Intera legge

L.R. 13 ottobre 2020, n. 29

Modifiche alla legge regionale 12 aprile 1983, n. 18 (Norme per la conservazione, tutela, trasformazione del territorio della Regione Abruzzo), misure urgenti e temporanee di semplificazione e ulteriori disposizioni in materia urbanistica ed edilizia.

(Approvata dal Consiglio regionale con verbale n. 34/2 del 29 settembre 2020, pubblicata nel BURA 16 ottobre 2020, n. 160 Speciale ed entrata in vigore il 17 ottobre 2020)

 

Testo vigente
(in vigore dal 17/10/2020)

 
   

CAPO I
Modifiche alla l.r. 18/1983

 
Art. 10
(Sostituzione dell'art. 33 della l.r. 18/1983)

1. L'articolo 33 della l.r. 18/1983 e' sostituito dal seguente:
"Art. 33
(Variazione degli strumenti urbanistici)
1. Per la variazione dei piani vigenti si rinvia alle disposizioni della presente legge relative alla formazione degli strumenti urbanistici generali e attuativi.
2. Non costituiscono variante agli strumenti urbanistici generali ed attuativi:
a) le correzioni di errori materiali, nonche' gli atti che eliminano contrasti fra enunciazioni dello stesso strumento e per i quali sia evidente e univoco il rimedio;
b) gli adeguamenti di limitata entita' della localizzazione delle aree destinate alle infrastrutture, agli spazi e alle opere destinate a servizi sociali e ad attrezzature di interesse generale;
c) gli adeguamenti, entro il 10% della superficie territoriale, di limitata entita' dei perimetri delle aree sottoposte a strumento attuativo;
d) le modificazioni del tipo di strumento attuativo specificatamente imposto dallo strumento urbanistico generale; la modificazione non e' applicabile nel caso in cui lo strumento urbanistico generale vigente preveda il ricorso a piani di recupero e Piani di Insediamento Produttivo (PIP);
e) le modifiche necessarie per l'adeguamento del piano alle previsioni localizzative immediatamente cogenti contenute negli strumenti nazionali, regionali o provinciali di pianificazione territoriale;
f) le varianti obbligatorie di adeguamento ai piani sovraordinati e alle prescrizioni a seguito di approvazione della microzonazione sismica in caso di recepimento di sopraggiunte modifiche normative;
g) le determinazioni volte ad assoggettare porzioni del territorio gia' interamente urbanizzato alla formazione di strumenti attuativi di iniziativa pubblica o privata e le delimitazioni delle stesse, ove finalizzate ad interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana;
h) la destinazione ad opera o servizio pubblico di aree che lo strumento urbanistico generale vigente destina ad altra categoria di opera o servizio pubblico;
i) l'individuazione dei singoli edifici o gruppi di edifici sui quali e' consentito realizzare interventi di rigenerazione e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente;
j) il cambio di destinazione d'uso in applicazione del d.p.c.m. 22 gennaio 2018, n. 13 (Regolamento recante la definizione delle condizioni di esercizio dei condhotel, nonche' dei criteri e delle modalita' per la rimozione del vincolo di destinazione alberghiera in caso di interventi edilizi sugli esercizi alberghieri esistenti e limitatamente alla realizzazione della quota delle unita' abitative a destinazione residenziale, ai sensi dell'articolo 31 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164), purche' sia garantito il reperimento o la monetizzazione degli standard;
k) le determinazioni volte ad assoggettare, all'interno degli strumenti attuativi di iniziativa pubblica o privata, porzioni di territorio fino a un massimo di cinquemila metri quadrati di superficie territoriale a permesso di costruire convenzionato di cui all'articolo 28 del d.p.r. 380/2001, in parziale attuazione dei predetti strumenti, purche' non si pervenga ad interventi di ristrutturazione urbanistica; e' fatta salva l'applicazione dell'articolo 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica);
l) le retrocessioni a zona agricola o verde privato da precedenti zone con carico urbanistico superiore;
m) l'adeguamento dello strumento di pianificazione comunale generale alle definizioni dell'allegato A dell'Intesa Stato Regioni dell'11 novembre 2016, quando la loro applicazione non determini modifica delle zonizzazioni e aumento del carico urbanistico dello strumento di pianificazione comunale generale.
3. Le modificazioni di cui al comma 2 sono assunte dal Comune con deliberazione consiliare, trasmessa alla Provincia competente, che puo' attivarsi ai sensi del comma 4.
4. In caso di approvazione di varianti allo strumento urbanistico con la procedura di cui al comma 3, che non rientrino nelle fattispecie contemplate al comma 2, entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di pubblicazione della deliberazione consiliare, e' ammesso motivato ricorso al Presidente della Giunta regionale, agli effetti del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 (Semplificazione dei procedimenti in materia di ricorsi amministrativi).".

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Note all'art. 10:

     Con delibera del 10 dicembre 2020, il Consiglio dei ministri ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale, ai sensi dell'art. 127 della Costituzione, il comma 1 per violazione dell'art. 9, e dell'art. 117, comma secondo, lettera  s), della Costituzione. Con l'art. 19, comma 8, lett. b) e c), L.R. 20 gennaio 2021, n. 1 sono state introdotte modifiche all'art. 23 ed e' stato inserito l'art. 23-ter alla L.R. 12 aprile 1983, n. 18. Con successiva delibera del 25 marzo 2021, il Consiglio dei ministri, alla luce delle predette modifiche, ha ritenuto superati i rilievi precedentemente sollevati ed essere venuto meno l'interesse a coltivare il ricorso pendente di fronte alla Corte Costituzionale, limitatamente al comma 1 del presente articolo e agli artt. 3 e 7.

     Con sentenza n. 92 del 2022, la Corte costituzionale ha dichiarato estinto il processo con riguardo alle questioni di legittimita' costituzionale del comma 2, promosse in riferimento all'art. 9 e all'art. 117, secondo comma, lettera  s), e terzo comma della Costituzione.

 

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