Intera legge

L.R. 28 maggio 2013, n. 12

Modifiche all'art. 7 della L.R. 15/2003, integrazione all'art. 3 della L.R. 10/2013, sostituzione dell'art. 3 della L.R. 41/2011, contributi per la salvaguardia del Trabocco di Punta Turchino, tutela del patrimonio arboreo della regione, contributi a favore del CIAPI e del COTIR e disposizioni per il funzionamento della Struttura del Servizio Cooperazione territoriale IPA Adriatico.

(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 148/8 del 21 maggio 2013, pubblicata nel BURA 5 giugno 2013, n. 21 ed entrata in vigore il 6 giugno 2013)

 

Testo vigente
(in vigore dal 10/05/2014)

 
   

 
Art. 6
(Tutela del patrimonio arboreo della regione)

1. La Regione, ai sensi dell'articolo 9 del proprio Statuto, protegge e valorizza il paesaggio, le bellezze naturali e l'ambiente, garantisce la tutela ed il rispetto delle risorse e dei beni naturali, assicurandone la fruizione a tutti i cittadini.

2. Ai fini della tutela e della salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale, nelle more della redazione degli elenchi comunali e regionale di cui al comma 3, dell'art. 7, della Legge 14 gennaio 2013, n. 10, avente ad oggetto "Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani", e' vietato sul territorio dei centri urbani regionali il danneggiamento, l'abbattimento e l'espianto di: 
a) alberi ad alto fusto isolati o facenti parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovvero alberi secolari tipici, suscettibili di considerazione ai sensi della lett. a), comma 1, articolo 7, della Legge n. 10/2013
b) filari e alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale;
c) alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

3. L'abbattimento e l'espianto del patrimonio arboreo di cui al comma 2, esclusivamente per casi motivati e improcrastinabili, e' consentito previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale dello Stato, idoneo ad escludere la praticabilita' di soluzioni alternative o complementari aventi minore impatto ambientale.

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Note all'art. 6:

     Articolo abrogato dall'art. 89, comma 2, lettera s), L.R. 4 gennaio 2014, n. 3. Detta lettera s) e' stata poi abrogata dall'art. 1, comma 1, L.R. 28 aprile 2014, n. 27, il quale ha altresi' disposto la reviviscenza delle norme di cui al presente articolo.

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