai fini dell'articolo 20, è istituito, presso il Consiglio regionale, l'elenco dei candidati alla nomina a revisori dei conti della Regione Abruzzo. 

2. Possono essere iscritti all'elenco, su domanda, coloro che siano in possesso della qualifica di revisore legale di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE), nonché di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria anche degli enti territoriali, secondo i criteri individuati dalla Corte dei conti con deliberazione della sezione delle autonomie 8 febbraio 2012, ai sensi dell'articolo 14, comma 1, lettera e) del d.l. 138/2011 convertito dalla l. 148/2011

2-bis. L'elenco di cui al comma 1 è aggiornato annualmente a cura del competente Servizio del Consiglio regionale, sulla base delle domande pervenute in conformità all'avviso pubblico che a tal fine è reso disponibile sul sito istituzionale del Consiglio Regionale.

 
Art. 26
(Durata della carica)

1. Il collegio dura in carica per cinque anni e i suoi componenti non sono immediatamente rinominabili. 

2. In caso di sostituzione di un singolo componente, esso dura in carica quanto il collegio in cui è nominato. 

3. Il componente del collegio cessa anticipatamente dall'incarico in caso di: 

a) dimissioni volontarie; 

b) decadenza; 

c) revoca. 

4. Il componente del collegio decade di diritto a seguito di radiazione, sospensione o cancellazione dall'albo dei revisori, ovvero per sopravvenuta incompatibilità. 

5. Il componente del collegio è revocabile dal Consiglio regionale, previo contraddittorio con l'interessato, solo per inadempienza dei doveri d'ufficio di cui all'articolo 22. 

 
Art. 27
(Responsabilità)

1. I componenti del collegio rispondono della veridicità delle loro attestazioni e adempiono ai loro doveri con la diligenza del mandatario. Hanno obbligo di riservatezza sui fatti e documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. 

 
Art. 28
(Indennità e rimborso spese)

1. Ai componenti ed al Presidente del Collegio spetta una indennità annua nella misura pari rispettivamente al 15% ed al 20% dell'indennità annua di carica e di funzione del Presidente della Giunta.

2. Ai fini dell'esercizio delle funzioni, ai componenti ed al Presidente del Collegio è corrisposto il rimborso delle spese di viaggio debitamente documentate, se effettuato con mezzi pubblici, o un'indennità chilometrica pari ad 1/5 del costo di un litro di benzina, per ogni chilometro percorso con mezzo proprio dal luogo di residenza o domicilio, da calcolarsi in base alla minore distanza rispetto al luogo di svolgimento delle funzioni.

 
Art. 29
(Cause di esclusione ed incompatibilità)

1. Non sono nominabili nell'incarico di componenti del collegio: 

a) i consiglieri regionali, i membri della Giunta regionale ed i componenti degli organi di vertice collegiali nonché gli organi individuali di amministrazione e di controllo degli Enti regionali di cui alla L.R. 24 marzo 2009, n. 4 (Principi generali in materia di riordino degli Enti regionali) e coloro che hanno ricoperto tali incarichi nei due anni precedenti; 

b) i parlamentari, ministri e sottosegretari del governo, i membri delle istituzioni europee, gli amministratori pubblici degli enti locali della Regione, i titolari di uffici direttivi dei partiti politici e dei sindacati a livello nazionale e regionale, i dipendenti della Regione e degli enti dipendenti, e coloro che hanno ricoperto tali incarichi nei due anni precedenti; 

c) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382 del codice civile. 

2. Sono incompatibili con l'incarico di componente del collegio coloro che sono legati alla Regione o agli enti dipendenti da un rapporto di lavoro o di consulenza o di prestazione d'opera retribuita ovvero da altri rapporti di natura patrimoniale. 

3. Sono altresì incompatibili con l'incarico di componente del collegio coloro che hanno una lite pendente, in quanto parte in un procedimento civile od amministrativo, con la regione. 

4. L'ipotesi di cui al comma 3 non si applica per fatto connesso con l'esercizio dell'incarico di componente del collegio. 

5. I soggetti che si trovano in una delle condizioni di cui al comma 1 non possono essere iscritti nell'elenco di cui all'art. 25. La sopravvenienza di una delle predette condizioni comporta la decadenza dalla carica di revisore dei conti, con decorrenza dalla data in cui si è concretizzata la predetta condizione.

6. I soggetti che si trovano nelle condizioni di incompatibilità di cui ai commi 2 e 3 sono tenuti a rimuovere la relativa causa, pena la decadenza dalla carica, entro il termine di dieci giorni dalla data della contestazione della stessa all'interessato da parte del competente Servizio del Consiglio Regionale.

7. Il soggetto nominato quale componente del Collegio dei revisori dei conti che versi in una delle condizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 è tenuto a darne comunicazione entro cinque giorni al competente Servizio del Consiglio regionale che può, comunque, procedere in ogni momento alla verifica in via d'ufficio della sussistenza di dette condizioni. In ogni caso, il soggetto nominato è tenuto a certificare, con cadenza annuale, la sussistenza o la non sussistenza delle condizioni di cui ai commi 1, 2 e 3, inoltrando, entro il 30 marzo di ogni anno, al competente Servizio del Consiglio regionale, apposita autodichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 444 (Disposizioni regolamentari in materia di documentazione amministrativa). In caso di mancata o parziale ottemperanza a detto obbligo di certificazione, il soggetto inadempiente viene diffidato a provvedere entro il termine di quindici giorni, decorso il quale si procede d'ufficio nei confronti del soggetto che non abbia ancora adempiuto alla sospensione dell'erogazione del trattamento economico, con effetto dal primo mese successivo e per il tempo in cui permane l'inadempienza.

8. I componenti del collegio non possono assumere nuovi incarichi o consulenze presso la Regione o presso organismi o istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo o vigilanza della stessa, nonché presso enti locali.