Intera legge

L.R. 16 luglio 2013, n. 19

Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 giugno 1996, n. 36 (Adeguamento funzionale, riordino e norme per il risanamento dei Consorzi di Bonifica) e altre disposizioni normative.

(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 154/3 del 2 luglio 2013, pubblicata nel BURA 24 luglio 2013, n. 27 ed entrata in vigore il 25 luglio 2013)

 

Testo vigente
(in vigore dal 20/08/2016)

 
   

 
Art. 5
(Piccoli impianti idroelettrici di cui al d.m. 6 luglio 2012 (Attuazione dell’articolo 24 del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 recante Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici))

1. Fatte salve le procedure di cui alla Parte II del d.lgs 152/2006 e dell’articolo 6, comma 3, della direttiva 92/43/CEE, nonché, per gli impianti ricadenti in aree protette o posti su rami di corsi d’acqua interclusi tra aree protette, a condizione che l’acqua prelevata venga restituita in alveo in sito limitrofo al prelievo o comunque entro l’area interclusa, previo parere degli enti interessati, vengono meno i motivi di preclusione di cui all’articolo 8 della l.r. 17/2007 e dello Studio approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 671 del 24.7.2008 e successive modifiche e integrazioni:

a) per gli impianti di cui all’articolo 4, comma 3, lett. b) del d.m. 6 luglio 2012 (Attuazione dell’art. 24 del Decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici); 

b) per gli impianti di potenza nominale di concessione superiore a quella di cui alla lett. a) e fino a Kw 1500 di potenza nominale di concessione, se il proponente attiva, almeno per la durata di un anno, per i casi in cui non sia disponibile la serie storica dei dati idrometrici, proveniente da fonti ufficiali, relativi al corso d’acqua interessato, azioni di monitoraggio effettuate da soggetti terzi accreditati, reperisce ogni altro dato storico utile al fine di attestare le portate del corso d’acqua interessato dall’intervento e predispone una relazione idrologica, tesa ad individuare valori idrologici puntali e di dettaglio in corrispondenza della sezione di interesse, mediante la ricostruzione accurata del regime delle portate medie annue, mensili e cura di durata delle portate stesse.

1-bis. Per gli impianti con potenza maggiore di quelli di cui al comma 1, lett. b) rimangono applicabili i motivi di preclusione di cui all'art. 8 della L.R. n. 17/2007 e dello Studio approvato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 671 del 24 luglio 2008 e successive modifiche ed integrazioni.

1-ter. Gli impianti di cui al comma 1 rimangono assoggettati alle procedure di concessione per le derivazioni di acqua pubblica di cui al D.P.G.R. 13.8.2007 n. 3/Reg di attuazione del regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775. Il provvedimento di concessione è rilasciato solo se:

a) non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d'acqua interessato;

b) è garantito il minimo deflusso vitale e l'equilibrio del bilancio idrico;

c) non sussistono possibilità di riutilizzo di acque reflue depurate o provenienti dalla raccolta di acque piovane, ovvero, pur sussistendo tale possibilità, il riutilizzo non risulta sostenibile sotto il profilo economico.

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Note all'art. 5:

     Con delibera del 19 settembre 2013, il Consiglio dei ministri ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, il presente articolo nel testo originario per violazione dell'art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

     Il presente articolo è stato poi così modificato dall'art. 6, comma 1, lettere a) (che al comma 1 ha introdotto le parole "vengono meno" in sostituzione dell'originaria parola "cessano") e b) (che ha aggiunto i commi 1-bis e 1-ter), L.R. 27 dicembre 2013, n. 58.

     Con successiva delibera del 23 luglio 2014, il Consiglio dei ministri, considerato che dette modifiche hanno eliminato i motivi di illegittimità costituzionale e che, pertanto, sono venute meno le ragioni che hanno condotto all'impugnativa, ha rinunciato al ricorso.

     Con ordinanza n. 93 del 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l'estinzione del processo.

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